Marzo 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2017  
  Archivio riviste    
In carcere mi prendono in giro. Superboss disperato pensa al suicidio

Polizia Penitenziaria - In carcere mi prendono in giro. Superboss disperato pensa al suicidio


Notizia del 26/06/2016 - NAPOLI
Letto (6612 volte)
 Stampa questo articolo


Tonino 'O Sicc era noto come un camorrista sanguinario ma i tanti anni di galera lo hanno indebolito e così la famiglia prepara una colletta per tirarlo su di morale.

NAPOLI EST. Lo temevano tutti a Ponticelli. Perché aveva testa ma soprattutto perché era un sanguinario. Antonio De Luca Bossa detto ‘o sicc è stato uno dei protagonisti assoluti della storia criminale di Ponticelli degli anni Novanta. Fedelissimo dei Sarno. Tanto che i boss del rione De Gasperi lo consideravano uno dei famiglia. «Ci spartivamo il giorno e la notte. Stavamo sempre insieme. Per me era come un fratello», ha detto in più di un’occasione Vincenzo Sarno, dal 2009 collaboratore di giustizia. Un ras a tutti gli effetti. Che agli occhi della comunità criminale del Lotto O – il suo rione – è rimasto tale sino ad oggi, benché lui sia bloccato in cella da quasi vent’anni per via di una condanna – definitiva - all’ergastolo per l’autobomba di via Argine del 25 aprile del 1998 (in cui morì il nipote del boss Vincenzo Sarno, vero obiettivo) che segnò il punto di rottura del legame tra i boss del rione De Gasperi e il gruppo del Lotto O.

 

Osannato dai criminali, De Luca Bossa. Ma a torto. Perché la storia contemporanea racconta un’altra realtà, rimasta sommersa. Tonino ‘o sicc è un ‘re’ (del Male) decaduto che viene preso in giro finanche dagli altri detenuti, mentre la sua famiglia organizza una colletta – sì, una colletta – per cercare di fargli arrivare quanti più soldi possibili in prigione affinché lui, il detenuto, possa ostentare una parvenza di ricchezza e, dunque, di potere. Antonio De Luca Bossa è un sovrano senza «più dignità», come egli stesso svela sconfortato in un carteggio di lettere segrete destinate ai suoi parenti, alla sorella Anna, in particolare, la reginetta del Lotto O che lunedì mattina è finita in galera insieme alla figlia Martina Minichini per aver gestito lo spaccio di droga nel proprio rione in combutta coi D’Amico del Conocal. La parabola discendente di Tonino ‘o sicc la disegna proprio lei, Anna, custode dei tormenti del congiunto. E lo fa nella sala colloqui di un carcere, dove è detenuto un altro suo fratello, Christian Marfella (figlio di Teresa De Luca Bossa, che è la madre di Anna, e del boss di Pianura Giuseppe Marfella), cresciuto nel mito di Tonino ‘o sicc, tanto che s’è fatto tatuare il soprannome del ‘maggiore’ alla base della gola. «Antonio ha scritto una lettera…», dice Anna. Una lettera che manda in fibrillazione la famiglia. «Non abbiamo capito se si uccideva o si buttava (passava a collaborare con la giustizia, ndr) – sussurra - Ha detto: io sono stanco, non ce la faccio più, ho perso la dignità… sono stato un mese senza soldi…. Vedo quelli scemi fuori alla cella che dicono prenditi un po’ di mangiare in più’. Ha detto che sta facendo tante figure di merda». Anna si ferma. Sospira. È preoccupata. In famiglia hanno cercato di correre ai ripari quando è arrivata la massiva. «Ci siamo riuniti tutti quanti – spiega a Christian Marfella – Ci siamo riuniti a casa. Abbiamo parlato… Diamo 150 euro al mese. Adesso facciamo 50 euro ciascuno al mese… Io metto 50… Rosaria 50… Nanà e Alfonsina danno pure loro 30 euro a testa.. Raccogliamo sei, settecento euro al mese». Anche Marfella vuole partecipare, benché sia bloccato in cella a sua volta per un tentato omicidio e un’incursione a mano armata all’interno di un circolo di scommesse, episodi consumatisi entrambi nel 2013 nella prima fase della faida tra i De Micco e i D’Amico. «Duecento euro li puoi prendere da sopra i soldi miei», dice, alludendo ai soldi che gli passano i D’Amico ai quali Marfella si era unito nello scontro coi De Micco. È una colletta.

 

Una colletta per cercare di sostenere economicamente Tonino ‘o sicc. «Pensiamo ad Anton io adesso, speriamo che non faccia alcuna tarantella», insiste Marfella. Che poi chiede chiarimenti su quelle parole «mi voglio buttare» fermate dal fratellastro sulla carta. Anna esclude subito che ‘o sicc possa imboccare il viale della collaborazione con la giustizia e ritiene che quell’espressione nasconda una volontà suicida. «Penso più che si vuole uccidere…», taglia corto. È il 30 maggio 2013 quando Anna De Luca Bossa e Christian Marfella descrivono in modo plastico il destino discendente di chi sceglie di percorrere la strada della malavita organizzata. Poche parole che resteranno scolpite nella memoria: «Ho perso la dignità. Qui in cella mi sfottono. Sto facendo tante figure di merda».

 

internapoli

STATISTICHE CARCERI REGIONE CAMPANIA
Statistiche carceri Regione Campania







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Concorso per 540 allievi di Polizia Penitenziaria: domanda entro l’8 maggio

2 Gli Agenti penitenziari assolti dal caso Cucchi citano in giudizio tre Ministeri: Giustizia, Difesa e Interno

3 Fuorni. Bomba in carcere, si indaga. Oggi la protesta dei Poliziotti Penitenziari

4 Travolta e uccisa una ciclista: Poliziotto penitenziario indagato per omicidio stradale

5 Prato, agente di Polizia Penitenziaria insegue scippatore e lo fa arrestare

6 Intimidazioni alla Polizia Penitenziaria: forate le ruote delle auto del Corpo a Cagliari

7 Torino, agente penitenziario si porta a casa il rame dei condizionatori

8 Igor il russo, l''ex compagno di cella: E'' diventato Ezechiele dopo la conversione

9 Arrestato di nuovo boss Concetto Bonaccorsi: era evaso da permesso premio dal carcere di Secondigliano

10 Grappa artigianale preparata dai detenuti nel carcere di Bologna


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Servizio di polizia stradale: la penitenziaria è la più temuta tra le forze dell''ordine!

2 Ecco le nuove insegne di qualifica dopo il riordino delle carriere

3 Un anno fa ci lasciava Nicola Caserta

4 Lorenzo Cutugno: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso dalle BR l''11 aprile 1978

5 Riordino delle carriere: arriva l’ok anche del Consiglio di Stato

6 Riordino delle carriere: buono l’esito delle consultazioni dei sindacati e dei Co.Ce.r. presso le commissioni parlamentari

7 Francesco Di Cataldo: in memoria del Maresciallo Maggiore degli Agenti di Custodia ucciso dalle BR a Milano il 20 aprile 1978

8 Riordino: una proposta per le nuove insegne di qualifica della Polizia Penitenziaria

9 Riordino delle carriere. Analisi della situazione dei Sovrintendenti

10 Salvatore Rap: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso durante la rivolta nel carcere di San Vittore del 21 aprile 1946