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Il Governo non deve avere cedimenti sulla politica penitenziaria: il Procuratore aggiunto Gaetano Paci interviene al seminario del Centro Studi Pio La Torre

Polizia Penitenziaria - Il Governo non deve avere cedimenti sulla politica penitenziaria: il Procuratore aggiunto Gaetano Paci interviene al seminario del Centro Studi Pio La Torre


Notizia del 11/10/2016 - PALERMO
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“Occorre che il Governo non abbia cedimenti sul tema della politica penitenziaria”. Cosi’ il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci, nel corso di un seminario, a Palermo, sull’evoluzione delle mafie organizzato dal Centro studi Pio La Torre. “Nell’ultimo disegno di legge che si trova alla Camera e che assembla varie questioni, si legge che per imputati o soggetti in stato di detenzione custodiale per reati di mafia non relativi al 41 bis e’ possibile la concessione di misure alternative alla detenzione. Mi auguro – sottolinea Paci – che questa norma venga rivista, sarebbe un grave cedimento rispetto a una frontiera, quella che riguarda l’ambiente penitenziario, su cui bisogna incidere con massimo rigore”.

E’ il grido d’allarme lanciato dal Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci, nel corso di un seminario, a Palermo, sull’evoluzione delle mafie organizzato dal Centro studi Pio La Torre. “A volte gli imputati vengono scarcerati perche’ non si fa in tempo a istruire i processi – continua Paci -. Se queste lacune non vengono colmate, tra qualche anno diremo che sappiamo tutto della ‘ndrangheta ma non abbiamo gli strumenti adeguati, seppure avanzatissimi”. 

“Ci troviamo di fronte a un’enorme problema di inadeguatezza degli organici. A Reggio Calabria dobbiamo affrontare 49 maxiprocessi con soltanto nove giudici, gli stessi di Pavia. Questo e’ un paradosso. Si rischia il ridicolo rispetto a questa irrazionale gestione delle risorse”.

Secondo Paci “il Governo deve darsi delle priorita’ e il nodo non riguarda l’aumento della pena di due anni, ma il farsi carico del compito di colmare enormi deficit strutturali e di trovare un’interlocuzione con tutte le forze internazionali per individuare prassi e protocolli comuni per un intervento congiunto con Paesi europei ed extraeuropei”.

Italpress

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