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Detenuti della ndrangheta rifiutano la Messa: che ci andiamo a fare se siamo scomunicati?

Polizia Penitenziaria - Detenuti della ndrangheta rifiutano la Messa: che ci andiamo a fare se siamo scomunicati?


Notizia del 06/07/2014 - ISERNIA
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Gli ‘ndranghetisti rinchiusi nel carcere di Larino non vogliono più partecipare alla messa della domenica. Dopo le parole pronunciate da Papa Francesco due settimane fa proprio in Calabria ("Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati"), in tanti hanno protestato con il cappellano del penitenziario don Marco Colonna e annunciato che non parteciperanno più alle funzioni in cappella. E lo sciopero della messa è andato avanti per giorni, almeno fino ad oggi.

A rivelarlo è stato il vescovo di Termoli-Larini Gianfranco De Luca che proprio questa mattina ha varcato la soglia del carcere di Larino per incontrare i detenuti che protestano e officiare una messa speciale per loro.

"Ma per favore non parlare di rivolta... - s’infuria don Marco rispondendo alle domande di Repubblica.it - qui nessuno è in rivolta. Oggi alla messa erano in tanti per fortuna. La verità è che in questi giorni tanti detenuti hanno manifestato dubbi e proteste dopo le parole del Papa. Parole che a quanto pare hanno colpito nel segno se tanti di loro sono venuti a parlarmi per chiedermi cosa dovevano fare. Se dovevano ritenersi scomunicati. Alcuni mi hanno detto: padre, ma se siamo scomunicati noi a messa che ci veniamo a fare? A questo punto non veniamo più... Io invece ho spiegato loro che il Papa non vuole cacciare nessuno. Ha indicato solo la retta via, ha chiesto la loro redenzione, non la loro espulsione”.

Ed è stato il vescovo di Campobasso, Giancarlo Bregantini a confermare la vicenda: “ la Sezione di alta sicurezza del carcere di Larino - ha spiegato durante un intervento alla radio Vaticana - si è messa in protesta con questa frase: “ Se siamo scomunicati, a Messa non vale la pena andarci”. Ne hanno parlato con il cappellano; quest’ ultimo questa mattina ha invitato il vescovo al carcere per parlare e spiegare il senso dell’ intervento del Papa. Questo dimostra come non sia vero che dire certe cose, sia clericalismo; in realtà le parole del Papa, come quelle della Chiesa e di Gesù Cristo, hanno sempre una valenza etica che diventa poi sempre culturale ed economica, quindi con grandi riflessi politici”.

La direttrice del carcere Rosa Ginestra ha voluto comunque smentire la notizia della rivolta. “ Ma chi ha usato il termine rivolta? Quale rivolta... E’ falso.

Oggi in carcere è un giorno tranquillo come gli altri”. E don Marco spera di aver fermato lo sciopero della messa. A Oppido Mamertina, nelle stesse ore, esplode il caso della Madonna portata in processione davanti alla casa di un boss ergastolano ai domiciliari. "Interverremo con provvedimenti energici", assicura il vescovo.

repubblica.it

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