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Ingiusta detenzione per la pornostar: il Tribunale sbaglia i conteggi per il risarcimento

Polizia Penitenziaria - Ingiusta detenzione per la pornostar: il Tribunale sbaglia i conteggi per il risarcimento


Notizia del 26/11/2014 - ROMA
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Il conteggio pubblicato da La Nazione relativo al risarcimento per ingiusta detenzione dell’ex pornostar Brigitta Bulgari era corretto. Non 18mila euro ma 3.500 circa. Così i giudici, dopo aver letto l’articolo sul giornale, sono tornati sui loro passi e hanno stornato la differenza. Facendo risparmiare di fatto quasi 15mila euro allo Stato. Per ammissione dello stesso Wladimiro De Nunzio, presidente della Corte d’appello di Perugia, "il servizio giornalistico ha evitato un errore alla Giustizia".

​Sì, perché nei calcoli aritmetici dei giudici c’era un errore lampante: il numero dei giorni trascorsi dietro le sbarre nel 2010 dalla 32enne ungherese prosciolta con sentenza definitiva dalle accuse di pornografia minorile e atti osceni durante uno spettacolo hard in una discoteca a Fossato di Vico. Lei non poteva sapere chi ci fosse tra il pubblico. Furono 11 giorni, ne sono stati conteggiati 71 perché il 23.5.2010 nella foga dei tanti fascicoli da smaltire si era trasformato in 25.3.2010. E l’orologio ha iniziato a prendere il tempo da un momento sbagliato, antecedente di 60 giorni.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo ci si è accorti dell’errore materiale e mediante una nuova camera di consiglio si è provveduto alla correzione dell’importo. La querelle tutto sommato si è svolta senza intoppi, considerando che la procedura di liquidazione degli iniziali 17.911,50 euro non era ancora stata posta in esecuzione.

Per "sanare" il danno legato all’ingiusta detenzione i giudici penali hanno applicato parametri standard: 238,82 euro per ogni giorno trascorso in carcere a Belluno, la metà per i domiciliari. Considerato l’errore nel calcolo aritmetico il ministero dell’Economia e delle finanze è stato condannato a molto meno di 18mila euro. DOPO l’ingiusto arresto, Brigitta Kocsis (questo il vero nome) ha lasciato l’hard per dedicarsi alla musica. Ora fa la deejay. I suoi legali avevano parlato di "disastro totale" e chiesto un risarcimento di 200mila euro per il "danno materiale e psicologico ingente" subìto dall’avvenente ungherese. Hanno lamentato l’annullamento a programmi tv, serate ed eventi pubblicitari, di cui però "non è stata fornita alcuna prova".

"Nessun documento — scrive il collegio — consente un raffronto tra i guadagni percepiti prima e dopo l’arresto". I giudici non tengono neppure conto del cambio di vita di Brigitta, "incensurata ed estranea agli ambienti criminali". Comunque detenuta per 11 giorni in carcere e 8 agli arresti domiciliari. Poi finalmente liberata, prosciolta e risarcita. Seppur, non con 18mila euro ma con ‘appena’ 3.500 euro.

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