Aprile 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Aprile 2018  
  Archivio riviste    
Evasione Cutrì: le confessioni dei primi arrestati, traditi da una valigia persa per strada

Polizia Penitenziaria - Evasione Cutrì: le confessioni dei primi arrestati, traditi da una valigia persa per strada


Notizia del 07/02/2014 - VARESE
Letto (6937 volte)
 Stampa questo articolo


Aristotele Buhne, 31 anni, è l’imprenditore inseguito dai debiti che ha partecipato all’assalto in Tribunale. Un’ex ditta di pelle, Buhne è stato fermato a Napoli, in un cimitero. Da sempre residente nel Milanese, ha raccontato d’essere sceso per portare fiori sulla tomba del nonno. Più probabile stesse scappando oppure, disperatamente e senza piani precisi, fosse alla ricerca di nuovi nascondigli nel Sud Italia. Finora, è una delle ipotesi investigative, Mimmo Cutrì ha avuto la sua tana in Piemonte. Quel Piemonte punto di svolta delle indagini.

L’imprenditore è pieno di debiti, la ragazza ha un figlioletto, due altri della banda se la sono già cantata e fra i quattro ancora latitanti ci sarebbe un ferito. L’ergastolano Domenico Cutrì, fuggito lunedì dal Tribunale di Gallarate, era e a maggior ragione è «pericolosissimo». Cutrì è armato, rabbioso e disperato. Suo fratello Nino, ideatore del piano di liberazione, è stato ucciso da una guardia penitenziaria. La madre Antonella gliel’ha ricordato: «Mimmo non ti devi consegnare. Lui è morto per te, rispetta il suo sacrificio». Eppure, dopo i quattro complici, pregiudicati fermati tra mercoledì e ieri in Piemonte e a Napoli, a Cutrì restano poche risorse. Una è un altro fratello, Daniele; poi c’è la fidanzata di Nino, Carlotta Di Lauro. Ha con sé il bimbo di cinque anni.

C’è un paese di nemmeno mille abitanti in provincia di Vercelli. Si chiama Cellio. E c’è un testimone casuale che mercoledì, come è scritto sul verbale di fermo dei quattro, «denunciava l’abbandono di una valigia da parte di un gruppo di persone nella campagna del Comune. Tali persone si erano allontanate successivamente a piedi ma il teste le aveva individuate poco dopo nel centro di Cellio allertando i carabinieri». La valigia apparteneva a Cristian Lianza (25 anni), Danilo Grasso (27) e Davide Cortesi (48 anni): sono stati sorpresi che camminavano per il paese. Cortesi e Lianza (ha parentele con un pregiudicato di Magenta già in soggiorno obbligato) sono rei confessi. Nella valigia c’erano «abiti maschili, generi alimentari, medicinali e uno scontrino emesso in data 3 febbraio da un negozio di Parabiago», poche ore prima del blitz. I farmaci potrebbero confermare la presenza d’un ferito nel commando: uno dei Poliziotti Penitenziari coinvolto nella sparatoria ha raccontato d’aver colpito un bandito alla gamba. Chi è il ferito? Lo stesso Cutrì? Oppure un non meglio precisato Franco, uno dei quattro che mancano all’appello? O ancora il fratello Daniele che ieri i genitori, a precisa domanda su dove fosse, hanno risposto: «È qui con noi, in casa». Lì non è.

E allora assume il significato di linguaggio in codice una frase di mamma e papà: «Daniele ha parlato con l’avvocato. L’avvocato lo ha rassicurato. Non rischia nulla, non deve temere in quanto non è stato coinvolto nella vicenda». Scomparso il 23enne Daniele. E scomparsa Carlotta Di Lauro, 26 anni, la fidanzata di Nino. S’era preparata per tempo. Tra il 28 e il 29 gennaio aveva affittato un furgone dall’autonoleggio Maggiore di Legnano a bordo del quale, in pochi giorni, aveva percorso quattrocento chilometri. Domenica era andata dalla nonna, dove a volte dorme, per riempire borsoni di abiti e annunciare una vacanza in montagna; lunedì aveva fatto abbondante spesa in un supermercato. Carlotta si era servita della macchina della madre, che aveva poi consegnato a Laura Cutrì, sorella dell’evaso, prima di spegnere il telefonino e sparire.

In questi giorni, i coniugi Cutrì insistono: «Non ne sapevamo nulla. Ha organizzato tutto Nino, che stravedeva per Mimmo e non poteva vederlo all’ergastolo». Nessun altro della famiglia c’entrerebbe, a dire dei genitori Antonella e Mario: solo e soltanto Nino. Che non c’è più e che tutti, adesso, danno per unico vero responsabile. Nino Cutrì ha procurato le armi (tre fucili a pompa, un fucile automatico, un’infinità di proiettili) e il rifugio. Probabilmente un’abitazione proprio a Cellio. Ma è andata bruciata. Bisogna vedere se aveva previsto altri nascondigli per prolungare la fuga ed evitare la resa. Come finirà? Papà Mario dice: «Mimmo agisca secondo coscienza».

milano.corriere.it

 Evasione Cutrì: ecco chi sono i componenti della banda che ha sparato conto la Penitenziaria

STATISTICHE CARCERI REGIONE LOMBARDIA
Statistiche carceri Regione Lombardia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Nuovi sconti per gli appartenenti alle Forze Armate e agli operatori della Giustizia L''iniziativa rivolta a 500 mila persone consente di risparmiare fino a tremila euro l''anno

2 Sospeso lo stipendio a Sissy Trovato. La rabbia del padre: Le istituzioni l’hanno lasciata sola

3 Stipendi comparto Difesa e Forze dell''Ordine, arretrati a maggio, ecco le cifre

4 Forze Armate e di Polizia: ecco cosa prevede il contratto di Governo Lega-M5S

5 Riforma Carceri: Orlando getta la spugna

6 Detenuto scatenato a Santa Bona: feriti cinque agenti di Polizia Penitenziaria

7 I Carabinieri Nas alla Dozza. Mensa della penitenziaria nel mirino

8 Altra incredibile follia della Amministrazione: camorrista ergastolano in cattedra alla scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo.

9 Direttore del Carcere di Bergamo Porcino va in pensione:I miei 40 anni con i detenuti

10 Alfonso Sabella: Ho pensato al suicidio. Condannato a morte dallo Stato


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 In memoria di Rocco D''Amato, ucciso nella Casa Circondariale di Bologna da un detenuto il 13 maggio 1983

2 Fermate il mal di vivere dei poliziotti penitenziari!

3 La festa per ricordare che cos’era la Festa del Corpo. Santa Rita della Rosa nel Pugno al posto di San Basilide?

4 Ma la mobilità dei direttori quando la fanno?

5 Poliziotto penitenziario condannato a tre anni di reclusione per stalking: minacciava un collega, la moglie e i figli

6 La perquisizione straordinaria

7 Operazione Nucleo Cinofili a Regina Coeli: rinvenimento droga e arresto

8 Il Ministro Orlando dice che la situazione delle carceri è sotto controllo. Non ha dati aggiornati o non vuole spaventare gli italiani?

9 Sorveglianza dinamica …. quando al Dap si rifanno il maquillage senza trucco e parrucco

10 Sindacalismo e Agenti di Custodia. Un’occasione per conoscere la nostra storia (*)