Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Detenute della sezione femminile tentano gravidanza artificiale utilizzando liquido seminale lanciato dentro le celle da detenuti maschi durante l’ora d’aria.

Notizia del 05/05/2011 - TRIESTE

Detenute della sezione femminile tentano gravidanza artificiale utilizzando liquido seminale lanciato dentro le celle da detenuti maschi durante l’ora d’aria.

letto 3486 volte)

 Stampa questo articolo         Condividi

Cercano di rimanere incinte pur di uscire dal carcere. E' quanto e' accaduto al Coroneo di Trieste, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia dove la sezione femminile e quella maschile sono ospitate nello stesso edificio. Le detenute hanno messo a punto un curioso stratagemma per tentare di diventare mamme. Del caso sono stati informati la Procura della Repubblica e il Tribunale di Sorveglianza di Trieste. Lo riporta il 'Piccolo'. La segnalazione inoltrata dall'amministrazione penitenziaria racconta di come le recluse nella casa circondariale triestina abbiano tentato piu' volte di introdurre nel loro corpo il liquido seminale di altri detenuti sperando di restare incinte e di uscire quindi dal Coroneo usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino. Lo scambio si concretizza durante l'ora d'aria. Tra uomini e donne all'interno del Coroneo non avvengono mai contatti diretti. Possono pero' comunicare dalle finestre che si affacciano sullo stesso cortile. Due punti di contatto che non sono passati inosservati alle recluse che, hanno tentato piu' volte di praticare una "casereccia" inseminazione artificiale.

Se l'inseminazione 'casereccia' tentata nel penitenziario Coroneo  di Trieste viene eseguita nel migliore dei modi possibili, "le percentuali  di successo", dunque le possibilita' per le detenute di restare incinta,"possono aggirarsi attorno al 30-40%", avvicinandosi "ai numeri di un rapporto sessuale normale". A spiegarlo e' Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Societa' italiana di diagnosi  prenatale e medicina materno fetale (Sidip). I fattori da prendere in considerazione, quando lo scambio del liquido seminale avviene dalle finestre del carcere, "sono molteplici". Ma se tutto viene fatto nel migliore dei modi possibili "si possono raggiungere i migliori risultati". E cosi' restare incinta, per lasciarsi alle spalle le sbarre del Coroneo usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino. E' importante tuttavia tenere in debita considerazione "l'eta' del donatore del liquido seminale, la conservazione del seme e il tempo che trascorre dal momento dell'estrazione a quella dell'impianto". Senza dimenticare il versante femminile, dunque "l'eta' della detenuta, i giorni in cui si tenta di restare incinta e la modalita' con cui il seme viene inserito".
"L'uomo e' fertile lungo tutto il corso della vita - spiega l'esperto - ma l'apice si raggiunge attorno ai 20 anni. Comunque, tra i 20 e i 45 anni non dovrebbero esserci problemi, anche se scegliere un donatore giovane migliora le possibilita' di successo". Una volta prodotto, poi, e' importante che il liquido seminale venga inserito in vagina "entro le 2-3 ore, senza superare le 6". Inoltre il seme viene raccolto con mezzi di fortuna, solitamente un guanto stando alle notizie riportate dalla stampa sul caso di Trieste, "e non dobbiamo dimenticare - ricorda Giorlandino - che ci sono delle sostanze tossiche che finiscono per ridurre e ostacolare il rendimento" del liquido raccolto. Quanto alle detenute che ambiscono a restare incinta, "molto dipende dall'eta' - sottolinea l'esperto - perche' dopo i 30 anni la fertilita' per lei si
abbassa considerevolmente". Per riuscire nell''impresa', inoltre, "bisogna individuare i giorni migliori, ovvero quando la donna sta per ovulare".
A questo punto e' la tecnica adottata, per quanto 'casereccia', a far la differenza. "Per avere la piu' alta percentuale di successo, per intenderci quella paragonabile a un rapporto sessuale completo - precisa Giorlandino - andrebbe usata una siringa per arrivare vicino al collo dell'utero. Sarebbero perfetti anche quegli stantuffi che vengono utilizzati per le lavande vaginali, e che le detenute potrebbero aver messo da parte proprio con l'obiettivo di usarli per questo fine". Ma attenzione, avverte l'esperto, la scelta di usare questo 'escamotage' per allontanarsi dal carcere puo' costare anche molto cara. "Il liquido seminale - ricorda - puo' trasmettere tutte quelle infezioni che transitano attraverso di esso, compreso Hiv (anche se in misura minore rispetto a un rapporto normale), nonche' la clamidia, micoplasma, ecc.".
Rischi che lievitano considerando che nella popolazione detenuta l'incidenza di queste patologie e' di gran lunga piu' alta rispetto a quella registrata tra chi vive fuori dalle sbarre.
 
