Febbraio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Febbraio 2017  
  Archivio riviste    
Ex Capo DAP Capriotti: la sua deposizione come testimone nell’’aula bunker di Rebibbia

Polizia Penitenziaria - Ex Capo DAP Capriotti: la sua deposizione come testimone nell’’aula bunker di Rebibbia


Notizia del 11/11/2014 - ROMA
Letto (1393 volte)
 Stampa questo articolo


Per comprendere bene la differenza tra i due volti dello Stato italiano nella stagione delle stragi del 1992-1993 bisognava essere ieri nell'aula bunker di Rebibbia e guardare in faccia l'ex capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Adalberto Capriotti (già indagato a Palermo per false dichiarazioni al pm nel procedimento "Trattativa") mentre rispondeva tra molte contraddizioni e amnesie alle domande dei pm di Caltanissetta, Domenico Gozzo e Gabriele Paci, e dell'avvocato di parte civile di Salvatore Borsellino, Fabio Repici.

Capriotti ieri era sentito come testimone e ha sostanzialmente detto di avere accettato l'incarico di capo dell'Amministrazione Penitenziaria sulla soglia della pensione ma di non avere mai voluto sapere nulla della gestione dei 41 bis. Materia incandescente gestita dal suo vice Francesco Di Maggio e sottoposta alla decretazione del ministro di allora Giovanni Conso. Durante la direzione del Dap di questo magistrato, ma senza la sua firma come ha tenuto a sottolineare, sono usciti dal regime di isolamento del 41 bis anche un paio di boss che facevano parte della Commissione provinciale di Palermo di Cosa Nostra.

Il presidente Napolitano nella sua audizione davanti ai pm del processo "Trattativa" ha detto che lo Stato dopo le stragi del 92-93 era saldo e fermo nella volontà di contrastare con il 41 bis Cosa Nostra. Capriotti ieri non ha dato questa impressione. Questo magistrato con i capelli imbiancati dai suoi 91 anni, è l'uomo al quale lo Stato si è affidato nel 1993 durante la stagione delle bombe di Cosa Nostra nel "Continente", per dare una risposta alla mafia che sfidava le istituzioni. Come ha chiarito Giorgio Napolitano, lo Stato aveva chiarissimo il ricatto della mafia: Riina e compagni facevano saltare in aria basiliche e musei, uccidevano bambine e passanti, perché volevano concessioni sul regime carcerario.

E lo Stato, dopo aver spedito al massacro Falcone e Borsellino, mostrando il suo volto duro, decise di mostrare ai boss reclusi (grazie al lavoro di Falcone e Borsellino) un volto diverso: quello di Adalberto Capriotti. Pochi mesi prima dell'inizio della stagione delle bombe al nord al presidente della Repubblica di allora, Oscar Luigi Scalfaro, giunse una lettera dei familiari dei detenuti al 41 bis stufi di fare lunghi viaggi da Palermo a Pianosa per portare la biancheria ai loro cari ma soprattutto stufi della linea dura del capo del Dap di allora, Nicolò Amato.

È la stagione in cui i cappellani carcerari organizzano convegni e fanno campagne contro il 41 bis. Scalfaro convoca il capo dei cappellani carcerari, Monsignor Cesare Curioni e gli chiede di scegliere il nuovo capo del Dap. Curioni suggerisce un nome ma Scalfaro non lo vuole perché è troppo duro. Meglio Adalberto Capriotti, un tipo "tutta Chiesa" che dopo 22 giorni dall'insediamento, chiede al ministro di non prorogare subito i decreti in scadenza per una cinquantina di detenuti al 41 bis per dare "un segnale positivo di distensione".

All'udienza del quarto processo per la strage di via D'Amelio tenuta a Roma con la Corte d'Assise di Caltanissetta in trasferta per sentire una serie di personaggi autorevoli (domani tocca a Luciano Violante e Giuliano Amato) ieri tutti attendevano la deposizione di Carlo Azeglio Ciampi e Giovanni Conso. Invece il Presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia di allora non si sono presentati per ragioni di salute.

Per illuminare la strage di via D'Amelio il processo si interessa anche della stagione delle tentate e riuscite stragi del 1993 a Roma, Firenze e Milano. La deposizione di Capriotti ieri si è fatta interessante quando ha preso la parola l'avvocato Fabio Repici. Il legale di Salvatore Borsellino ha chiesto a Capriotti se avesse letto la lettera dei familiari dei detenuti (nella quale l'estensore anonimo dava del "dittatore" al suo predecessore Amato, prima di scusarsi per "l'arroganza" usata contro il capo dello Stato) l'ex capo del Dap ha risposto in modo sorprendente: "era uno scritto anonimo come fatto dai familiari scritto molto bene e in maniera precisa".

La lettera è scomparsa dagli archivi del Quirinale ed è divenuta di pubblico dominio nel 2011, quando il magistrato Sebastiano Ardita l'ha pubblicata nel libro "Ricatto allo Stato". Capriotti ha ammesso ieri di averla vista allora al Dap: "La vidi così di sfuggita quando ero già direttore del Dap. Tra le carte c'era anche questo. Ricordo che era un breve scritto". All'avvocato Repici che chiede: "la lettera aveva un carattere particolarmente duro e drastico nei toni?".

Capriotti replica: "No, assolutamente no. Faceva rilevare questa pesantezza anche nei confronti del familiare che non era detenuto e naturalmente furono presi dei provvedimenti perché anche dopo questo scritto venne... questi detenuti non furono più spostati dando loro un certo fastidio ma soprattutto ai loro familiari che volevano ma si fece un provvedimento speciale per fare queste videoconferenze in modo che i familiari quando era il loro turno potevano trovarli in questo istituto".

A prescindere dalla vaghezza del ricordo è molto interessante quello che Capriotti ieri ha ammesso davanti alla Corte: la lettera non fu cestinata, ma ebbe un seguito e (anche se sembra poco chiaro il riferimento alle videoconferenze) qualcosa lo Stato fece per andare incontro alle richieste dei parenti dei detenuti. L'ennesima dimostrazione che nel muro contro muro tra mafia e Stato in quegli anni il muro stava da una parte sola.

ilfattoquotidiano.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Licenziata Agente di Polizia Penitenziaria: scarso rendimento

2 Qui comandiamo noi: detenuti aggrediscono con bastoni i Poliziotti penitenziari del carcere modello di Bollate

3 Arrestato Alessandro Menditti, evaso dal carcere di Frosinone da una settimana

4 Sconvolgente! Per tre notti degli sconosciuti sono entrati e usciti dal carcere di Frosinone per preparare l''evasione

5 Polizia Penitenziaria blocca evaso da permesso premio dopo inseguimento e pistole fuori dalle fondine

6 Arrestato Agente penitenziario: fornì telefono a un detenuto che gestiva la prostituzione della sorella e della compagna dal carcere di Frosinone

7 Agente penitenziario di Frosinone agli arresti domiciliari per corruzione: operazione ancora in corso, ci sarebbero altri Poliziotti coinvolti

8 Evadono in due dal carcere di Frosinone: il macellaio del clan Belforte fugge, l''altro è rimasto ferito

9 Collaboratori di giustizia e testimoni di giustizia: i numeri del Servizio centrale di protezione

10 La rete era tagliata da giorni, hanno smontato il televisore della cella, soffitto e poi lenzuola: ecco come sono evasi i due da Frosinone


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Nella conferenza del Bicentenario nessun riferimento agli Agenti di Custodia

2 In memoria di Girolamo Minervini, ucciso dalle B.R. a Roma, appena nominato Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena

3 Cosa accadrebbe se non passasse il riordino delle carriere?

4 Luigi Bodenza, Assistente Capo di Polizia Penitenziaria: ucciso in un agguato mafioso il 25 marzo 1994

5 Ancora una evasione, da Frosinone. Sappe: Qualcuno sta tentando di smantellare la sicurezza nelle carceri: non si sventano evasioni senza sentinelle e senza sorveglianza nelle sezioni!

6 Nella conferenza del Bicentenario censurata la lettera di auguri del Garante alla Polizia Penitenziaria

7 Nel nostro lavoro, alla fine, o impari o devi imparare per forza

8 Riordino carriere: risultati di un sondaggio rivolto al personale

9 Progetto del nuovo carcere di Nola: a cosa sono serviti allora gli stati generali dell''esecuzione penale?

10 Riordino: chi non vuole i vice questori della Polizia Penitenziaria?