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Ecco come Carabinieri e Polizia Penitenziaria hanno riacciuffato i tre evasi dal carcere di Barcellona PG

Polizia Penitenziaria - Ecco come Carabinieri e Polizia Penitenziaria hanno riacciuffato i tre evasi dal carcere di Barcellona PG


Notizia del 16/07/2017 - MESSINA
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I tre giovani evasi dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica Sarah Caiazzo sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina ha diffuso stamattina un comunicato stampa con cui ha fornito ulteriori dettagli sull’attività svolta dei militari dell’Arma e dei colleghi della Polizia Penitenziaria per rintracciare i tre fuggitivi, Emanuele ROSSITTO, 19 anni, Vittorio SMIROLDO, 26 anni e Gaetano SCHIACCITANO, 22 anni.

Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dal procuratore capo Emanuele Crescenti, i tre, dopo aver pianificato accuratamente la loro fuga, hanno divelto le inferriate poste nella finestra della propria cella e, oltrepassato il cortile del carcere, hanno superato il muro di cinta dandosi alla fuga, facendo perdere le loro tracce. L’immediato allarme, dato dal personale della casa circondariale al 112, ha fatto scattare subito le ricerche da parte dei carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo alcune ore, i carabinieri hanno ritrovato a Santa Lucia del Mela l’auto con cui si erano allontanati per raggiungere il loro rifugio. Da una prima ricostruzione dei fatti,  gli evasi hanno potuto contare sull’aiuto di un complice che li aspettava oltre le recinzioni della struttura penitenziaria con un auto che aveva rubato poco prima in località Fiumarella di Merì. Le ricerche si sono concentrate immediatamente nel territorio di Santa Lucia anche con il supporto dei carabinieri del Nucleo Elicotteri di Catania.

A sostenere la latitanza è stata la rete di familiari e amici su cui i tre giovani hanno potuto contare, non solo nell’hinterland barcellonese ma anche nella città di Messina. Grazie all’appoggio dei parenti sul territorio di Santa Lucia hanno potuto usufruire di più rifugi messi a disposizione per la loro latitanza. I prolungati servizi di pedinamento, protrattisi senza soluzione di continuità, hanno permesso di seguire gli spostamenti dei famigliari e di poter così intercettare ed arrestare gli evasi.

La fuga dei tre giovani si è conclusa a 24 ore dalla fuga, quando a distanza di poche ore l’uno dall’altro i 3 venivano localizzati ed arrestati. Nella mattinata di ieri, infatti, uno dei giovani, Vittorio SMIROLDO, ha lasciato i compagni per chiedere maggior sostegno e copertura alla sua latitanza dall’amica Silvia Rolla di Messina, già nell’immediatezza dei fatti inserita nella cerchia di amici e parenti che avrebbero potuto dare manforte alla clandestinità dei fuggiaschi.

I Carabinieri e la Polizia Penitenziaria, che già pedinavano la donna e tenevano sotto osservazione la sua abitazione, hanno intercettato ed arrestato SMIROLDO al momento del loro incontro lungo il Viale Libertà della città. Nella pianificazione di un contestuale controllo delle zone d’interesse, altri uomini impegnati sul campo, seguivano la sua convivente, Serena GUERCIO. Su di lei, infatti, si sono fin da subito concentrate le indagini da parte dei Carabinieri in quanto sospettata di aver agevolato la fuga. La ragazza, infatti, effettuava numerosi spostamenti tra i territori di Milazzo e Santa Lucia del Mela ed era in contatto con i parenti dei fuggitivi che vivevano a Santa Lucia e a Milazzo.

Poco dopo la cattura di SMIROLDO si era stretto il cerchio su gli altri due che, appresa la notizia della cattura del compagno ed intuendo che le forze dell’ordine erano vicine al loro ritrovamento, hanno deciso di dividersi. Gaetano SCIACCHITANO, cercando di raggiungere il porto a Milazzo, è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Barcellona P.G. mentre si trovava nei pressi della fermata del bus vicino dell’Ospedale di Milazzo.

Contestualmente, nel territorio di Santa Lucia i Carabinieri e la Polizia Penitenziaria hanno eseguito serrate ed accurate perquisizioni in abitazioni abbandonate nei pressi del Castello e, dopo aver fatto irruzione in una di queste hanno trovato ed arrestato Emanuele ROSSITO.

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