Gennaio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2018  
  Archivio riviste    
Il boss e il pentito si incrociano in aereo: la Polizia Penitenziaria evita alo scontro fisico tra i due

Polizia Penitenziaria - Il boss e il pentito si incrociano in aereo: la Polizia Penitenziaria evita alo scontro fisico tra i due


Notizia del 09/02/2018 - CATANIA
Letto (4280 volte)
 Stampa questo articolo


Nonostante la scorta e le misure adottate per evitare che si incontrassero, boss e pentito sono finiti sullo stesso volo aereo partito da Catania e diretto a Roma. E in un attimo sono volate parole grosse tra Antonino Abbate, ritenuto un "pezzo da novanta" della mafia di Borgo Vecchio e attualmente detenuto a Terni, e il pentito Francesco Chiarello, che quello stesso giorno aveva deposto contro di lui sull’omicidio Fragalà.

La notizia, pubblicata sul Giornale di Sicilia, si è appresa ieri durante il processo sull’omicidio del penalista palermitano che si è celebrato nell’aula bunker e durante il quale Chiarello si sarebbe lamentato per i cinque giorni trascorsi in cella d’isolamento e per gli spostamenti a "tappe forzate" la sera stessa dell’udienza. Davanti ai giudici della corte d’Assise l’imputato ha parlato a lungo del viaggio aereo a lui non gradito.

Poche ore prima, infatti, Chiarello aveva puntato il dito contro Abbate e gli altri cinque imputati per omicidio, al fianco della moglie che sarebbe stata testimone di alcune circostanze in quella notte di febbraio 2010, quando Fragalà è stato picchiato a morte poco lontano dal suo studio in via Nicolò Turrisi. Fortunatamente, soprattutto grazie agli agenti di Polizia Penitenziaria che si stavano occupando del trasferimento, l’incontro ravvicinato non ha avuto alcuna conseguenza "fisica".

Chiarello ha puntato il dito contro Abbate, nipote del più noto Luigi Abbate conosciuti negli ambienti della malavita organizzata conosciuto come Gino u mitra, sostenendo che abbia fornito supporto per la spedizione punitiva nei confronti di Fragalà. Dell’episodio hanno preso nota Incontro-scontro tra boss e pentito in aereo: volano parole grosse

Nonostante la scorta e le misure adottate per evitare che si incontrassero, boss e pentito sono finiti sullo stesso volo aereo partito da Catania e diretto a Roma. E in un attimo sono volate parole grosse tra Antonino Abbate, ritenuto un "pezzo da novanta" della mafia di Borgo Vecchio e attualmente detenuto a Terni, e il pentito Francesco Chiarello, che quello stesso giorno aveva deposto contro di lui sull’omicidio Fragalà.

La notizia, pubblicata sul Giornale di Sicilia, si è appresa ieri durante il processo sull’omicidio del penalista palermitano che si è celebrato nell’aula bunker e durante il quale Chiarello si sarebbe lamentato per i cinque giorni trascorsi in cella d’isolamento e per gli spostamenti a "tappe forzate" la sera stessa dell’udienza. Davanti ai giudici della corte d’Assise l’imputato ha parlato a lungo del viaggio aereo a lui non gradito.

Poche ore prima, infatti, Chiarello aveva puntato il dito contro Abbate e gli altri cinque imputati per omicidio, al fianco della moglie che sarebbe stata testimone di alcune circostanze in quella notte di febbraio 2010, quando Fragalà è stato picchiato a morte poco lontano dal suo studio in via Nicolò Turrisi. Fortunatamente, soprattutto grazie agli agenti di Polizia Penitenziaria che si stavano occupando del trasferimento, l’incontro ravvicinato non ha avuto alcuna conseguenza "fisica".

Chiarello ha puntato il dito contro Abbate, nipote del più noto Luigi Abbate conosciuti negli ambienti della malavita organizzata conosciuto come Gino u mitra, sostenendo che abbia fornito supporto per la spedizione punitiva nei confronti di Fragalà. Dell’episodio hanno preso nota i magistrati Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli che lo hanno poi comunicato ai loro superiori in Procura.

palermotoday.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE SICILIA
Statistiche carceri Regione Sicilia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Polizia Penitenziaria: accorpamento nella Polizia di Stato o nei Carabinieri?

2 Polizia Penitenziaria: accorpamento non si farà, ecco perchè

3 Il boss e il pentito si incrociano in aereo: la Polizia Penitenziaria evita alo scontro fisico tra i due

4 Corte Cassazione: Sciopero della fame detenuti è un''azione dimostrativa di scontro e di ostilità verso le istituzioni

5 Rapporto Ragioneria Generale dello Stato: dipendenti statali meno 7,2 per cento. Polizia Penitenziaria meno trentacinque per cento!

6 Ancora due Agenti penitenziari aggrediti da detenuto nel carcere di Rebibbia

7 Riforma ordinamento penitenziaria: anche l''Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento contro i progetti del Governo

8 Comunicato DAP: la solidarietà a Luca Traini in carcere è una notizia priva di fondamento

9 Carcere di Parma: un’altra grave aggressione ad agente penitenziario

10 Il carcere è troppo duro per Michele Zagaria: il suo avvocato dice che il 41-bis lo deprime


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il nuovo ruolo degli Ispettori con carriera a sviluppo direttivo

2 Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato

3 La riforma dell’ordinamento penitenziario: osservazioni e considerazioni

4 Ma chi siamo?

5 Max Forgione, un grande uomo salito in cielo

6 In memoria dell''Assistente Capo Paolo Gandolfo

7 Nuova circolare Dap per uso dei social: regole deontologiche, immagine e decoro. (o nascondere degrado, incuria e abbandono?)

8 Il Commissario Capo Giuseppe Romano insignito del prestigioso premio: Il discobolo d’oro

9 Le osservazioni del Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita alla riforma dell''ordinamento penitenziario

10 Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia