Giugno 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Giugno 2017  
  Archivio riviste    
Il boss della ndrangheta vestito da straccione bloccato dalla Polizia Penitenziaria prima del processo

Polizia Penitenziaria - Il boss della ndrangheta vestito da straccione bloccato dalla Polizia Penitenziaria prima del processo


Notizia del 15/04/2016 - REGGIO CALABRIA
Letto (4040 volte)
 Stampa questo articolo


Nella scia dei messaggi sibillini lanciati dalle organizzazioni criminali, come ad esempio leparole di Riina jr durante la trasmissione “Porta a Porta” della scorsa settimana, ad entrare in scena è uno degli storici capi della 'Ndrangheta, Pasquale Condello (detto anche “Il Supremo”), oggi detenuto al 41 bis nel carcere di Parma. 

Nei giorni scorsi, durante l'udienza dinanzi alla Corte d’appello di Reggio Calabria del processo “Meta”, che vede imputati i capi della ‘Ndrangheta del “mandamento Centro”, il capo del gruppo degli “scissionisti” (Condello, Imerti, Serraino, Rosmini) che negli anni'80 iniziò una guerra contro gli altri clan storici De Stefano-Libri-Latella, si è reso protagonista di un vero e proprio “show”.

Condello avrebbe voluto presenziare al processo vestito da straccione con maglia e pantaloni strappati e un sacchetto della spazzatura in mano. La Polizia Penitenziaria lo ha subito bloccato dopo avere avvertito la Corte d’Appello, la Dda e il suo avvocato. Quindi, una volta uscito, è rientrato dopo essersi cambiato. 

Immediatamente gli investigatori hanno avviato delle indagini anche per comprendere il significato di un tale atto. Certo è singolare che questo sia stato fatto nella prima udienza del processo d'appello nato dall'inchiesta “Meta”, condotta dal pm Giuseppe Lombardo, e che, nel 2010, oltre a scardinare le cosche reggine ha fatto luce su alcuni punti cardine per comprendere l'organizzazione criminale ma, soprattutto, chi c'è dietro. 

Qual'è, dunque, il messaggio che si nasconde dietro ad un'azione tanto eclatante? Cosa voleva dire uno dei capi supremi della 'Ndrangheta? A chi era diretto il messaggio? Quale il significato dietro al cambio di vestiti e di quel sacchetto della spazzatura? Forse che si devono buttare via i “vestiti vecchi” per tornare poi “alle origini” alla vecchia forma di invisibilità ed intoccabilità? O che le famiglie devono “gettare nella spazzatura” (quindi eliminare) qualcuno, riferendosi a qualche vecchio referente della politica, dell'economia, o peggio gli elementi scomodi? In questo senso non può essere visto come un caso che vi siano state vere e proprie condanne a morte sia sul fronte siciliano, con il pm Nino Di Matteo nel mirino, che su quello calabrese, con i magistrati Giuseppe Lombardo e Nicola Gratteri. 
Certo è che il gesto di Condello non può essere semplicemente letto come quello di un uomo che, dopo i sei ergastoli definitivi sulle spalle, non ha nulla da perdere e le tenta tutte. Né può essere visto come un pazzo in quanto non risulta che abbia problemi di salute. I controlli medici effettuati dimostrano che si tratta di un “soggetto lucido e razionale”.

Condello per anni è stato un punto di equilibrio tra due mondi, quello della 'Ndrangheta e quello degli “Invisibili”. Gli stessi che, forse, gli hanno garantito per tanti anni la latitanza. Oggi il Supremo, dopo otto anni al 41 bis, torna a far sentire la propria voce ricordando, forse, proprio quegli accordi che erano stati presi. 

E in tutto questo, poi, ci sono gli ostacoli che vorrebbero eliminare. Quell'asse Palermo-Caltanisetta-Reggio Calabria dove magistrati ed investigatori cercano di approfondire i collegamenti esterni e sui mandanti delle stragi. Indagini convergenti e delicate come quelle condotte da Di Matteo e Lombardo. Un asse che cerca proprio gli “invisibili” che sono collegati alle mafie, appartenenti a quel sistema criminale integrato, sempre più evidente nella gestione del potere e degli affari. 

Certo è che non può essere un caso che in questo momento storico, dove in Parlamento si torna anche a discutere di 41 bis, di riforma della giustizia, della Costituzione, da dentro e fuori le carceri arrivino segnali. C'è un nuovo fermento, come negli anni delle stragi. E le parole dette e non dette dal figlio di Riina e dal boss “Supremo” possono pesare più di tanti discorsi. Per questo l'allerta deve essere massima, senza abbassare la guardia o sottovalutare i rischi.

antimafiaduemila.com

STATISTICHE CARCERI REGIONE CALABRIA
Statistiche carceri Regione Calabria







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Bambino di 5 anni muore in piscina: il papà è un Agente della Polizia Penitenziaria

2 Una procura massonica guidata all''epoca da Giovanni Tinebra: lo sfogo di Fiammetta Borsellino

3 Ecco come Carabinieri e Polizia Penitenziaria hanno riacciuffato i tre evasi dal carcere di Barcellona PG

4 Agente di Polizia Penitenziaria e arbitro per i detenuti AS: nuovo posto di servizio nel carcere di Terni

5 Detenuti protestano in nome di Allah: frattura al braccio per un Agente e altri Poliziotti penitenziari feriti nel carcere di Verona

6 Tragedia sfiorata: Poliziotto penitenziario trasferito in ospedale in codice rosso. Ferito in una rissa tra detenuti nel carcere di Porto Azzurro

7 Santi Consolo totalmente inadeguato al suo ruolo e carceri fuori controllo: conferenza stampa al Senato

8 Matrimonio tra Poliziotta penitenziaria e detenuto: lei lo aiutò ad evadere dal carcere svizzero

9 Uccise anche il Generale Dalla Chiesa: ora Antonino Madonia vuole lo sconto di pena per trattamento inumano in carcere e la Cassazione la ritiene una legittima richiesta

10 Nostro fratello Mormile ucciso dall''accordo tra DAP e servizi segreti: testimone di colloqui tra Stato e boss mafiosi nel carcere di Parma


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Perché tanta attenzione all’USPEV e nessuna considerazione per NIC e GOM?

2 Adesso che è legge il reato di "tortura" sicuramente abbiamo risolto il problema ... quindi se facciamo una legge contro l''imbecillità la debelliamo dal Paese?

3 Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria arresta uno degli evasi di Barcellona P.G.

4 E facciamola ‘sta benedetta unificazione delle forze di polizia …

5 Riordino delle carriere: le tabelle e tutto quello che c’è da sapere

6 Altro successo del NIC: presi tutti gli evasi di Barcellona PG

7 Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria arresta i favoreggiatori dell''evasione di Rebibbia

8 Le discutibili relazioni tra Dap, Radicali e Associazioni di Volontariato denuciate dal Senatore Di Maggio

9 Lettera aperta di Capece a Rita Bernardini

10 Gli attacchi di certa stampa al Sappe. Chi non riesce a contraddire il ragionamento aggredisce il ragionatore …