Gennaio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2018  
  Archivio riviste    
Ecco come i tre detenuti evasero da Voghera: uno è ancora latitante

Polizia Penitenziaria - Ecco come i tre detenuti evasero da Voghera: uno è ancora latitante


Notizia del 25/04/2013 - PAVIA
Letto (5009 volte)
 Stampa questo articolo


Un'evasione che si poteva evitare. Anzi, che si doveva evitare. La rocambolesca fuga di tre detenuti albanesi dal carcere di Voghera, nel marzo di due anni fa, era stata annunciata e l'intervento della Polizia Penitenziaria - che c'è stato - si è però dimostrato inefficace.

Questo emerge dagli atti del processo che si è aperto davanti al tribunale di Voghera nei confronti proprio dell'organizzatore della fuga, ossia Dritan Rexhepi, 32 anni, oggi super ricercato dalle polizie di mezza Europa e considerato dalla stampa inglese uno dei 17 criminali più ricercati dalla polizia di sua maestà britannica. Rexhepi, assistito dall'avvocato Grazia Lanfranchi, è ovviamente contumace, mentre gli altri due complici - Leonard Mirtaj e Ylli Ndoj - sono stati arrestati e hanno già patteggiato altri 16 mesi di carcere.

Allegata agli atti del processo c'è una relazione dell'Ufficio ispettivo del ministero della Giustizia che, pur assolvendo le strutture e gli uomini al lavoro al carcere di Voghera, segnalano una serie di errori, omissioni e anche gravi limiti della struttura di via Prati Nuovi. In primo luogo l'Ufficio ispettivo del ministero ricorda la segnalazione, circostanziata, che avvisava del progetto di evasione.

Una prostituta albanese che esercita in Umbria e che era stata sentimentalmente legata a uno dei tre, si era messa in contatto con i carabinieri di Perugia dicendo che un parente di Rexhepi aveva ricevuto una lettera - scritta in albanese - dal detenuto che chiedeva nuovi lime per il ferro, perché quelle che erano già state recapitate in carcere (sic!) non funzionavano bene. E così, a quanto pare, una nuova fornitura di seghetti viene fatta all'intraprendente trio.

Fatto sta che ai primi giorni di marzo gli agenti di custodia entrano nelle celle dei tre albanesi e, in effetti, dietro un attaccapanni, nel muro, vengono rinvenuti alcuni aggeggi utili a segare le sbarre. La direzione del carcere decide l'immediato trasferimento dei detenuti dal reparto nel quale si trovavano ad un altro. A quanto pare, però, i tre non vengono controllati più di tanto, nei giorni successivi anche perché - segnalano gli ispettori del ministero - nella struttura penitenziaria vogherese c'è una cronica carenza di personale. I tre continuano nel loro piano.

Nottetempo trasformano le coperte in solide corde e, rompendo uno dei letti in ferro, si costruiscono un gancio. La mattina del 17 marzo escono dalle celle, per un'ora stazionano in un'area di fatto di passaggi dove le grate (incredibile a dirsi) sono realizzate, evidentemente per risparmiare, in acciaio più dolce. Per non far sentire i seghetti i tre "sparano" la musica di una radio a mille, piazzano una specie di specchio retrovisore per controllare di non essere disturbati.

Quando è l'ora di rientrare in cella - è ormai mezzogiorno - hanno segato la sbarra. Passato il pranzo, in concomitanza con il cambio turno delle guardie, escono tutti e tre, indossano i giubbotti e sotto nascondono le coperte. Senza essere controllati tornano dove la grata è stata segata. La piegano, si arrampicano e, con gancio e coperte si calano dal blocco numero 5, arrivano al muro di confine, utilizzano la stessa attrezzatura e riescono a salire in cima. Usano i giubbotti - che resteranno appesi - per scavalcare il filo spinato. Percorrono diverse centinaia di metri in campagna, poi arrivati alla strada bloccano un'auto, una Dahiatsu guidata da Teresa Ivaldi. Minacciano la donna e salgono in auto. E spariscono.

La Provincia Pavese

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LOMBARDIA
Statistiche carceri Regione Lombardia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Candidata con la Bonino, tenta di passare dei soldi ad un detenuto durante una visita in carcere

2 Governo Gentiloni sarà ricordato per lo svuota carceri mascherato? Sappe: così si rottama il 41bis

3 Riforma ordinamento penitenziaria: anche l''Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento contro i progetti del Governo

4 Mauro Palma garante dei detenuti: approvate la riforma Orlando così com''è, senza accogliere le indicazioni della Direzione Antimafia

5 Detenuti evadono durante una gita al museo del MAXXI di Roma: ripresi poco dopo

6 Erika Stefani, Lega: basta svuota carceri, da Gentiloni ennesimo regalo ai criminali

7 Carcere di Parma: un’altra grave aggressione ad agente penitenziario

8 Droga nelle parti intime per il compagno detenuto: scoperta ed arrestata dalla polizia

9 Carceri, la riforma rischia di slittare a dopo il voto. Troppe pene alternative

10 Sfiorata la sommossa nel carcere di Larino


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia

2 Transito a ruolo civile. Č legittimo cumulare pensione privilegiata e stipendio

3 Gruppo Operativo Mobile: Perché? Perché? Perché? Perché?

4 Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato

5 Ma chi siamo?

6 In memoria dell''Assistente Capo Paolo Gandolfo

7 Max Forgione, un grande uomo salito in cielo

8 Le osservazioni del Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita alla riforma dell''ordinamento penitenziario

9 Il Commissario Capo Giuseppe Romano insignito del prestigioso premio: Il discobolo d’oro

10 Il Castello è una macchina che funziona alla perfezione: se non fosse per quei granelli di sabbia