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Il braccialetto elettronico approda a Parma: controllo a distanza di un detenuto per spaccio

Polizia Penitenziaria - Il braccialetto elettronico approda a Parma: controllo a distanza di un detenuto per spaccio


Notizia del 13/03/2014 - PARMA
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Il braccialetto elettronico per il controllo a distanza dei detenuti agli arresti domiciliari approda a Parma, introdotto dal decreto legge 341/2001. La settimana scorsa infatti l'Autorità Giudiziaria ha dato incarico alla Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di curare l'applicazione del predetto strumento elettronico per il controllo a distanza di un detenuto per spaccio di ingenti quantità di stupefacenti.

COME FUNZIONA. La procedura prevede diverse fasi: l'installazione di un dispositivo di controllo e gestione di un sistema di sorveglianza elettronico per il monitoraggio a distanza tra la Centrale Operativa della Questura e la dimora del detenuto; il sopralluogo, da parte della Polizia, nell'abitazione dove dovrà essere trasferito il detenuto per stabilire se le persone disponibili ad ospitarlo sono immuni da pregiudizi penali e se la casa è idonea; la traduzione del detenuto presso la dimora, previo controllo tecnico da parte della Telecom, del collegamento del sistema di videosorveglianza e monitoraggio a distanza tra la Centrale Operativa e l'abitazione del detenuto; l'applicazione del braccialetto che viene agganciato alla caviglia mentre un'unità di sorveglianza speciale viene installata presso l'abitazione del soggetto sottoposto al controllo per ricevere i segnali inviati dal braccialetto.Il detenuto deve rimanere in un certo raggio d'azione che viene fissato durante la fase di attivazione dei dispositivi dei tecnici Telecom. Se il soggetto si muove al di fuori dell'area sottoposta a controllo scatta l'allarme alla Centrale Operativa della Questura e il detenuto commette il reato di evasione.

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