 
Tutto e' nato dal ritrovamento di una lettera indirizzata da una detenuta al suo uomo, a sua volta incarcerato nella casa circondariale di Trieste, il Coroneo, nella quale la giovane dava istruzioni per farsi inseminare tra le sbarre, spiegando che la pratica aveva avuto gia' successo altrove. Il direttore del carcere, Enrico Sbriglia, ora in aspettativa perche' candidato alle amministrative, non conferma ne' smentisce, ma ironizza: "Se fosse nato qualche bambino, lo avrei chiamato Libero o Libera". Insomma, la faccenda e' proprio vera. E' trapelata solo ora ma risale a qualche mese fa e Sbriglia, all'epoca, lo ha riferito ai superiori gerarchici e alla magistratura di sorveglianza. Non alla Procura, perche' un reato non parrebbe esserci. In pratica, le detenute facevano cosi': da dietro le sbarre facevano capire al prescelto cosa volevano. Poi, quando la giovane andava in cortile per l'ora d'aria, il detenuto lanciava il pacchetto, mentre gli agenti della polizia penitenziaria destinati alla sorveglianza venivano distratti. In quanto ai particolari tecnici, il seme era infilato in un guanto di lattice, di quelli usati nella cucina e nella lavanderia del Coroneo. Ricevuto il pacchetto, la destinataria con una scusa chiedeva di andare urgentemente in bagno. Pare che per l'inseminazione 'fai da te' le donne usassero, al posto delle siringhe, le cannule delle penne
smontate. La pratica, ribadisce Sbriglia, non e' un reato. "Non c'e' reato -spiega- nell'affacciarsi alle finestre o nel dedicarsi a pratiche onanistiche. Il reato potrebbe essere quello che, se un detenuto e' sieropositivo, rischia di mettere in pericolo la salute della donna.
Potrebbe starci l'imbrattamento -prosegue Sbriglia- se durante l'iter imbrattano".
La vicenda era ormai divenuta il segreto di Pulcinella nel mondo che ruota intorno al carcere e correva di bocca in bocca tra gli operatori. Ma il problema non e' ancora stato risolto. Certo, la polizia penitenziaria e' piu' che mai all'erta, ma per risolvere definitivamente la questione, bisognerebbe impedire che le detenute si affaccino alle finestre, o che facciano un gesto con la mano ai maschi e infine ai detenuti di atti di onanismo. Ma non c'e' nessuna legge o norma carceraria che lo consenta. Anzi, non e' stato nemmeno possibile apporre "delle griglie a magli strette alle finestre per impedire il lancio dei contenitori -racconta Sbriglia- sia per mancanza di risorse sia perche' alcune normative non lo consentono perche' grate tipo zanzariere non permetterebbero il ricambio d'aria".
L'unica soluzione sarebbe che il carcere non permettesse nemmeno il contatto visivo tra maschi e femmine. Insomma, fantascienza, fintanto che la struttura architettonica del Coroneo ospita sezione femminile e maschile.
Attualmente, le donne dietro le sbarre sono a Trieste circa 35 e in genere sono molto giovani, quindi in grado di rimanere incinta. Di regola, le giovani non scontano piu' di 5 anni di detenzione. La pratica dell'inseminazione casalinga nasce dal desiderio dei permessi dei quali possono fruire le detenute madri. Di fatto, il bizzarro e ingegnoso procedimento finora non ha prodotto alcun bebe' e sembra sia stato tentato da ragazze con legami affettivi con compagni a loro volta dietro le sbarre o con i quali avevano un legame di simpatia costruito attraverso lettere e saluti, "come accade al liceo", scherza Sbriglia.
 
 
STATISTICHE CARCERI REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
Statistiche carceri Regione Friuli-Venezia Giulia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legislativo del Riordino delle Carriere

2 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

3 Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri

4 Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità

5 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

6 Bonus 80 euro: quando e come saranno stanziati dopo ennesimo slittamento

7 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

8 La latitanza dorata del detenuto evaso da Rebibbia catturato dal NIC della Polizia Penitenziaria

9 Poliziotti e detenuti ripareranno insieme le auto della Polizia Penitenziaria

10 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

2 Circolare del GOM: togliete le foto da Facebook, è in atto una schedatura dei Poliziotti

3 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

4 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

5 Diventa anche tu Capo del DAP!

6 Clamorosa evasione dall''istituto … dal carcere ... insomma quello lì, come si chiama?

7 Il Ministro Orlando dichiara cessata l''emergenza sovraffollamento delle carceri, ma i dati lo smentiscono

8 C’era una volta la sentinella

9 Orlando e Consolo: pubblicate i dati reali del sovraffollamento

10 Italicum, Porcellum, Mattarellum e Consultellum