Dicembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Dicembre 2016  
  Archivio riviste    
Direttore delle carceri si fa rinchiudere in cella d'isolamento in Colorado

Polizia Penitenziaria - Direttore delle carceri si fa rinchiudere in cella d'isolamento in Colorado


Notizia del 21/03/2014 - ESTERO
Letto (3036 volte)
 Stampa questo articolo


Il nuovo responsabile delle carceri del Colorado che si è sottoposto volontariamente al regime di isolamento, dopo che il suo predecessore era stato ucciso da un ex detenuto. Lo scorso 23 gennaio Rick Raemisch, nuovo responsabile del sistema carcerario del Colorado che gestisce 20 carceri e un totale di circa 20 mila detenuti, ha trascorso 20 ore nella cella di isolamento di una prigione di Cañon City, capoluogo della Contea di Fremont, per provare in prima persona l'esperienza di un carcerato in isolamento. Da quel giorno la storia di Raemisch, quella (tragica) del suo predecessore Tom Clements e gli obiettivi che entrambi hanno cercato di raggiungere hanno fatto tornare di attualità il dibattito sull'isolamento nelle carceri degli Stati Uniti.

Rick Reamisch ha raccontato il suo esperimento in un articolo del New York Times intitolato "Una notte in isolamento", concludendo che l'isolamento è una pratica "controproducente e disumana". Reamisch ha spiegato di essere stato nominato responsabile del sistema carcerario in Colorado con tre obiettivi principali: limitare o eliminare l'uso dell'isolamento per i detenuti malati di mente; rispondere alle esigenze di coloro che sono stati in isolamento per lunghi periodi; ridurre il numero di coloro che vengono rilasciati passando direttamente e senza transizione da una condizione di isolamento alla libertà.

"Se dovevo realizzare questi obiettivi avevo bisogno di capire meglio che cosa si prova in isolamento e che cosa vivono i prigionieri che sono ospitati in quelle celle, a volte per anni".

Alle 18.45 del 23 gennaio Reamisch si è volontariamente sottoposto a un regime di isolamento, suscitando le reazioni più diverse: c'è chi ha parlato di una "bravata politicamente motivata", chi di "sfida positiva per gli amministratori carcerari di altri stati" e chi - come il guardiano Travis Trani, che ha accolto Reamisch nel penitenziario - ha pensato semplicemente che "fosse un pazzo" ma che andasse "ammirato per voler fare quell'esperienza".

Dice Reamisch: "Sono stato consegnato a un penitenziario statale del Colorado, dove mi è stata rilasciata un'uniforme da detenuto e un sacchetto a rete con i miei articoli per il bagno e la biancheria per il letto. Le mie braccia sono state ammanettate dietro la schiena, le mie caviglie chiuse con delle catene e sono stato posto in isolamento. La mia cella, la numero 22, era al secondo piano, alla fine di quella che sembrava essere una camminata molto lunga. Nella cella gli agenti mi hanno rimosso le catene alle caviglie, hanno chiuso la porta alle mie spalle lasciando l'apertura sulla porta aperta. Mi è stato detto di farci passare dentro le mani in modo che le manette potessero essere rimosse. E poi sono rimasto solo".

Ai detenuti condannati al regime di isolamento cui si è sottoposto Reamisch non è permesso tenere con sé nulla. La stanza è grande circa 4 metri per 2 e quel poco che c'è dentro (il letto, il wc, il lavandino) sono in acciaio e avvitati al suolo:
"La prima cosa che si nota è che la situazione è tutt'altro che tranquilla: si tratta di un ambiente in cui si percepiscono rumori confusi, televisori a tutto volume di altri reclusi, conversazioni lontane, grida. Non riuscivo a dare un senso a niente di tutto ciò e mi è venuta una sensazione di nervosismo e paranoia. Mi aspettavo che le luci si spegnessero, per segnalare la fine della giornata. Ma le luci non si spengono. Ho cominciato a contare i piccoli fori scavati nelle pareti. Solchi molto piccoli realizzati dai detenuti".

Reamisch cita lo psichiatra Terry Küpers, che in un articolo del 2013 ha descritto i numerosi effetti psicologici della detenzione solitaria, precisando che i prigionieri hanno raccontato di avere incubi, palpitazioni, paura di imminenti esaurimenti nervosi, fantasie aggressive, problemi di controllo degli impulsi, sintomi psichiatrici che in quasi tutti i casi analizzati nessuno aveva precedentemente manifestato. Reamisch dice che già per una mente sana tutte queste circostanze "sono scoraggianti" e che chiaramente l'isolamento non risolve un problema, piuttosto lo ritarda o, più probabilmente ancora, lo aggrava. E "non solo all'interno della prigione, ma in ultima analisi, nella comunità. Il nostro lavoro di correzione è proteggere la comunità, non liberare persone che sono peggiori di quanto fossero prima di essere imprigionate".
Reamisch prosegue poi nel racconto della sua giornata. Alle 6.15 gli è stata portata la colazione:
"Mi sono lavato i denti, la faccia, ho fatto due serie di flessioni e mi sono rifatto il letto. Ho guardato la piccola finestra della cella, ho visto che era ancora buio e ho pensato: e adesso? Avrei dovuto passare un totale di 20 ore in quella cella. Che, rispetto al soggiorno medio, è praticamente un battito di ciglia. I detenuti che vengono inviati in isolamento in Colorado vi trascorrono di media 23 mesi. Alcuni ci passano anche 20 anni. Alla fine, ho rotto una promessa che mi ero fatto e ho chiesto a un agente che ora fosse. Le 11.10: mi sentivo come se fossi rimasto lì per giorni. Mi sono seduto a pensare. Quanto tempo ci sarebbe voluto prima che l'isolamento venisse eliminato completamente?".

