Gennaio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2018  
  Archivio riviste    
Il Protocollo Farfalla non esiste: parola del Presidente Commissione antimafia Rosy Bindi

Polizia Penitenziaria - Il Protocollo Farfalla non esiste: parola del Presidente Commissione antimafia Rosy Bindi


Notizia del 04/03/2014 - ROMA
Letto (2099 volte)
 Stampa questo articolo


l protocollo Farfalla? Non esisteva. Parola di Rosy Bindi, arrivata a Palermo per presiedere i lavori della Commissione Parlamentare Antimafia, e subito incalzata su uno degli oggetti più oscuri che avrebbe regolato i rapporti tra i servizi segreti e il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.

Un vero e proprio accordo segreto per regolare, all’insaputa dell’autorità giudiziaria, il flusso delle informazioni provenienti dai boss mafiosi reclusi in regime di 41 bis: in pratica uno dei frutti della trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra, ancora oggi oggetto d’indagine della procura di Palermo. “Per quello che ci riguarda abbiamo fatto un pezzo di strada, questo protocollo non esisteva, magari esistevano dei comportamenti che giustamente ad un certo punto si è sentito la necessità di regolare” è stata la risposta fornita dalla presidente della Commissione Antimafia.

Che tipo di comportamenti? E messi in pratica da chi?. “Non siamo ancora in questa fase: siamo in grado di dire che non esisteva un protocollo scritto” ha replicato nettamente Bindi. Risposta che stona completamente con quanto dichiarato da Claudio Fava, vice della Bindi a Palazzo San Macuto. “Ho rivolto una specifica domanda al ministro della Giustizia e al ministro degli Interni – dichiara nel gennaio scorso l’esponente di Sel in un’intervista al direttore di AntimafiaDuemila Giorgio Bongiovanni - Tale domanda riguarda il contenuto di quel documento riservato, noto come Protocollo Farfalla, il quale avrebbe legato il dipartimento di Polizia Penitenziaria al Sisde, tanto che avrebbe previsto la possibilità da parte degli agenti del Sisde di incontrarsi con i detenuti sottoposti a regime di 41 bis senza lasciare alcuna traccia della propria visita. Ecco, sono fatti come questo, poco chiari, che lasciano una percezione opaca di questo Stato, che vanno assolutamente portati alla luce. Ed è altrettanto intollerabile che tutto ciò sfugga al controllo giudiziario. Dobbiamo capire il perché sia stato creato un documento del genere, perché interessavano particolarmente i detenuti al 41 bis, con quale scopo si sarebbero dovuti incontrare certi personaggi, con quale obiettivo, e se si volesse in quel modo ottenere o proporre qualcosa. Questo diventa un passaggio della trattativa da ricostruire e da svelare, sul piano penale e politico”.

Per Fava quindi non solo il protocollo scritto esisterebbe, ma disciplinerebbe anche la possibilità per gli 007 di visitare i boss mafiosi in carcere senza lasciare alcuna traccia di quei colloqui. A parlare per la prima volta pubblicamente del Protocollo Farfalla era stato l’ex dirigente del Dap Sebastiano Ardita, oggi procuratore aggiunto a Messina, che deponendo come teste al processo contro Mario Mori il 23 dicembre del 2011, raccontò di essere a conoscenza di un protocollo con quel nome, ma di non essere mai riuscito a prenderne visione perché coperto dal segreto di Stato. Ed è proprio il segreto di Stato ad essere stato invocato nel processo che a Roma vede imputati Salvatore Leopardi, in passato funzionario del Dap e oggi sostituto procuratore a Palermo, e Giacinto Siciliano, già direttore del carcere di Sulmona: sono accusati di aver passato ai servizi informazioni sul pentito di camorra Antonio Cutolo. Siciliano è oggi direttore del carcere di Opera, dove il boss Totò Riina è stato intercettato dalla Dia di Palermo mentre emetteva la sua condanna a morte per il pm Nino Di Matteo, colloquiando con il boss pugliese Alberto Lorusso. Bindi però sul capitolo protocollo Farfalla è stata netta: non esisteva alcun protocollo scritto.

La Commissione Antimafia ha deciso di effettuare alcune audizioni a Palermo dopo la dichiarazioni del prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’agenzia per i beni confiscati, che aveva denunciato alcune anomalie nella gestione delle aziende che un tempo furono dei boss. “Ci siamo sentiti in dovere di conoscere la motivazione delle sue affermazioni” ha detto Bindi, mentre davanti la prefettura palermitana – che ospita i lavori della commissione antimafia – alcuni lavoratori di aziende confiscate ai boss manifestavano il loro dissenso per l’errata amministrazione che starebbe portando le società da cui dipendono sull’orlo della chiusura.

La Commissione Antimafia ha anche incontrato i pm della procura di Palermo che indagano sulla trattativa. “Assistiamo a degli attacchi nei confronti della nostra attività e, soprattutto, dell’impianto accusatorio del processo per la trattativa che riteniamo immotivati”, ha dichiarato il sostituto procuratore Nino Di Matteo, che insieme a Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi rappresenta la pubblica accusa al processo sulla Patto Stato – mafia in corso davanti la corte d’assise di Palermo. Recentemente proprio la Bindi ha lanciato l’idea di utilizzare la Commissione Antimafia per promuovere alcuni dibattiti il 22 marzo, in occasione della giornata dedicata alle vittime della mafia da Libera. Oltre al regista Pif e al giornalista Lirio Abbate è previsto anche un dibattito con il giurista Giovanni Fiandaca, autore insieme allo storico Salvatore Lupo di un saggio in cui la Trattativa è considerata legittima, perché “legittimata dalla presenza di una situazione necessitante”.

ilfattoquotidiano.it

Servizi segreti negano esistenza "Protocollo Farfalla": solo collaborazione limitata con il DAP 

 

Protocollo "Farfalla", accordo tra DAP e servizi segreti: la Cancellieri ammette l'esistenza

 

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Candidata con la Bonino, tenta di passare dei soldi ad un detenuto durante una visita in carcere

2 Governo Gentiloni sarà ricordato per lo svuota carceri mascherato? Sappe: così si rottama il 41bis

3 Riforma ordinamento penitenziaria: anche l''Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento contro i progetti del Governo

4 Mauro Palma garante dei detenuti: approvate la riforma Orlando così com''è, senza accogliere le indicazioni della Direzione Antimafia

5 Detenuti evadono durante una gita al museo del MAXXI di Roma: ripresi poco dopo

6 Erika Stefani, Lega: basta svuota carceri, da Gentiloni ennesimo regalo ai criminali

7 Carcere di Parma: un’altra grave aggressione ad agente penitenziario

8 Droga nelle parti intime per il compagno detenuto: scoperta ed arrestata dalla polizia

9 Carceri, la riforma rischia di slittare a dopo il voto. Troppe pene alternative

10 Sfiorata la sommossa nel carcere di Larino


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia

2 Transito a ruolo civile. Č legittimo cumulare pensione privilegiata e stipendio

3 Gruppo Operativo Mobile: Perché? Perché? Perché? Perché?

4 Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato

5 Ma chi siamo?

6 In memoria dell''Assistente Capo Paolo Gandolfo

7 Max Forgione, un grande uomo salito in cielo

8 Le osservazioni del Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita alla riforma dell''ordinamento penitenziario

9 Il Commissario Capo Giuseppe Romano insignito del prestigioso premio: Il discobolo d’oro

10 Il Castello è una macchina che funziona alla perfezione: se non fosse per quei granelli di sabbia