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Droga e sim card lanciati nel cortile di Marassi: sequestrati dai cinofili di Asti della Polizia Penitenziaria

Polizia Penitenziaria - Droga e sim card lanciati nel cortile di Marassi: sequestrati dai cinofili di Asti della Polizia Penitenziaria


Notizia del 29/06/2014 - GENOVA
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Sono entrati alle prime luci dell'alba nel carcere di Marassi per un'operazione di routine, un controllo con i cani anti-droga nelle celle dei detenuti. Il reparto cinofili e antidroga della Polizia Penitenziaria ha trovato 70 grammi di "fumo" e una busta di polvere bianca che adesso sono al vaglio degli esperti e della magistratura.

"È un controllo che facciamo solo sporadicamente perché la Liguria non ha un reparto cinofilo proprio e invece ce ne sarebbe bisogno per prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio e della detenzione di sostanze stupefacenti all'interno degli istituti di pena - spiega Michele Lorenzo, segretario regionale del Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria - il nucleo che entra in azione infatti è quello di Asti che però deve occuparsi anche dei controlli nella propria Regione, nelle stazioni, negli aeroporti e negli altri penitenziari".

Nel pomeriggio la Polizia Penitenziaria ha intercettato anche un altro panetto di droga e due telefoni cellulari senza sim card.

"Il collega di turno all'interno della garitta ha visto volare, lanciati dall'esterno, degli indumenti arrotolati", continua Lorenzo. All'interno c'erano due telefoni cellulari privi di sim card e un pacchetto di hashish che sono caduti nel cortile passeggio, dove i detenuti trascorrono l'ora d'aria. "La sim card è piccola, può essere nascosta più facilmente - spiega il sindacato - di sicuro "l'operazione" doveva avvenire in due fasi successive".

I detenuti all'interno del carcere hanno la possibilità di comunicare con l'esterno tramite postazioni fisse, ma il destinatario deve essere autorizzato dal direttore del carcere, se il detenuto è definitivo, o dal magistrato in tutti gli altri casi.

"Altrimenti sfugge il motivo e il destinatario della telefonata: il carcerato potrebbe per esempio comunicare con persone che hanno un procedimento penale in corso connesso alla persona - conclude - questi episodi sono gravi. È opportuno che gli uffici dirigenziali liguri si dotino di dirigenti più attenti alle problematiche connesse alla sicurezza. La Polizia Penitenziaria a Marassi è sotto di almeno 100 agenti e anche il nucleo traduzioni, che si occupa cioè del trasferimento e del trasporto di detenuti, è sotto organico. In tutti gli istituti della Liguria abbiamo riscontrato innumerevoli anomalie, tutte riconducibili alla discutibile politica attuata dall'attuale gestione dei manager liguri".

La Repubblica

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