Dicembre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Dicembre 2017  
  Archivio riviste    
Facebook, la caccia a Matteo Messina Denaro passa anche dai social network

Polizia Penitenziaria - Facebook, la caccia a Matteo Messina Denaro passa anche dai social network


Notizia del 26/02/2016 - ROMA
Letto (1673 volte)
 Stampa questo articolo


Una collaborazione difficile ma fruttuosa. Si può definire così quella che ha visto unire le forze dei magistrati di Palermo, gli investigatori della Dia e l'FBI americana per ottenere un accesso esclusivo ai server di Facebook. L'obiettivo era quello di entrare all'interno del profilo di Anna Patrizia Messina Denaro, sorella di Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993 e considerato il più pericoloso attualmente in circolazione. L'oggetto delle indagini erano i rapporti che la sorella avrebbe avuto con il padrino prima dell'arresto avvenuto nel 2013. Contatti che, secondo gli investigatori, avvenivano proprio attraverso il noto social network, utilizzando una serie di profili falsi amministrati dalla donna.

Uno in particolare è finito al centro delle indagini: si chiama Lucilla, come l'imperatrice di Roma, e rappresenta l'ultimo account aperto dalla sorella del boss prima di finire in manette. L'apparato comunicativo basato sul web ha cominciato ad emergere dopo una serie di contatti tra il marito della Messina Denaro e la donna, all'interno dei quali l'uomo chiedeva il parere del boss su un imprenditore che sembrava voler cedere e pentirsi. La risposta, "non toccatelo", ha suggerito agli inve

stigatori l'idea di una rete comunicativa ben più estesa dei classici pizzini scambiati nelle campagne.

Nasce così la richiesta alle autorità americane e al social network per poter accedere ai contenuti degli account e, soprattutto, alle conversazioni intrattenute con i collaboratori e forse con lo stesso boss. Un percorso lungo e difficile, perché gli investigatori hanno dovuto spiegare alle autorità americane la motivazione delle indagini e la pericolosità di Matteo Messina Denaro, responsabile delle stragi di Milano, Firenze e Roma, e della sorella, condannata a 13 anni per associazione mafiosa. Fino ad arrivare all'accordo con Facebook, che, tramite l'ambasciata americana a Roma, ha permesso ai magistrati di dare un'occhiata ai profili della Messina Denaro, comprese le conversazioni.

 

Tra i dati in possesso delle autorità figurano anche alcuni indirizzi ip dei contatti con cui la donna ha avuto una o più conversazioni, tra i quali, sperano gli investigatori, potrebbe esserci quello dello stesso Matteo. Dai pizzini di carta a quelli virtuali, quindi, le indagini della direzione nazionale antimafia – guidata dal generale Nunzio Ferla – si sono ora spostate su un terreno insolito, composto da comunicazioni virtuali e non più materiali, che sono allo stesso tempo più discrete ma anche maggiormente rintracciabili, grazie anche alla collaborazione dei social network, in questo caso di Facebook.

 

tech.fanpage.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Forze dell’Ordine, arriva il Taser. Ecco il modello scelto per la sperimentazione

2 Colloqui disinvolti nel carcere di Padova: ai boss veniva consentito anche di incontrare persone sotto inchiesta del proprio clan

3 Pagarono 50 euro al medico per falsi certificati: licenziati due Poliziotti penitenziari già sospesi

4 Migliorano le condizioni degli allievi a Cairo Montenotte. Il sindaco: bollite l''acqua

5 Arrestato ex Agente penitenziario dai Carabinieri: in casa teneva pistole, munizioni e paletta della Polizia Penitenziaria

6 Protesta nazionale dei Poliziotti penitenziari francesi: aggressioni continue, poco interesse da parte del Governo

7 Enrico Sbriglia: a Padova ci sono scandali perché qui si indaga. Nelle altre carceri c''è omertà e copertura

8 Ergastolano ordinava estorsioni e pestaggi dal carcere di Bologna: utilizzava il telefono del compagno di cella che era in semilibertà

9 Boss mafiosi nella stessa cella e a colloqui con le loro famiglie nello stesso momento: così impartivano ordini dal carcere di Padova

10 Carcere di Salerno: detenuti si lanciano olio bollente, Agente ferito con arma da taglio, telefonino e chiavetta usb


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 La resa e lo scioglimento della Polizia Penitenziaria: una scelta che avrà pesanti ricadute per lo Stato

2 Amministrazione di cartone o cartoni animati dell’Ammistrazione?

3 Visite medico-fiscali: il Re, il Giullare e i cetrioli che volano

4 Se San Basilide volesse farci una grazia, accetteremmo volentieri il passaggio agli Interni

5 In ricordo del Sovrintendente Capo Italo Giovanni Corleone

6 In ricordo dell’assistente capo Salvatore De Luca

7 Gli ex-terroristi salgono in cattedra nelle carceri, nel tentativo di mettere il bavaglio ai poliziotti che protestano

8 Giuseppe Lorusso, Agente del Corpo degli Agenti di Custodia, ucciso dai terroristi di Prima Linea il 19 gennaio 1979 a Torino

9 Una riforma necessaria: dalla sentenza Torreggiani ad oggi

10 Videoconferenze tra DAP e periferia: ogni tanto una buona notizia