Gennaio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2018  
  Archivio riviste    
Infermiera di Tolmezzo patteggia 20 mesi di carcere: era la "postina" dei boss detenuti

Polizia Penitenziaria - Infermiera di Tolmezzo patteggia 20 mesi di carcere: era la


Notizia del 02/10/2015 - UDINE
Letto (3137 volte)
 Stampa questo articolo


Loro chiedevano e lei eseguiva, come una solerte “staffetta” tra i detenuti e i loro familiari. Infermiera di professione, Nadia De Crignis, 60 anni, di Tolmezzo, si era messa al servizio della malavita. Per l’esattezza, dei boss rinchiusi nel carcere di massima sicurezza del capoluogo carnico, dove si recava regolarmente in visita per portare la propria assistenza a reclusi di ogni rango. Questo, almeno, è quanto le era stato contestato dalla Procura di Udine (un fascicolo analogo era stato aperto anche dalla Procura di Napoli), all’esito delle indagini - e, soprattutto, delle intercettazioni - condotte a carico suo e delle dieci persone che avrebbero beneficiato dei suoi servigi (e finite a loro volta sotto inchiesta). Approdato ieri davanti al gup del tribunale di Udine, Francesco Florit, il procedimento si è chiuso per la De Crignis, nel frattempo trasferitasi a Manzano, con l’applicazione della pena patteggiata di 1 anno e 8 mesi di reclusione (sospesa con la condizionale).

Tre le direzioni processuali imboccate dagli imputati. Oltre all’infermiera, in pensione dal 2012 e raggiunta nel febbraio 2014 da un ordine di custodia cautelare ai domiciliari, a scegliere il patteggiamento (rito che comporta uno “sconto” di pena) era stata anche Daniela Noto, 41 anni, di Palermo, moglie di Leonardo Ippolito, 60, di Castelvetrano (Trapani) e, all’epoca dei fatti (il 2010) detenuto a Tolmezzo. Accogliendo l’istanza formulata in udienza in gennaio, concessi anche a lei attenuanti generiche e sospensione condizionale, il giudice le ha applicato 10 mesi di reclusione.

Decreto di rinvio a giudizio, invece, per il marito Ippolito e per altri quattro imputati, tutti a loro volta detenuti a Tolmezzo negli anni (tra il 2010 e il 2011) in cui la De Crignis vi lavorava: Pasquale Di Giovanni, 56, di Marcianise (Caserta) e ai domiciliari a Scalea (Cosenza), Mohamed Selmi, 31, tunisino residente a Castel Volturno (Caserta) e detenuto a Treviso, Corrado Sparandeo, 57, di Benevento e rinchiuso a Vasto (Chieti) e Silvio Sparandeo, 50, di Benevento, dov’è detenuto. Il processo comincerà il 22 marzo, davanti al tribunale collegiale. L’unico a strappare una sentenza di non luogo a procedere è stato Vincenzo Negro, 31, di Caserta, fidanzato della figlia del Di Giovanni.

Per gli ulteriori tre imputati Ciro Zazo, 62, Salvatore Zazo, 58, e Stefano Zazo, 24, tutti di Napoli - tutti appartenenti all’omonimo clan della Camorra - , la posizione è stata stralciata, per i problemi di salute del primo e il legittimo impedimento dei difensori degli altri due. A tutti, a cominciare dall’infermiera carnica, il pm Alessandra Burra, titolare del fascicolo, aveva contestato il concorso nel reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Molte le analogie rilevate nelle decine di episodi di cui la De Crignis si è resa protagonista ora con l’uno e ora con l’altro detenuto. L’impegno, in tutti i casi, era di fare da cinghia di trasmissione tra l’interno e l’esterno del penitenziario. Servizi che l’infermiera si faceva pagare con denaro che le veniva consegnato talvolta a mano, in contanti, e talvolta a mezzo vaglia postali. Per la sola comunicazione di notizie relative alla famiglia Sparandeo, per esempio, era stato concordato con il figlio Arturo un compenso di 800 euro.

Alla costante ricerca di denaro - tanto da arrivare al punto di chiedere prestiti agli stessi familiari dei detenuti -, l’infermiera non si tirava indietro davanti a niente. In una delle tante conversazioni intercettate dagli investigatori, era stata sentita dire a Ciro Zazo che si sarebbero dovuti incontrare, perchè doveva prendere un pacco per consegnarlo al padre Salvatore. Ed era stata sempre lei, in un’altra telefonata con la moglie di Di Giovanni, a raccontare di avere portato medicinali ai detenuti e a prometterle che l’indomani, per il compleanno del marito, gli avrebbe portato «di nascosto un dolcino». Con Selmi il gioco aveva rischiato di farsi ancora più pericoloso. A causa dei suoi debiti con le banche, la De Crignis lo aveva sollecitato a introdurla nell’ambiente dello spaccio di droga all’interno del carcere. Progetto che, tuttavia, non si era mai realizzato.

Interrogata l’anno scorso dal gip, l’infermiera aveva negato ogni addebito e spiegato che, anzi, aveva comprato di tasca propria le medicine di cui qualche detenuto aveva avuto bisogno. «Non ha nulla a che fare con quelle persone – aveva affermato il suo difensore, avvocato Andrea Frassini –. Nessun pizzino o altro genere di informazioni, quindi. E, sempre che sia vero che abbia aggiornato i parenti sulle loro condizioni di salute, stiamo parlando di un “collegamento” motivato da pietà cristiana».

ilmessaggero.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
Statistiche carceri Regione Friuli-Venezia Giulia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Polizia Penitenziaria: accorpamento nella Polizia di Stato o nei Carabinieri?

2 Polizia Penitenziaria: accorpamento non si farà, ecco perchè

3 Il boss e il pentito si incrociano in aereo: la Polizia Penitenziaria evita alo scontro fisico tra i due

4 Corte Cassazione: Sciopero della fame detenuti è un''azione dimostrativa di scontro e di ostilità verso le istituzioni

5 Rapporto Ragioneria Generale dello Stato: dipendenti statali meno 7,2 per cento. Polizia Penitenziaria meno trentacinque per cento!

6 Ancora due Agenti penitenziari aggrediti da detenuto nel carcere di Rebibbia

7 Comunicato DAP: la solidarietà a Luca Traini in carcere è una notizia priva di fondamento

8 Carcere di Parma: un’altra grave aggressione ad agente penitenziario

9 Il carcere è troppo duro per Michele Zagaria: il suo avvocato dice che il 41-bis lo deprime

10 Droga nelle parti intime per il compagno detenuto: scoperta ed arrestata dalla polizia


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il nuovo ruolo degli Ispettori con carriera a sviluppo direttivo

2 Riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria e dirigenza dei Funzionari del Corpo. Capitolo 2

3 Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato

4 La riforma dell’ordinamento penitenziario: osservazioni e considerazioni

5 Nuova circolare Dap per uso dei social: regole deontologiche, immagine e decoro. (o nascondere degrado, incuria e abbandono?)

6 Max Forgione, un grande uomo salito in cielo

7 Il Commissario Capo Giuseppe Romano insignito del prestigioso premio: Il discobolo d’oro

8 In memoria dell''Assistente Capo Paolo Gandolfo

9 Le osservazioni del Procuratore Aggiunto di Catania Sebastiano Ardita alla riforma dell''ordinamento penitenziario

10 Ma chi siamo?