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Detenuto a Marassi e malato di tubercolosi sputa sugli Agenti e poi tenta di dar fuoco alla cella

Polizia Penitenziaria - Detenuto a Marassi e malato di tubercolosi sputa sugli Agenti e poi tenta di dar fuoco alla cella


Notizia del 15/08/2014 - GENOVA
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Prima ha tentato di sputare contro gli agenti di sorveglianza e poi ha tentato di dar fuoco alla sua cella. Un detenuto malato di tubercolosi ha creato non pochi problemi nel carcere genovese di Marassi. L'uomo, originario del Marocco, ha protestato per avere altri farmaci oltre a quelli che gli erano stati consegnati e poi ha perso la testa iniziando a sputare sugli agenti. Non pago ha poi cercato di dare fuoco alla cella dove si trova in stato di detenzione.

Solo il tempestivo intervento degli agenti ha evitato la tragedia.

"L’alta tensione vissuta a Marassi è sintomatica di come la situazione nelle carceri italiane sia sempre allarmante. Mi auguro che il Ministro della Giustizia Orlando scelga per la guida dell’Amministrazione Penitenziaria DAP una persona concreta e realista, che si renda conto come non possa essere la vigilanza dinamica la soluzione all’invivibilità della vita nelle celle (e quindi al miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria) ma si debba lavorare per introdurre l’obbligatorietà del lavoro dei reclusi”. Così il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE), Donato Capece, commenta quel che è avvenuto nella notte nel carcere di Genova Marassi.

"Non è un mistero - prosegue il leader del SAPPE - che la prevalenza della tubercolosi, sia essa conclamata o latente, è più alta nella popolazione carceraria rispetto alla popolazione generale, per cui e da tempo le organizzazioni sanitarie hanno messo l’accento sulla necessità di arrestare il contagio in questa popolazione a rischio. Recenti studi e ricerche hanno accertato come nella popolazione carceraria tra il 30 e il 40% delle persone abbiano l’epatite C, mentre l’epatite B attiva è intorno al 7%; oltre la metà dei detenuti (56%), inoltre, ha avuto contatti con l’epatite B; l’infezione della tubercolosi è oltre 50% nei detenuti stranieri. Questo fa comprendere in quali polveriere infettive lavorano ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che devono avere ogni tutela e garanzia, anche e soprattutto a livello fisico come conferma l’episodio di questa notte a Genova Marassi".

genova.ogginotizie.it

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