Ed è a questo punto del racconto che Reamisch spiega la storia del suo predecessore: Tom Clements, un "riformatore coraggioso". Clements aveva già fatto molto per ridurre l'uso eccessivo dell'isolamento nelle prigioni del Colorado (che ha i tassi più alti di tutti gli Stati Uniti): in poco più di due anni lui e il suo staff l'avevano tagliato di oltre la metà passando da 1.505 detenuti a 726. Ma Clements aveva appena cominciato il suo lavoro quando è stato assassinato. Nel marzo del 2013, "in una tragica ironia", Clements è infatti stato ucciso da Evan S. Ebel, membro di una banda criminale, che era stato rilasciato poco prima direttamente dal regime di isolamento. Questo ex detenuto ha prima ucciso un uomo addetto alle consegne della pizza per indossare la sua uniforme e spingere Clements ad aprire la porta di casa. Pochi giorni dopo quello stesso uomo è stato ucciso in una sparatoria con la polizia: "Qualunque cosa sia stata fatta durante l'isolamento di quell'ex detenuto e assassino, non è stata fatta per il suo miglioramento". L'obiettivo di Clements era aiutare i detenuti, "e il fatto che fosse stato ucciso da un detenuto era per me un insulto".

In Colorado, nel 2012, 140 persone sono state rilasciate direttamente da una condizione di isolamento, l'anno scorso 70 e nel 2014, al momento in cui Reamisch scriveva per il New York Times, due. Il suo programma per i prossimi mesi è molto ambizioso: non solo ridurre l'isolamento in generale, ma farvi ricorso per un periodo di tempo determinato e non indefinito ("i detenuti dovrebbero sapere quando ne usciranno", ha detto). Infine, offrire ai detenuti un periodo di preparazione prima del rilascio e modificare il modo in cui gli agenti interagiscono con loro.

ilpost.it

Il Direttore esecutivo delle carceri del Colorado (USA) assassinato davanti la sua abitazione

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Chiusa la sala internet del carcere di Bolzano: detenuti cercavano contatti con l''isis

2 Terrorismo: i Poliziotti Penitenziari in ascolto e i terroristi islamici cambiano strategia

3 Caso Cucchi: Carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale e di aver accusato la Polizia Penitenziaria

4 Fabio Perrone aggredisce due Poliziotti penitenziari. Un anno fa venne arrestato per l''evasione con sparatoria dall''ospedale

5 Dopo 32 anni la pistola Beretta va in pensione: gli USA firmano contratto con la Sig Sauer

6 Ruba auto a Poliziotto penitenziario ma rimane bloccato dal passaggio a livello e viene arrestato

7 Carcere di Teramo senza riscaldamento e in mezzo al terremoto: domani lo sfollamento

8 Rientro dei distaccati dal carcere di Alessandria San Michele: prevista anche sorveglianza dinamica e automazione cancelli

9 Tentano di fare sesso nella sala colloqui del carcere di Pisa: denunciati dalla Polizia Penitenziaria

10 Maltempo in Sardegna: 20 Poliziotti Penitenziari e 150 detenuti bloccati nella colonia agricola di Mamone


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Polizia Penitenziaria arresta estremista islamico. Prima operazione antiterrorismo dentro un penitenziario eseguita dal Nucleo Investigativo Centrale in collaborazione con la Digos

2 I suicidi nella Polizia Penitenziaria sono il doppio rispetto alle altre forze dell’Ordine e il triplo rispetto alla società civile

3 Como: poliziotto penitenziario muore stroncato da infarto in servizio

4 In memoria del collega Pietro Sanclemente, Assistente Capo del carcere di Trapani

5 Con il Decreto Milleproroghe arrivano le assunzioni nella Polizia Penitenziaria

6 Polizia Penitenziaria: serve un’efficace comunicazione per non alimentare una costante disinformazione

7 Replica a Il Fatto Quotidiano: i veri motivi per cui il Sappe ha querelato Ilaria Cucchi

8 Parte male il docente di islamismo per la Polizia Penitenziaria: "insegnerò ai secondini..."

9 La Stampa: la radicalizzazione nelle carceri italiane passa attraverso telefonini, sopravvitto e preghiera

10 Gli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE)