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Ex Ministro Castelli sarà ascoltato dal Copasir su protocollo Farfalla: alcune cose le dirò

Polizia Penitenziaria - Ex Ministro Castelli sarà ascoltato dal Copasir su protocollo Farfalla: alcune cose le dirò


Notizia del 11/10/2014 - ROMA
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Sul "Protocollo Farfalla", l'operazione dei servizi segreti nei bracci del 41 bis, indagherà anche il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza. L'annuncio è arrivato dopo le polemiche dei giorni scorsi e le indagini della magistratura palermitana, che hanno fatto emergere un patto fra il vecchio Sisde e il dipartimento delle carceri per gestire alcuni confidenti d'eccezione nel gotha di Cosa nostra.

Nei prossimi giorni il Copasir avvierà alcune audizioni fra i responsabili dei servizi segreti che hanno gestito l'operazione a partire dal 2004, verranno ascoltati anche i ministri dell'epoca, Pisanu e Castelli. Intanto, il boss Cristoforo Cannella ha ribadito al processo bis per la strage Falcone di "non avere mai avuto alcun contatto con i servizi segreti".

Stessa dichiarazione, tramite il suo legale, ha fatto il capomafia di Trabia Salvatore Rinella. I nomi dei due padrini siciliani figurano nel protocollo Farfalla, in un elenco di otto detenuti che avrebbero offerto la loro "disponibilità" a fornire informazioni in cambio di denaro.

 

Ex ministro Castelli: operazioni Farfalla e Rientro? mai saputo nulla

"Da Guardasigilli non ho avuto sospetti, se Copasir deciderà mia audizione sarà mio dovere riferire. Ne ero totalmente all'oscuro, non ne sapevo nulla e all'epoca in cui ero ministro non ne avevo il minimo sospetto. Il mio referente è sempre stata la magistratura. Avevo rapporti con Giovanni Tinebra (l'ex capo del Dap, ndr), non so se lui fosse al corrente o meno di questa cosa". Lo dice l'ex Guardasigilli, Roberto Castelli, in merito all'indagine del Copasir - di cui è relatore il vice presidente, Giuseppe Esposito - sulle cosiddette operazioni Farfalla e Rientro, che in passato hanno portato agenti del Sisde, in accordo col Dap, ad avere accesso ad alcuni detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

Ministro della Giustizia dal 2001 al 2006 nel secondo, e poi nel terzo governo Berlusconi, Castelli assicura: "Se il Copasir mi convocherà in audizione, è mio dovere riferire. Non mi sottrarrò al confronto, e alcune cose le dirò. Perché forse - spiega l'ex ministro leghista - determinati episodi che ho vissuto, alla luce di quanto emerso adesso, potrebbero assumere un altro aspetto".

 

Esposito (Copasir): indagine per fugare dubbi su 007

"In un momento così delicato per il Paese non devono esserci incertezze sull'operato dei nostri servizi; perciò puntiamo a fare in breve tempo chiarezza sulle operazioni Farfalla e Rientro". Lo dice il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, relatore dell'indagine che il Comitato ha deliberato di svolgere sull'accordo tra Sisde e Tap che prevedeva l'accesso degli 007 ad alcuni boss detenuti in regime di 41-bis.

"Contiamo - spiega Esposito - di chiudere l'indagine entro la fine del mese e consegnarne i risultati in Parlamento. Sentiremo, tra gli altri, il sottosegretario con delega ai Servizi, Marco Minniti, e gli ex ministri dell'Interno e della Giustizia, Giuseppe Pisanu e Roberto Castelli". Il compito istituzionale del Copasir, ricorda il senatore, "è quello di vigilare sulla correttezza dell'operato della nostra intelligence. C'è qualcuno che sta adombrando distorsioni, deviazioni, pericoli per la democrazia. E noi verificheremo se ciò che è accaduto si è svolto in modo legittimo". Il dubbio avanzato dalla Procura di Palermo, ma anche dal vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, è che gli agenti del Sisde abbiano acquisito informazioni dai boss senza condividerle con l'Autorità giudiziaria.

Le due operazioni risalgono agli anni 2004-2005, ma è emerso anche che in anni più recenti alcuni agenti dell'Aisi avrebbero contattato in carcere il capomafia Sergio Flamia, spacciandosi per avvocati. "Se ciò è avvenuto - osserva il vicepresidente del Copasir - chi ha sbagliato deve pagare e quegli agenti vanno licenziati. A noi è stato detto che nessun appartenente ai servizi è entrato nelle carceri".

 

M5S: andremo a fondo su operazioni Farfalla e Rientro

"Non è solo un atto dovuto, ma necessario per la tenuta democratica del nostro Paese

indagare a fondo sulle operazioni "Farfalla" e "Rientro", che avevano come obiettivo l'accesso ai detenuti sottoposti al 41-bis. Il fine è elaborare, dopo un ampio ciclo di audizioni, una relazione pubblica finale da presentare al Parlamento".

Così in una nota i parlamentari M5S del Copasir, che assicurano: "il nostro ruolo sarà preminente affinché nessuna verità venga tenuta nascosta. Troppe volte si sono istituite inchieste parlamentari che sono rimaste o lettera morta o peggio ancora hanno coperto maggiormente operazioni al di fuori della legalità. Non permetteremo una relazione vaga e inconcludente, ma vogliamo nomi e cognomi".

I senatori Vito Crimi e Bruno Marton e il deputato Angelo Tofalo del Copasir aggiungono che: "una volta conclusa questa inchiesta, si passerà subito ad un secondo importante lavoro: l'attenta analisi dell'organizzazione delle agenzie per l'informazione per la sicurezza Dis, Aisi e Aise. Lavoro già iniziato con numerose audizioni delle più alte cariche dirigenziali e che proseguirà con l'audizione del personale di ogni livello delle agenzie e terminerà con una concreta relazione conclusiva".

 

La Repubblica

 

 

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