Marzo 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2018  
  Archivio riviste    
In Francia linea dura con gli imam integralisti: in Italia accordo del DAP con associazione vicina a Fratellanza Musulmana

Polizia Penitenziaria - In Francia linea dura con gli imam integralisti: in Italia accordo del DAP con associazione vicina a Fratellanza Musulmana


Notizia del 02/08/2016 - ESTERO
Letto (2034 volte)
 Stampa questo articolo


Finché s'è trattato d'imitare la Francia sul terreno, puramente simbolico, della preghiera comune il Partito Democratico, il governo Renzi e i loro sostenitori non sono stati secondi a nessuno nell'elogiare Parigi. Ora però bisogna vedere se imiteranno la Francia anche sul terreno concreto della lotta al terrorismo. Il premier socialista francese Manuel Valls - omologo politico e istituzionale di Matteo Renzi - ha annunciato con estrema chiarezza che in Francia non vi sarà più spazio per l'islam jihadista, per i predicatori dell'odio e per i finanziamenti stranieri alle moschee.

Anche se Valls preferisce presentarlo come un «nuovo patto con l'islam», quel piano suona come un rigoroso «diktat» a tutte le comunità musulmane sospettate di connivenza o collusione con il jihadismo e le dottrine salafite e wahabite. Non a caso il «patto» prevede l'obbligo per tutti gli imam «di formarsi in Francia e non altrove», il divieto di «finanziamenti stranieri per la costruzione di moschee» e la messa al bando delle dottrine wahabite «per cui non c'è più posto in Francia». Come dire che s'impegnerà a espellere chiunque continuerà a rifarsi alla religione di stato del Qatar e dall'Arabia Saudita. In Italia Matteo Renzi è pronto a far lo stesso?

A ben vedere c'è da dubitarne. Fino a oggi il Partito Democratico, il governo e le istituzioni controllate dalla sinistra sono sembrati più interessati a incoraggiare i legami con le comunità islamiche vicine alla Fratellanza Musulmana e all'islam radicale. Uno degli esempi più citati a destra è la messa fuori legge per incostituzionalità, richiesta dal governo e sentenziata a febbraio dalla Consulta, della legge sulle moschee proposta a suo tempo dalla Giunta regionale della Lombardia. La legge, voluta dalla Lega, presentava sicuramente molti punti deboli perché giocava sull'escamotage d'arginare il proliferare di moschee fuori controllo con vincoli edilizi anziché giuridici e legali. Ma l'esecutivo Renzi e il Pd, anziché proporre miglioramenti, hanno puntato esclusivamente a boicottarla e delegittimarla.

E a pareggiare il conto non basta certo la recente proposta del ministro degli interni Angelino Alfano d'introdurre una certificazione ministeriale per gli imam italiani. La proposta Alfano ha ben poco a che vedere con quelle del premier d'oltralpe. Mentre Valls propone l'esclusione di qualsiasi imam incapace di predicare in francese e formatosi al di fuori della Repubblica, Alfano auspica una sorta di certificazione per gli imam di nazionalità italiana, ma si guarda bene dal mettere al bando quelli arrivati dall'estero e pronti a predicare solo nella propria lingua. In questo campo, del resto, i precedenti del nostro ministro non sono rassicuranti.

Nel 2015, al termine di un incontro con i rappresentanti di varie comunità islamiche, Alfano fu bersagliato dalle accuse dei musulmani moderati che lo accusavano di aver garantito la presenza di ben sette rappresentanti dell'Ucoii, ovvero delle Comunità più vicine alla Fratellanza Musulmana. Ancor più grave è però l'infiltrazione dei predicatori dell'Ucoii all'interno delle prigioni italiane. Un'infiltrazione avvenuta con la piena connivenza delle nostre istituzioni malgrado sia risaputo che nelle carceri inizia, spesso, quel processo di radicalizzazione capace di trasformare i piccoli criminali musulmani in spietati terroristi.

Lo scorso novembre, in concomitanza con le stragi di Parigi, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Santi Consolo ha firmato un protocollo d'intesa che garantisce agli imam scelti dall'Ucoii libero accesso a otto carceri. A Torino, Milano, Brescia, Verona, Modena, Cremona e Firenze gli imam dell'Ucoii sono diventati i «gestori» della sala utilizzata come luogo di culto dai detenuti musulmani e i responsabili di quelli che il protocollo definisce «momenti collettivi di preghiera». Con un protocollo firmato durante il governo Renzi si sono dunque aperte le prigioni italiane ai predicatori legati a quella «Fratellanza Musulmana» considerata da molti paesi arabi collusa e connivente con il terrore islamista.

ilgiornale.it

DAP stipula accordo per le preghiere islamiche in carcere, ma gli Imam predicano in arabo e siamo punto e a capo 

 

Parte da Verona accordo Dap / Unione Comunità Islamiche italiane per avere Imam "certificati" in carcere

 

DAP stipula protocollo di intesa con Unione Comunità Islamiche di Italia

 

Una moschea ogni quattro carceri, studio del DAP: individuare Imam moderati

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Suicida in casa agente di Polizia Penitenziaria. Era in servizio nel carcere di Aosta L''Agente era alle dipendenze del Gruppo Operativo Mobile

2 Blitz in carcere: perquisite celle e detenuti per cercare droga e telefonini sospetti

3 Forze Armate: NoiPA è diventato un problema?

4 La foto del Detenuto Evaso dall''Ospedale di Sanremo. Intanto il Sappe chiede le dimissioni del direttore

5 Domani i funerali di Davide Agente penitenziario suicida

6 Eurodeputata di Forza Italia in visita al Carcere di Busto: i detenuti stranieri scontino la pena nel loro Paese d’origine”

7 NoiPa: Forze Armate in rivolta. E spunta una petizione on line

8 Arrestati due agenti del carcere di Matera agevolazioni a detenuti in cambio di denaro

9 Vallanzasca, carcere Bollate: dategli la libertà condizionale

10 M5S chiede intervento Ministro Giustizia: Parlamentari raccolgono allarme agenti Polizia Penitenziaria


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Due anni fa ci lasciava Nicola Caserta, Presidente del Sappe, amico e collega di tutti noi

2 Quanto il temporeggiatore arretra ...

3 Salvatore Rap: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso durante la rivolta nel carcere di San Vittore del 21 aprile 1946

4 Non fatevi raccontare quello che succede in “miniera” da chi lavora dietro una scrivania. Il GOM visto da dentro

5 La lingua segreta dei tatuaggi sulla persona detenuta

6 L’indennità per la “presenza esterna”: a chi si e a chi no

7 Il rapporto tra immigrazione, carcere ed elezioni politiche

8 Sicurezza sul lavoro: il rischio elettrico

9 Convegno Salerno tenuto il 10 aprile dal Sappe su “Radicalizzazione nelle carceri”

10 Esecuzione penale:come comportarsi quando si opera nei confronti di un minore