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Detenuti ottenevano misure alternative per lavorare, ma le ditte erano false e il lavoro inesistente

Polizia Penitenziaria - Detenuti ottenevano misure alternative per lavorare, ma le ditte erano false e il lavoro inesistente


Notizia del 15/10/2017 - ROMA
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Associazione a delinquere aggravata dall'uso di armi, traffico di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro: sono questi i reati per i quali sono state condannate 19 persone arrestate nel luglio del 2016 al termine di un'articolata attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Roma, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia.

La maxi operazione della polizia fu compiuta nel quartiere di Tor Bella Monaca, alla periferia sud-est della Capitale. Gli agenti della Squadra Mobile, in collaborazione con ilo Sco arrestano 35 persone. Le indagini, coordinante dalla Dda di Roma e avviate nel 2013, hanno fatto emergere l'esistenza di un gruppo criminale riconducibile alla famiglia Cordaro dedito al traffico di stupefacenti, con centro operativo nel comparto R9 di Tor Bella Monaca e coinvolto in una serie di fatti di sangue. L'attività della squadra Mobile di Roma è partita in seguito all'omicidio di Serafino Cordaro, avvenuto quattro fa. Gli inquirenti hanno scoperto che una serie di episodi violenti che si sono verificati in quel quadrante della città erano riconducibili a regolamenti di conti per la "conquista" di piazze dello spaccio e affermare l'egemonia di un gruppo sull'altro. I soldi della droga sarebbero stati riciclati in ristoranti, bar e in una squadra di calcio alla Maddalena, grazie all'aiuto di un avvocato, finito in carcere. Gli inquirenti avrebbero acquisito prove, inoltre, di sigle societarie aperte per creare posizioni di lavoro false per detenuti che dovevano ottenere misure alternative e la disponibilità da parte di alcuni, reclusi a Rebibbia, di utilizzare cellulari.

Scoperto anche un appartamento bunker dove venivano nascoste armi e droga che, oltre ad essere 'protetto' da telecamere, era munito di un particolare sistema di scarico per nascondere le dosi all'arrivo delle forze dell'ordine. Durante il blitz parteciparono oltre 500 agenti e furono sequestrate circa 100 dosi di cocaina e armi, tra cui un fucile mitragliatore.

La sentenza di primo grado, in seguito al processo celebrato con rito abbreviato, ha portato alle seguenti condanne: 18 anni a  Natascia Cordaro Natascia; 16 anni e 8 mesi a Giuseppe Cordaro; 16 anni a Paola Palavanti; 16 anni a Silvio Lumicisi; 7 anni e 4 mesi a Emilia Cordaro; 10 anni a Marco Vellucci; 10 anni a Rodolfo Maggetti; 12 anni a Dino Massa; 11 anni e 4 mesi a Antonello Petrini; 11 anni e 4 mesi a Umberto Petrini;11 anni e 6 mesi a Maurizio Nocchetti; 8 anni a Danilo Cordaro; 8 anni e 8 mesi a Roberto Cordaro; 10 anni e 8 mesi a Mirco Allocca; 8 anni a Vincenzo Bova; 10 anni a Daniele Vinella; 5 anni e 4 mesi a Gianni Vinella; 8 anni a Gianluca Stramucci; 10 anni a Eros Cantale.

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