Marzo 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2018  
  Archivio riviste    
La carta stampata e la «Carta di Milano»: giornalisti più gentili coi detenuti.

Notizia del 12/09/2011 - MILANO

La carta stampata e la «Carta di Milano»: giornalisti più gentili coi detenuti.

letto 1911 volte)

 Stampa questo articolo         Condividi

«Quante volte un articolo di giornale ha bloccato riforme importanti che andavano fatte in tema di carcere e di giustizia. Ancora oggi ci sono mostri sbattuti in prima pagina»: così il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia (nella foto), si schiera a fianco agli Ordini dei giornalisti della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Veneto nell’iniziativa (la «Carta di Milano») presentata l’altro ieri a Milano. Obiettivo: convincere e in qualche modo costringere i giornalisti, quando scrivono di delinquenza e di carcere, ad attenersi a precise linee guida. Obiettivo: evitare che episodi di cronaca nera di cui si rendono protagonisti detenuti semiliberi, agli arresti domiciliari o usciti in altro modo anzitempo dal carcere vengano presi come spunto per polemiche contro il «buonismo» del sistema penitenziario italiano. Le norme varate dall’Ordine prevedono l’obbligo per i cronisti di riportare i dati che dimostrano la bontà delle misure alternative alla prigione e a tutelare i diritti del cittadino detenuto o ex detenuto. Per i giornalisti che verranno meno a tali direttive, saranno possibili provvedimenti disciplinari.
Nel testo reso noto dall’Ordine dei giornalisti lombardi si legge che i redattori sono «invitati a osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i cittadini privati della libertà in quella fase estremamente difficile e problematica di reinserimento nella società» e ad «usare termini appropriati in tutti i casi in cui un detenuto usufruisce di misure alternative al carcere o di benefici penitenziari evitando di sollevare un ingiustificato allarme sociale e di rendere più difficile un percorso di reinserimento sociale che avviene sotto stretta sorveglianza», nonchè a «tenere conto dell’interesse collettivo ricordando quando è possibile dati statistici che confermano la validità delle misure alternative al carcere e il loro basso margine di rischio».
Si tratta, insomma, di dare agli organi di informazione alcune linee guida in materia di informazione sul carcere: raccomandando di dare conto delle assoluzioni e non solo delle sentenze di condanna, e invitando a riconoscere agli ex detenuti il «diritto all’oblio», evitando cioè i rammentare a ogni occasione i loro precedenti penali (tranne nel caso di «crimini contro l’umanità o ad altri gravi fatti che abbiano modificato il corso degli avvenimenti diventando Storia»). Si raccoglie anche la lamentela del personale penitenziario, chiedendo ai giornalisti di non usare più l’espressione «secondini» sostituendola con «poliziotti, agenti di polizia penitenziaria o personale in divisa». Ma la parte essenziale del decalogo emanato dall’Ordine riguarda il trattamento da riservare a tutte le notizie che in qualche modo riguardano la legge Gozzini o altri benefici carcerari, spesso vissuti dalla pubblica opinione come ingiustificate forme di buonismo verso i colpevoli. «L’Ordine dei giornalisti raccomanda ai direttori e a tutti i redattori di aprire con i lettori un dialogo capace di andare aldilà della semplice informazione per far maturare una nuova cultura del carcere che coinvolga la società civile» e segnala «l’opportunità che l’informazione sia il più possibile approfondita in modo da assicurare un approccio alla questione criminale che non si limiti alla eccezionalità dei casi che fanno clamore». «Tutti i giornalisti sono tenuti all’osservanza di tali regole per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge istitutiva dell’Ordine».

fonte: IL GIORNALE

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LOMBARDIA
Statistiche carceri Regione Lombardia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Suicida in casa agente di Polizia Penitenziaria. Era in servizio nel carcere di Aosta L''Agente era alle dipendenze del Gruppo Operativo Mobile

2 Pericoloso detenuto accusa malore sull’A2: agenti di Messina sventano la fuga

3 Blitz in carcere: perquisite celle e detenuti per cercare droga e telefonini sospetti

4 Eurodeputata di Forza Italia in visita al Carcere di Busto: i detenuti stranieri scontino la pena nel loro Paese d’origine”

5 Domani i funerali di Davide Agente penitenziario suicida

6 Arrestati due agenti del carcere di Matera agevolazioni a detenuti in cambio di denaro

7 Vallanzasca, carcere Bollate: dategli la libertà condizionale

8 Perseguitava ex capo scorta di Alfano. Poliziotto penitenziario condannato a 3 anni di reclusione

9 Carceri: “E’ sempre più emergenza aggressioni”

10 M5S chiede intervento Ministro Giustizia: Parlamentari raccolgono allarme agenti Polizia Penitenziaria


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Due anni fa ci lasciava Nicola Caserta, Presidente del Sappe, amico e collega di tutti noi

2 Lorenzo Cutugno: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso dalle BR l''11 aprile 1978

3 Quanto il temporeggiatore arretra ...

4 Salvatore Rap: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso durante la rivolta nel carcere di San Vittore del 21 aprile 1946

5 Non fatevi raccontare quello che succede in “miniera” da chi lavora dietro una scrivania. Il GOM visto da dentro

6 Le garanzie costituzionali per le perquisizioni personali

7 Il rapporto tra immigrazione, carcere ed elezioni politiche

8 L’indennità per la “presenza esterna”: a chi si e a chi no

9 Sicurezza sul lavoro: il rischio elettrico

10 Convegno Salerno tenuto il 10 aprile dal Sappe su “Radicalizzazione nelle carceri”