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Certificati senza visita: medico rischia il processo

Polizia Penitenziaria - Certificati senza visita: medico rischia il processo


Notizia del 01/07/2014 - TERAMO
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TERAMO Non l’avrebbe mai visitato, limitandosi semplicemente a firmargli quei certificati medici con i quali Giancarlo Arnoni, il poliziotto di polizia penitanziaria accusato di aver fatto tutta una serie di favori ad alcuni detenuti ed ex detenuti del carcere di Castrogno, si sarebbe più volte assentato dal lavoro percependo così indebitamente stipendio ed indennità di malattia. Un’accusa che dopo la richiesta di rinvio a giudizio per falso in atto pubblico e truffa in concorso, firmata dal pm Luca Sciarretta, porterà Alessandra Pilotti davanti al gup nella stessa udienza in cui si deciderà sulla richiesta di patteggiamento a due anni ed otto mesi presentata da Arnoni. Perché dei due reati la donna, medico di base di Teramo, risponde in concorso con il poliziotto, che ha però chiesto il rito alternativo. Ma in quell’udienza, fissata già per venerdì, il gup non si troverà a decidere solo sulla richiesta di patteggiamento di Arnoni e su un eventuale processo per la Pilotti, ma anche sulla richiesta di rinvio a giudizio per un detenuto accusato in concorso con Arnoni di corruzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, infatti, a corrompere Arnoni per far entrare la droga in carcere. Droga che l’agente avrebbe introdotto in cambio non di soldi ma di salumi, formaggi, vino. Accuse che adesso troveranno un primo banco di prova davanti al gup, che venerdì dovrà anche decidere se la pena chiesta per Arnoni con il patteggiamento sia o meno congrua.
Le indagini che hanno portato la Procura a chiedere il rinvio a giudizio per la dottoressa e per il detenuto e a dare parere positivo alla richiesta di patteggiemento di Arnoni erano partite alcuni mesi fa quando sul tavolo del pm Luca Sciarretta era finito uno stralcio di un’indagine della Dda di Napoli. Dda di Napoli che indagando su alcune persone legate al clan dei Casalesi avevano scoperto strani rapporti tra l’agente e detenuti ed ex detenuti del carcere di Castrogno legati alla camorra. Rapporti che in poco tempo avevano convinto la Procura a chiedere ed ottenere la sospensione dal servizio dell’agente di Polizia Penitenziaria. Perché dalle indagini, portate avanti anche attraverso l’ausilio di intercettazioni, sarebbe emerso come Arnoni, in più occasioni, avrebbe fornito ad un ex detenuto legato alla camorra e a parenti di alcuni detenuti informazioni sui trasferimenti di questi ultimi e su chi avrebbero trovato in cella. Da qui l’accusa di rivelazione dei segreti d’ufficio, alla quale si aggiunge quella di procurata inosservanza della pena per aver favorito la latitanza di un pescarese che doveva scontare una pena definitiva di quattro anni e sei mesi. Latitante di cui Arnoni sarebbe riuscito ad avere il numero di cellulare, che avrebbe poi fornito ad un camorrista invece di avvertire le autorità. Ma non solo. Perché nell’ambito di quelle stesse indagini la Procura avrebbe scoperto anche di quell’accordo tra Arnoni e uno dei detenuti per far entrare la droga in carcere e l’uso disinvolto che Arnoni avrebbe fatto dei certificati medici. Certificati che sarebbe riuscito ad ottenere tramite la complicità di una dottoressa che, forse solo per una mera superficialitià, gli avrebbe attestato una lombo sciatalgia senza nemmeno visitarlo. Tanto da rischiare, adesso, di finire a processo.

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