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Detenuti evasi dal carcere di Parma, ancora in fuga

Polizia Penitenziaria - Detenuti evasi dal carcere di Parma, ancora in fuga


Notizia del 05/02/2013 - PARMA
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Il carcere di massima sicurezza di Parma diventa lo scenario di una fuga perfetta. I due detenuti sono ancora liberi. Le condizioni di questo carcere non sono diverse da le carceri di tutta Italia, dove mancano i poliziotti penitenziari che sono costretti a fare doppi turni per poter “coprire” le esigenze carcerarie. (ndr)

"L'evasione di due detenuti dal carcere di massima sicurezza di Parma, non può e non deve far dimenticare quale sia la vera e propria emergenza carceri: le condizioni disumane di vita dei detenuti, a causa di un sovraffollamento che non ha riscontro in tutto il resto dell'Europa: 142,5% per quanto riguarda l'Italia contro il 99,6% della media europea".

"A questo triste primato - continua la nota - non si sottrae neppure la Regione Emilia Romagna e il carcere di massima sicurezza di Parma. A ciò si aggiunge la carenza sempre più grave del personale di custodia che dunque è costretto a sostenere carichi di lavoro intollerabili.

E proprio a causa del sovraffollamento, in un clima generale di violenza, vanno collegate le proteste all'interno delle strutture, scioperi della fame, 6.628 nel 2011, rifiuto del vitto (1.179), danneggiamenti di oggetti (529), atti di autolesionismo, 6 casi a Parma proprio all'inizio del 2013. E si tenga conto che oltre il 40% dei detenuti è in custodia cautelare, in attesa di giudizio".
"Occorrono dunque non misure occasionali di svuotamento-carceri , ma misure radicali e strutturali di depenalizzazione, decarcerizzazione, umanizzazione della pena con misure alternative alla detenzione (inutile ricordare che Parma su questo piano vanta una tradizione che andrebbe rivalorizzata al massimo).

Ancora nessuna traccia dei due detenuti albanesi evasi all'alba di sabato dal carcere di via Burla, dopo aver segato le sbarre della propria cella con le lamette di alcuni tagliaunghie ed essersi calati con delle lenzuola, per poi scavalcare il muro di cinta e la recinzione esterna. Nonostante fin dalle prime ore dopo la fuga le ricerche siano state estese a tutto il territorio nazionale, Valentin Frrokaj e Taulant Toma, rispettivamente di 35 e 29 anni, sono letteralmente svaniti nel nulla.

L'unico avvistamento è quello nell'area di servizio di Cortile San Martino, sull'A1, verso le 6.30 di sabato mattina: proprio nell'autogrill i due avrebbero anche fatto colazione, forse in attesa di un complice che potrebbe averli caricati e portati verso chissà quale destinazione, di sicuro molto lontano da Parma e dal suo carcere.

A dare la caccia alla coppia di albanesi sono arrivati da Roma anche gli uomini del Nic, il Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria, uno speciale corpo istituito nel 2007 dal ministero della Giustizia, che sotto la direzione dell'autorità giudiziaria si occupa in modo particolare di dare la caccia ai detenuti evasi. L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola Maggiori particolari anche sui due evasi: Frrokaj, un ergastolo per omicidio, era un detenuto da marcare a uomo, una sorta di ras della sezione penitenziaria.

Ferri (Mi): ok ministro, ma basta sovraffollamento
"Giusta" l'iniziativa del Ministro della Giustizia di inviare gli ispettori nel carcere di Parma dove sono evasi due condannati, ma il nodo della sicurezza "sarà sempre all'ordine del giorno finché non si risolverà definitivamente il problema del sovraffollamento carcerario e non si investirà nelle strutture e nella qualità dei sistemi di controllo". A sostenerlo è Cosimo Ferri, segretario di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe.
"La politica deve dare una risposta urgente: intervenire ex post non è sufficiente. Da troppo tempo se ne parla senza adottare misure idonee ed incisive e si è preferito destinare 84 milioni di euro nel braccialetto elettronico che non viene di fatto utilizzato", lamenta il leader di Mi, che chiede di "voltare pagina con proposte concrete". "La pena deve essere rieducativa e devono essere quindi agevolati l'istituto della messa in prova, le attività di osservazione, di risocializzazione all'interno degli istituti penitenziari, le attività di intrattenimento)", conclude Ferri. 

STATISTICHE CARCERI REGIONE EMILIA-ROMAGNA
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