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Condannati medici e poliziotti: farmaci ai detenuti per farli dimagrire rapidamente e farli ricoverare

Polizia Penitenziaria - Condannati medici e poliziotti: farmaci ai detenuti per farli dimagrire rapidamente e farli ricoverare


Notizia del 26/11/2014 - CASERTA
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Avrebbero favorito alcuni detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in particolare Michele Froncillo del clan Belforte di Marcianise, fornendo medicinali per farli dimagrire. Per paura di ritorsioni o per ottenere una ricompensa. L'eccessivo dimagrimento di alcuni reclusi avrebbe potuto garantire la scarcerazione facile dei detenuti e l'affidamento a strutture di recupero: bastava avere il camice bianco amico che stilava un certificato favorevole per darlo ai giudici del tribunale di sorveglianza. Ieri, i medici in servizio alla Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere fino al 2008, sono stati condannati con una sentenza di Appello. Per tutti è caduta l'aggravante di aver agevolato alcuni esponenti di spicco della camorra casertana.

L'unico condannato in Cassazione con sentenza definitiva per ora è il dottor Nicola Mortola di Trentola Ducenta, medico di base, il quale aveva scelto il rito abbreviato per farsi giudicare. Per gli altri i magistrati della corte di Appello di Napoli hanno letto il dispositivo ieri mattina: condannato a tre anni e quattro mesi il titolare di una struttura per riabilitazione per tossicodipendenti del Litorale Domizio, Vittorio Rovani (in primo grado era stato condannato a 4 anni).

Stessa pena per il camice bianco Giuseppe Di Maio che il tribunale distrettuale condannò sempre a quattro anni. Per l'altro imputato, Vincenzo Noviello, medico pure lui, l'udienza è slittata al 20 gennaio assieme agli imputati Mario Frocillozio del collaboratore dì giustizia Michele Froncillo di Marcianise - e a Giuseppina De Crescenzo, moglie del detenuto Felice Napolitano.

La condanna è stata emessa dai magistrati anche per Antonio Valentino, agente di Polizia Penitenziaria che avrebbe portato all'interno della Casa circondariale medicinali, stando alla procura Antimafia di Napoli. Si trattava di farmaci suscettibili ad alterare le condizioni di salute dei detenuti per creare uno stato di apparente sofferenza. A difendere i camici bianchi in primo e in secondo grado, c'erano gli avvocati Nando Letizia e Nando Trasacco.

L'accusa scattata a carico degli imputati era quello di aver stilato un falso certificato medico e di aver favorito dei detenuti. Ridotta fa condanna per i fratelli Paolo e Riccardo Di Grazia di Carinaro e per fa gola profonda che aveva svelato il giro di certificati medici con il trucco dietro compenso di denaro per i camici bianchi: Michele Froncillo. Fu lui a rendere le prime dichiarazioni ai magistrati. Il periodo della sua detenzione fu fino al 2006.

Ma tra le pieghe dell'inchiesta della Dda di Napoli venne commesso un grave errore giudiziario. Per diciannove giorni venne reclusa in care ere Anna Paglialonga, 53 anni di Capua, fa quale all'epoca dei fatti prestava servizio presso il Sert (Servizio per le tossicodipendenze) di Capua. Anna, notevolmente dimagrita nel fisico e distrutta nell'animo, viene scarcerata il nove maggio del 2008. La sua innocenza è stata poi dichiarata dai giudici, ma finire sui giornali per lei è stato terribile.

Il Mattino

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