Gennaio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2018  
  Archivio riviste    
Il radicalismo islamico nelle carceri francesi: parla un poliziotto penitenziario

Polizia Penitenziaria - Il radicalismo islamico nelle carceri francesi: parla un poliziotto penitenziario


Notizia del 25/01/2015 - ESTERO
Letto (1921 volte)
 Stampa questo articolo


Dal 7 al 9 gennaio scorsi, il carcere di massima sicurezza di Condé-sur-Sarthe ha vissuto al ritmo delle crisi di gloria di alcuni detenuti esaltati dagli attacchi terroristici parigini. Tuttavia, secondo Emmanuel Guimaraes, da due anni poliziotto penitenziario nel carcere, “il rifiuto dell’autorità e dei valori della Repubblica” da parte di quei detenuti che si dicono musulmani è lungi dall’essere una novità. Questo tipo di incidenti sembra legato molto ai fatti d’attualità, come le tensioni scoppiate in occasione dell’ultimo conflitto israelo-palestinese a Gaza, spiega Guimaraes.

Il resto del tempo, le tensioni tra detenuti, soprattutto negli spazi condivisi, sono diventate banali. In diverse prigioni francesi, gli agenti raccontano gli stessi aneddoti: le vessazioni inflitte a chi fuma o a chi ascolta la musica; gli appelli alla preghiera; gli incitamenti a leggere il corano; il proselitismo ai detenuti più isolati. A forza di vedere conversioni e radicalizzazione nel carcere, Guimaraes parla dell’islam in prigione come “una sorta di moda”. “Alcuni ci dicono che Allah ci punirà, anche se non sono musulmani. Altri sono solo arrabbiati, altri ancora voglio avere dei privilegi”, racconta l’agente. “Tuttavia, la maggior parte si converte per starsene in pace”, dichiara l’agente con un tono d’ovvietà.

Liberato da un anno, Franck Steiger ha scontato sei anni in otto diverse prigioni francesi. Ateo, ha detto di aver vissuto i suoi anni di detenzione “in minoranza”. “I musulmani hanno il monopolio. Per non avere problemi, molti si convertono per far parte della banda”, afferma. Secondo Steiger, le condizioni di prigionia sono determinanti: “La mancanza di rispetto, le violenze, le misure di ritorsione: tutto questo produce l’odio” e la voglia di fare ricorso alla religione, afferma con rabbia.

Per Missoum Chaoui, cappellano carcerario in Ile-de-France, e per gli i poliziotti, il “pericolo” è l’assenza di un referente musulmano in un’istituzione che lascia aperta la strada agli “imam autoproclamati”. La religione diventa per molti un mezzo per porsi al centro di un universo carcerario in cui molti detenuti non hanno alcun riparo. “Si trovano in uno stato di debolezza e precarietà, hanno bisogno d’ascolto e di disciplina per non andare alla deriva”, commenta Chaoui. “Alcuni sono più psichiatri che islamisti. I radicali sono molto pochi” e non rappresentano affatto i musulmani di Francia. Secondo il ministero della Giustizia, gli effettivi sospettati sono 152, per la maggior parte in Ile-de-France.

In quattro anni, Abdelhafid Laribi, cappellano permanente presso il carcere di Nanterre, dice di non essersi mai confrontato con nessuno di loro: “C’era un convertito che non aveva alcuna nozione di base dell’islam. Ho provato a parlare con lui, ma non ha voluto capire. Non è mai più venuto. In questi casi, non si può fare nulla, solo evitare che altri cadano in questo radicalismo”, racconta. Quando invece incontra chi “vacilla”, allora si tratta di “seminare il dubbio nello spirito, evocare altri punti di vista, con pazienza e pedagogia, per convincerli”, spiega Laribi.

A gennaio, i cappellani carcerari musulmani erano 182, contro 680 cattolici e 71 ebrei. La loro presenza è stata incrementata negli ultimi due anni “al fine di tranquillizzare la detenzione e diffondere un islam illuminato”, ha indicato il ministero della Giustizia. Altri 60 cappellani verranno reclutati nell’arco dei prossimi tre anni. “Manca la volontà politica, mentre noi siamo là per evitare il radicalismo. Se la situazione non cambia, peggiorerà”, lamenta Laribi.

arabpress.eu - Di Anna Villechenon. Le Monde (23/01/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo

In Francia carceri specifiche per detenuti "radicalizzati": il Sappe le auspica anche in Italia

 

Oltre quarantamila detenuti sensibili al richiamo integralista islam: rapporto choc francese

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Candidata con la Bonino, tenta di passare dei soldi ad un detenuto durante una visita in carcere

2 Governo Gentiloni sarà ricordato per lo svuota carceri mascherato? Sappe: così si rottama il 41bis

3 Riforma ordinamento penitenziaria: anche l''Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento contro i progetti del Governo

4 Mauro Palma garante dei detenuti: approvate la riforma Orlando così com''è, senza accogliere le indicazioni della Direzione Antimafia

5 Detenuti evadono durante una gita al museo del MAXXI di Roma: ripresi poco dopo

6 Erika Stefani, Lega: basta svuota carceri, da Gentiloni ennesimo regalo ai criminali

7 Carcere di Parma: un’altra grave aggressione ad agente penitenziario

8 Droga nelle parti intime per il compagno detenuto: scoperta ed arrestata dalla polizia

9 Carceri, la riforma rischia di slittare a dopo il voto. Troppe pene alternative

10 Commissione Antimafia: 41bis è insostituibile e convenzione tra DAP e Servizi segreti va riscritta, troppe ombre


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia

2 Transito a ruolo civile. Č legittimo cumulare pensione privilegiata e stipendio

3 Gruppo Operativo Mobile: Perché? Perché? Perché? Perché?

4 Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato

5 Ma chi siamo?

6 In memoria dell''Assistente Capo Paolo Gandolfo

7 Max Forgione, un grande uomo salito in cielo

8 Le osservazioni del Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita alla riforma dell''ordinamento penitenziario

9 Il Commissario Capo Giuseppe Romano insignito del prestigioso premio: Il discobolo d’oro

10 Il Castello è una macchina che funziona alla perfezione: se non fosse per quei granelli di sabbia