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Caso Fortuna, torna in carcere la moglie del presunto pedofilo: ha violato i domiciliari

Polizia Penitenziaria - Caso Fortuna, torna in carcere la moglie del presunto pedofilo: ha violato i domiciliari


Notizia del 04/05/2016 - NAPOLI
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Finisce in cella la mamma di Antonio, il bambino morto a Caivano nello stesso palazzo in cui è stata uccisa la piccola Fortuna. La donna, compagna di Raimondo Caputo, accusato dell'omicidio e dello stupro della bimba, era ai domiciliari con l'accusa di concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie. A carico della donna i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di aggravamento della custodia cautelare emessa oggi dal gip del Tribunale di Napoli Nord per violazione degli obblighi sulla detenzione domiciliare. Una notizia giunta proprio mentre la procura partenopea, titolare del fascicolo sulla morte di Antonio (finora aperto solo per omicidio colposo), potrebbe trasferire questa inchiesta alla sezione che si occupa di reati sessuali. La mamma di Antonio ha avuto in questi giorni, secondo i magistrati, contatti con estranei, tra cui giornalisti che si occupano dell'inchiesta sull'omicidio di Fortuna.

 

Da qui la decisione di aggravare la custodia cautelare: la donna è stata prelevata dalla sua abitazione di Caivano e condotta nel carcere femminile di Pozzuoli. Una vicenda dunque non direttamente collegata all'inchiesta, ma che giunge proprio mentre i pm partenopei ribadiscono la volontà di fare piena luce anche sulla sorte di Antonio, morto un anno prima di Fortuna dopo essere precipitato dalla finestra dell'appartamento della nonna al settimo piano del «palazzo degli orrori», nel Parco Verde a Caivano. L'ufficio inquirente sta valutando di dirottare l'indagine, in cui al momento viene contestato il solo omicidio colposo alla madre del bimbo, alla sezione specializzata guidata da Luigi Frunzio. Intanto il padre di Antonio, i nonni e gli zii, assistiti dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, hanno annunciato la costituzione di parte civile in un eventuale procedimento giudiziario sulla morte del bambino. «La famiglia vuole giustizia - spiegano i legali - e oggi riescono finalmente ad esporsi e a superare quel clima di paura e minacce che ha loro impedito di interessarsi alla vicenda, e di andare addirittura al cimitero per far visita alla tomba di Antonio».

 

La possibile svolta rappresenta anche il frutto del fitto giro di contatti in corso in questi giorni tra i pm napoletani e quelli di Napoli Nord, che hanno indagato e arrestato il 29 aprile scorso il 44enne Raimondo Caputo per la morte della piccola Fortuna Loffredo, precipitata l'anno dopo Antonio dall'ottavo piano dello stesso stabile di Parco Verde. Le indagini della procura aversana, che hanno accertato gli abusi sessuali compiuti da Caputo sia su Fortuna che sulle tre figlie della compagna, quest'ultima madre anche di Antonio e da stasera in carcere, puntano sempre di più a far luce sulla presunta rete di pedofili attiva nel palazzo; con Caputo e la compagna sono accusati di atti di pedofilia ai danni di una 12enne anche altri due inquilini, mentre due residenti sono indagati per aver depistato le indagini sulla morte di Fortuna. È certo che in questi giorni saranno sentiti altri inquilini dello stabile, persone informate su quanto avveniva negli appartamenti e tra i pianerottoli i quali, approfittando di un clima diverso rispetto a quello omertoso registrato fino a pochi giorni fa, potrebbero fornire elementi importanti anche sulla morte di Antonio. Intanto domani a Napoli si riunisce un vertice sulla sicurezza ai massimi livelli. Il ministro dell'Interno, Alfano, presiederà in prefettura un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica allargato ai ministri della Giustizia, Orlando, e dell'Istruzione Giannini, oltre al vice presidente del Csm, Legnini e ai vertici delle forze dell'ordine.

ilmessaggero

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