Marzo 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2017  
  Archivio riviste    
La Polizia Penitenziaria scopre il "codice Gionta" che permetteva al boss della camorra di dare ordini all'esterno

Polizia Penitenziaria - La Polizia Penitenziaria scopre il


Notizia del 07/06/2014 - PARMA
Letto (5181 volte)
 Stampa questo articolo


Il «Codice Gionta» è una serie di numeri e lettere. Apparentemente inspiegabile. Trascritta a penna sugli indumenti che entrano ed escono dal carcere. Sono i pizzini su stoffa. Servono a dare ordini all’esterno. Servono a rapportare gli affari ai capoclan in cella. E’ un codice cifrato che per la prima volta salta fuori il 9 agosto del 2013 nel carcere di Sulmona.

Sull’etichetta interna di un jeans marcato «Rodrigo» spuntano cinque cifre: «80772». E’ un messaggio cifrato che si scambiano Teresa Gionta, figlia del superboss Valentino, e suo marito Giuseppe Carpentieri.

Gli investigatori capiscono di avere di fronte un nuovo sistema di comunicazione criminale e allora inizia il lavoro di interpretazione dei codici.

Le informative vengono inviate alla procura Antimafia e immediatamente scatta la rete di controlli in tutti i carceri dello Stivale dove sono detenuti i colonnelli della camorra di Torre Annunziata.

La prova “principe” dell’esistenza del Codice Gionta arriva da un’attenta analisi degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Parma. Qui è detenuto Pasquale Gionta al regime di 41-bis.

In teoria, il boss sanguinario che aveva voluto la guerra con il clan Gallo-Cavalieri nonostante i consigli diversi dispensati dai suoi colonnelli durante le riunioni della cupola, dovrebbe essere isolato dal mondo. Soprattutto dal suo mondo. Ma la realtà è diversa. Il secondogenito di don Valentino riceve informazioni dall’esterno attraverso il codice cifrato riportato su un pacco di vestiti e scarpe arrivato in carcere.

La serie numerica riportata sull’etichetta interna degli indumenti riporta le cifre «82097».

Come scrive la Direzione distrettuale Antimafia nel drecreto di fermo a carico dei 14 indagati del clan Gionta, si tratta di «un ingegnoso sistema attraverso il quale il clan comunicava dall’esterno all’interno del carcere. E viceversa».

Le comparazioni investigative allora si infittiscono e gli 007 esperti delle dinamiche “giontiane” si mettono a lavoro per decifrare il codice. Lo studio riporta a qualche mese prima, all’agosto del 2012 quando il babyboss Salvatore Paduano, alla guida della cosca falcidiata dalla faida e delle retate, era una primula rossa inafferrabile.

Sulle sue tracce gli investigatori avevano sequestrato una serie di pizzini che secondo l’accusa erano stati affidati da suo padre Ciro Paduano a sua moglie, ed ognuno dei bigliettini cifrati conteneva un ordine preciso. Come un telegramma sintetico fatto di cifre, sigle e parole puntate. Almeno quattro i testi al vaglio degli investigatori dell’Antimafia, comparati con le cifre che si scambiavano i boss e i loro familiari durante i colloqui in carcere.

Messaggi strategicamente determinanti, visto che in due casi si trattava di indicazioni su come contattare uomini di rango appartenenti al clan Birra di Ercolano e al clan Tamarisco di Torre Annunziata.

Quel pomeriggio di agosto 2013 Teresa Gionta e suo marito riescono a mettere a punto il sistema di comunicazione più ingegnoso.

«Tu lo prendi e lo cuci nella tasca del jeans, se ti controllano non fa niente, che ne sanno che sta scritto? Invece quella è la risposta alle lettere».

metropolisweb.ita

STATISTICHE CARCERI REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Statistiche carceri Regione Emilia-Romagna







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Concorso per 540 allievi di Polizia Penitenziaria: domanda entro l’8 maggio

2 Il Consiglio di Stato boccia il riordino in due punti: sovrintendenti e Luogotenente senza criterio

3 Due Agenti della Polizia Penitenziaria delle scorte soccorrono una bambina in preda ad una crisi epilettica

4 Fuorni. Bomba in carcere, si indaga. Oggi la protesta dei Poliziotti Penitenziari

5 Prato, agente di Polizia Penitenziaria insegue scippatore e lo fa arrestare

6 Intimidazioni alla Polizia Penitenziaria: forate le ruote delle auto del Corpo a Cagliari

7 Seminfermo di mente e pericoloso omicida fuge da REMS: è il terzo caso in poche settimane

8 Torino, agente penitenziario si porta a casa il rame dei condizionatori

9 Igor il russo, l''ex compagno di cella: E'' diventato Ezechiele dopo la conversione

10 Riordino: Ispettori di Polizia Penitenziaria favoriti nella progressione di carriera?


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Servizio di polizia stradale: la penitenziaria è la più temuta tra le forze dell''ordine!

2 Un anno fa ci lasciava Nicola Caserta

3 Riordino delle carriere: arriva l’ok anche del Consiglio di Stato

4 Riordino delle carriere: buono l’esito delle consultazioni dei sindacati e dei Co.Ce.r. presso le commissioni parlamentari

5 Francesco Di Cataldo: in memoria del Maresciallo Maggiore degli Agenti di Custodia ucciso dalle BR a Milano il 20 aprile 1978

6 Riordino delle carriere. Analisi della situazione dei Sovrintendenti

7 Riordino: una proposta per le nuove insegne di qualifica della Polizia Penitenziaria

8 Accreditati 320 euro di bonus . Ora si attende il Decreto per le funzioni direttive a marescialli e ispettori

9 Salvatore Rap: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso durante la rivolta nel carcere di San Vittore del 21 aprile 1946

10 Riordino delle carriere: analisi dei contenuti del parere favorevole del Consiglio di Stato