Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Infermiera di Tolmezzo patteggia 20 mesi di carcere: era la "postina" dei boss detenuti

Polizia Penitenziaria - Infermiera di Tolmezzo patteggia 20 mesi di carcere: era la


Notizia del 02/10/2015 - UDINE
Letto (2535 volte)
 Stampa questo articolo


Loro chiedevano e lei eseguiva, come una solerte “staffetta” tra i detenuti e i loro familiari. Infermiera di professione, Nadia De Crignis, 60 anni, di Tolmezzo, si era messa al servizio della malavita. Per l’esattezza, dei boss rinchiusi nel carcere di massima sicurezza del capoluogo carnico, dove si recava regolarmente in visita per portare la propria assistenza a reclusi di ogni rango. Questo, almeno, è quanto le era stato contestato dalla Procura di Udine (un fascicolo analogo era stato aperto anche dalla Procura di Napoli), all’esito delle indagini - e, soprattutto, delle intercettazioni - condotte a carico suo e delle dieci persone che avrebbero beneficiato dei suoi servigi (e finite a loro volta sotto inchiesta). Approdato ieri davanti al gup del tribunale di Udine, Francesco Florit, il procedimento si è chiuso per la De Crignis, nel frattempo trasferitasi a Manzano, con l’applicazione della pena patteggiata di 1 anno e 8 mesi di reclusione (sospesa con la condizionale).

Tre le direzioni processuali imboccate dagli imputati. Oltre all’infermiera, in pensione dal 2012 e raggiunta nel febbraio 2014 da un ordine di custodia cautelare ai domiciliari, a scegliere il patteggiamento (rito che comporta uno “sconto” di pena) era stata anche Daniela Noto, 41 anni, di Palermo, moglie di Leonardo Ippolito, 60, di Castelvetrano (Trapani) e, all’epoca dei fatti (il 2010) detenuto a Tolmezzo. Accogliendo l’istanza formulata in udienza in gennaio, concessi anche a lei attenuanti generiche e sospensione condizionale, il giudice le ha applicato 10 mesi di reclusione.

Decreto di rinvio a giudizio, invece, per il marito Ippolito e per altri quattro imputati, tutti a loro volta detenuti a Tolmezzo negli anni (tra il 2010 e il 2011) in cui la De Crignis vi lavorava: Pasquale Di Giovanni, 56, di Marcianise (Caserta) e ai domiciliari a Scalea (Cosenza), Mohamed Selmi, 31, tunisino residente a Castel Volturno (Caserta) e detenuto a Treviso, Corrado Sparandeo, 57, di Benevento e rinchiuso a Vasto (Chieti) e Silvio Sparandeo, 50, di Benevento, dov’è detenuto. Il processo comincerà il 22 marzo, davanti al tribunale collegiale. L’unico a strappare una sentenza di non luogo a procedere è stato Vincenzo Negro, 31, di Caserta, fidanzato della figlia del Di Giovanni.

Per gli ulteriori tre imputati Ciro Zazo, 62, Salvatore Zazo, 58, e Stefano Zazo, 24, tutti di Napoli - tutti appartenenti all’omonimo clan della Camorra - , la posizione è stata stralciata, per i problemi di salute del primo e il legittimo impedimento dei difensori degli altri due. A tutti, a cominciare dall’infermiera carnica, il pm Alessandra Burra, titolare del fascicolo, aveva contestato il concorso nel reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Molte le analogie rilevate nelle decine di episodi di cui la De Crignis si è resa protagonista ora con l’uno e ora con l’altro detenuto. L’impegno, in tutti i casi, era di fare da cinghia di trasmissione tra l’interno e l’esterno del penitenziario. Servizi che l’infermiera si faceva pagare con denaro che le veniva consegnato talvolta a mano, in contanti, e talvolta a mezzo vaglia postali. Per la sola comunicazione di notizie relative alla famiglia Sparandeo, per esempio, era stato concordato con il figlio Arturo un compenso di 800 euro.

Alla costante ricerca di denaro - tanto da arrivare al punto di chiedere prestiti agli stessi familiari dei detenuti -, l’infermiera non si tirava indietro davanti a niente. In una delle tante conversazioni intercettate dagli investigatori, era stata sentita dire a Ciro Zazo che si sarebbero dovuti incontrare, perchè doveva prendere un pacco per consegnarlo al padre Salvatore. Ed era stata sempre lei, in un’altra telefonata con la moglie di Di Giovanni, a raccontare di avere portato medicinali ai detenuti e a prometterle che l’indomani, per il compleanno del marito, gli avrebbe portato «di nascosto un dolcino». Con Selmi il gioco aveva rischiato di farsi ancora più pericoloso. A causa dei suoi debiti con le banche, la De Crignis lo aveva sollecitato a introdurla nell’ambiente dello spaccio di droga all’interno del carcere. Progetto che, tuttavia, non si era mai realizzato.

Interrogata l’anno scorso dal gip, l’infermiera aveva negato ogni addebito e spiegato che, anzi, aveva comprato di tasca propria le medicine di cui qualche detenuto aveva avuto bisogno. «Non ha nulla a che fare con quelle persone – aveva affermato il suo difensore, avvocato Andrea Frassini –. Nessun pizzino o altro genere di informazioni, quindi. E, sempre che sia vero che abbia aggiornato i parenti sulle loro condizioni di salute, stiamo parlando di un “collegamento” motivato da pietà cristiana».

ilmessaggero.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
Statistiche carceri Regione Friuli-Venezia Giulia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

2 Blitz della Polizia Penitenziaria: tre arresti per spaccio di droga a Napoli nelle prime ore della mattinata

3 Detenuto cinese violenta la figlia: compagno di cella marocchino lo sodomizza per un mese nel carcere di Prato

4 Poliziotto penitenziario travolto da auto mentre era in moto: è ricoverato in gravi condizioni

5 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

6 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

7 La latitanza dorata del detenuto evaso da Rebibbia catturato dal NIC della Polizia Penitenziaria

8 Ex scuola della Polizia Penitenziaria di Moastir pronta ad accogliere i migranti: quasi ultimati i lavori

9 Detenuto sorpreso ad aggiornare il proprio profilo Facebook dal carcere di Marassi

10 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

2 Celebrazioni 200 anni di storia del Corpo di Polizia Penitenziaria: autorizzata l’emissione della moneta d’argento da 5 euro

3 Catturato dalla Polizia Penitenziaria uno degli evasi dal carcere di Rebibbia: indagini in corso sui complici della latitanza

4 A chi danno fastidio i servizi di polizia stradale della Polizia Penitenziaria?

5 Riordino, organici dirigenziali: tra eccessi e sottodimensionamenti dei dirigenti della Polizia Penitenziaria

6 Foibe, il martirio degli Agenti di Custodia

7 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

8 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

9 Rapporto Eurispes: la Polizia Penitenziaria sgradita a un italiano su due

10 Il Ministro Orlando dichiara cessata l''emergenza sovraffollamento delle carceri, ma i dati lo smentiscono