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Esce dal carcere dopo 30 anni, la mamma dà una festa ma lui la uccide: ecco perché

Polizia Penitenziaria - Esce dal carcere dopo 30 anni, la mamma dà una festa ma lui la uccide: ecco perché


Notizia del 26/03/2016 - ESTERO
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"Stava organizzando una festa per il suo ritorno. Era entusiasta, era come se le avessero ridato la vita. Non l'abbiamo mai vista così" hanno raccontato i vicini del quartiere residenziale di Atlantic City. Nessuno immaginava quello che sarebbe successo, che il figlio tanto amato l'avrebbe presa a calci e pugni , uccidendola. A raccontare l'incredibile vicenda è il Washington Post.

Steven Pratt, 45 anni, è stato arrestato ancora una volta per omicidio, lo stesso reato commesso a quindici anni, dopo 48 ore dall'uscita dal carcere per aver scontato la sua pena detentiva. "Ho ucciso mia madre, ma non volevo e sinceramente non so neanche perché. Avevamo litigato, non volevo sentire i suoi consigli e ho perso le staffe. Le ho dato una lezione, non pensavo che sarebbe morta" ha detto alla polizia che lo ha riportato subito dietro le sbarre della struttura penitenziaria locale. "Quando dal quartiere ci hanno chiamato, dicendo che sentivano urla e insulti, abbiamo pensato a un errore, ma l'indirizzo purtroppo era quello, non era possibile sbagliarsi. Quello dove avevamo riportato l'ex galeotto che era stato accolto a braccia aperte dalla madre e dai parenti. Avevano addirittura organizzato una festa di benvenuto , era quasi pronta" hanno detto gli agenti. "Non è possibile, non può essere ancora lui, lo abbiamo appena riportato a casa e la mamma era così felice, le brillavano gli occhi. Eppure la strada era quella e anche il numero civico. Quando abbiamo trovato il corpo della madre c'erano i festoni già appesi alle mura di casa".

Un secondo omicidio, ancora più efferato, del primo che lo aveva portato in carcere a soli quindici anni. Con una pistola da adolescente uccise l'uomo che viveva nell'appartamento accanto e che in pratica gli aveva sempre fatto da padre. Il motivo? Banale, lo aveva redarguito. Gli aveva chiesto di non fare rumore con gli amici sul pianerottolo di casa perché avrebbe dato fastidio, di rientrare e di mettersi a fare i compiti nella sua stanza. La lite, poi, era diventata sempre più violenta. E il ragazzino gli aveva sparato in testa e alla spalla.

L'uomo era stato ricoverato all'ospedale locale, ma i medici non erano riusciti a salvargli la vita. Allora venne processato come se fosse stato un adulto. Lo condannarono a 30 anni. Ancora non si conoscono le ragioni che lo hanno portato a uccidere sua madre. Difficilmente uscirà più dalla prigione. In attesa del processo il giudice della Contea ha fissato una cauzione di un milione di dollari.

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