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Ferisce gravemente un bambino per sfuggire alla cattura: ecco chi è il detenuto evaso da S.M. Capua Vetere

Polizia Penitenziaria - Ferisce gravemente un bambino per sfuggire alla cattura: ecco chi è il detenuto evaso da S.M. Capua Vetere


Notizia del 03/10/2016 - CASERTA
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La notizia è del marzo 2015 e racconta di come un Carabiniere fuori dal servizio aveva arrestato Nikola Stevic (il detenuto evaso dal carcere di Santa Maria Capua Vetere nei giorni scorsi) per aver ferito gravemente un bambino durante un'altra fuga nel 2010. Venne condannato a più di sei anni, ma poi la Corte d'Appello gli ridusse la pena a lui e ai suoi complici.

Detenuto evaso dal carcere di Santa Maria Capua Vetere: approfitta della sorveglianza dinamica e fugge tagliando la rete

 

Era al cinema con la fidanzata, ha incontrato un pericoloso latitante e lo ha arrestato. È accaduto a Bellinzago Lombardo, nel Milanese, nel centro commerciale “le Corti Lombarde”, dove un carabiniere in servizio al nucleo Radiomobile della Compagnia di Vimercate, da solo e disarmato, è riuscito a bloccare Nikola Stevic, 34 anni, serbo, residente in un campo nomadi. Il militare ha informato la Centrale Operativa che ha subito inviato alcune pattuglie.

Pochi istanti dopo la chiamata al 112, il carabiniere ha capito che l’uomo stava per allontanarsi. Già in altre occasioni il nomade era uscito a scampare all’arresto. Su di lui pendeva una condanna per lesioni gravissime a seguito di un inseguimento in cui il malvivente a bordo di una Jaguar speronava una utilitaria con a bordo tre fratelli dopo aver forzato un posto di blocco della polizia a Sesto Fiorentino.

Il  bambino più piccolo, 9 anni appena, riportava una gravissima lesione spinale. È così, il criminale è finito in manette grazie a un carabiniere eroe che ha deciso di agire da solo, pur di non consentire al 34 enne di fuggire ancora.

cronacacriminale.tgcom24.it - 6 marzo 2015

 

Una Jaguar buca il semaforo rosso ad alta velocità e investe in pieno una utilitaria su cui viaggiano tre giovani fratelli. Il più piccolo, 9 anni, riporta una gravissima lesione spinale. E' accaduto a Sesto Fiorentino il 21 ottobre 2010. In primo grado, il 17 gennaio 2012, tutti e cinque i giovani rom che viaggiavano sulla Jaguar furono condannati per lesioni volontarie gravissime sotto il profilo del dolo eventuale, per aver deciso di ignorare l'alt di una pattuglia di polizia e aver intrapreso una fuga pazzesca fra le strette via di Sesto, imboccandone alcune contromano. In tal modo, secondo il tribunale, avevano accettato il rischio di poter investire qualcuno, come in effetti avvenne. 

Ma la corte di appello non è stata dello stesso parere e ha riformato la sentenza, condannando tutti e cinque per lesioni colpose gravissime. Il che significa che, per la corte, i cinque non accettarono il rischio di far male a qualcuno, limitandosi a guidare con estrema imprudenza, negligenza e imperizia. Ancora una volta è caduta l'ipotesi del dolo eventuale, che non si capisce che cosa ci stia a fare nel codice visto che alla fine in tribunale, o in appello, o in Cassazione, viene puntualmente cancellata. E' caduta anche in questo caso, sebbene la misura cautelare per lesioni volontarie nei confronti del conducente fosse 
stata confermata dalla Cassazione.

Alla guida della Jaguar c'era Elvis Yokic, all'epoca diciottenne. In primo grado era stato condannato a 7 anni e 7 mesi. La corte d'appello gli ha ridotto la pena a 5 anni e 4 mesi. Daniel e Mirko Djiordjievic, Nikola Stevic ed Elia Hudorovic sono stati condannati a 4 anni, mentre in tribunale le pene irrogate erano comprese fra i 6 anni e 6 mesi e i 6 anni e 4 mesi. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Emilio e Carlo Macari, Andrea Paolinelli e Luca Cianferoni, che ha espresso soddisfazione per la sentenza, giudicandola più equilibrata di quella pronunciata dal tribunale.

Dopo l'incidente Yokic rimase intrappolato nell'auto mentre i suoi compagni, che lo avevano incitato a sfuggire all'alt della volante, sgusciarono fuori dalla Jaguar e si dettero alla fuga. Uno solo fu subito bloccato. Gli altri furono identificati e rintracciati nei mesi successivi con un lavoro certosino dalla squadra mobile, dalla scientifica e dal commissariato di Sesto. Nel corso dell'inchiesta il pm Paolo Barlucchi organizzò un esperimento giudiziale: con l'aiuto del professor Dario Vangi di ingegneria, il 31 marzo 2011 un'auto della polizia ripercorse il tragitto seguito dalla Jaguar in fuga nelle vie di Sesto Fiorentino. Il professore calcolò che l'auto aveva impiegato 145 secondi a coprire i 2.196 metri di percorso, con velocità media di 54 km all'ora e accelerazioni fino a oltre 100 km. L'intero esperimento venne filmato e alle immagini furono sovrapposte le comunicazioni fra la volante che inseguiva la Jaguar e la centrale operativa, fino all'ultimo drammatico messaggio: "Collisione".

firenze.repubblica.it - 15 marzo 2015

 

Detenuto evaso dal carcere di Santa Maria Capua Vetere: approfitta della sorveglianza dinamica e fugge tagliando la rete

 

 

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