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Fornitore Cooperativa Giotto Padova sorpreso da Polizia Penitenziaria con 5 sim: "le avevo dimenticate in tasca"

Polizia Penitenziaria - Fornitore Cooperativa Giotto Padova sorpreso da Polizia Penitenziaria con 5 sim:


Notizia del 11/04/2015 - PADOVA
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Carcere colabrodo. Stavolta, però, i controlli hanno funzionato. Un fornitore della cooperativa Giotto è stato bloccato con cinque sim card in tasca.

«Sono per uso personale... Le avevo dimenticate» si è giustificato con gli agenti addetti a monitorare con attenzione ogni accesso nella struttura penitenziaria del Due Palazzi, il grattacielo dove sono ospitati, in media, oltre 850 detenuti condannati in via definitiva.

È accaduto nel primo pomeriggio di venerdì quando l’uomo, un lavoratore esterno che garantisce materiale e prodotti alla coop specializzata nella pasticceria di alta qualità, stava entrando nell’area del carcere alla guida del suo furgoncino. Come tante altre volte.

È da circa un anno che rifornisce la cooperativa. Ieri, quando si è presentato ai cancelli, le guardie di turno hanno controllato il mezzo. Poi un agente lo ha invitato a scendere dall’abitacolo e a lasciare in guardiola il cellulare e qualsiasi altro apparecchio tecnologico strumentale ad avviare contatti con l’esterno. Tuttavia, prima di farlo risalire a bordo, l’agente ha fatto scivolare il metal detector sugli abiti dell’autista. E l’allarme è scattato.

Tasche svuotate all’istante. E sono spuntate le cinque sim card, che, inserite in un cellulare qualsiasi, consentono di telefonare o di ricevere chiamate. Subito l’uomo è stato accompagnato nell’ufficio comando e la denunciata trasmessa in procura.

Nel carcere continua a entrare di tutto? È probabile che la vicenda sia destinata a ingrossare gli ormai numerosi fascicoli che compongono l’inchiesta sul Due Palazzi-colabrodo, il cui filone principale è decollato il 7 luglio 2014 con l’arresto degli agenti Pietro Rega e Luca Bellino, finiti in carcere, mentre agli arresti domiciliari furono destinati i colleghi Roberto Di Profio, Paolo Giordano che si suicidò un mese più tardi, Giandonato Laterza e Angelo Raffaele Telesca.

Agenti che, in cambio di droga e soldi, a loro volta procuravano ai detenuti stupefacenti, sim card e cellulari con un occhio di riguardo per alcuni boss della sacra corona unita. Con loro risultano imputati altri 18 detenuti e sette persone tra parenti e amici: per tutti l’udienza preliminare è fissata per il 15 maggio prossimo quando il gup deciderà se mandarli a processo o ammettere a riti alternativi chi lo ha richiesto.

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