Settembre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Settembre 2017  
  Archivio riviste    
La vita di Salah Abdeslam nel carcere bunker.

Polizia Penitenziaria - La vita di Salah Abdeslam nel carcere bunker.


Notizia del 21/05/2016 - ESTERO
Letto (3899 volte)
 Stampa questo articolo


La sveglia è alle sette del mattino. Di solito gli agenti fanno l'appello per controllare che il detenuto sia "vivo e si muova". Per Salah Abdeslam è superfluo. Nella cella di nove metri quadrati è sorvegliato giorno e notte da due telecamere e tre agenti con lo sguardo fisso sugli schermi al plasma, in una sala attigua. Ogni gesto è scrutato. L'ex nemico numero uno vive in una sorta di panopticon che avrebbe ispirato Michel Foucault. "È un controllo che gli provoca disagio, oltre a essere totalmente illegale" ha detto ieri l'avvocato Franck Berton dopo la scena muta di Abdeslam davanti ai sei pm che hanno provato a interrogarlo. Secondo il legale, le condizioni di detenzione sarebbero il motivo per cui il suo cliente si è trincerato nel silenzio.

Abdeslam è in isolamento al secondo piano di uno dei bracci di Fleury-Mérogis, la struttura costruita negli anni Sessanta come un gigantesco tridente, cinta da muri alti venti metri, fili spinati elettrici sistemati anche sopra ai cortili per evitare che elicotteri possano posarsi. "Nessuno è mai riuscito a evadere da qui" commenta Arnaud Arame, sindacalista degli agenti penitenziari, in una sala adibita all'accoglienza visitatori. Fleury-Mérogis è il più grande carcere d'Europa: oltre quattromila detenuti, un terzo in più della capacità prevista. "Abdeslam riposa spesso, legge il Corano e guarda molto la televisione" continua Arame. Nella cella c'è una tv chiusa dentro a una bolla di plexiglass per evitare che possa tentare di spaccarlo e ferirsi. Il carcere offre l'abbonamento a canali satellitari su cui Salah può vedere tutte le notizie, anche quelle che lo riguardano. Ma è più interessato al calcio, segue diversi campionati europei. "Gli è capitato di scherzare con i poliziotti penitenziari sulle ultime partite".

Il trattamento carcerario a cui è sottoposto non è insomma tra i più duri, certamente non paragonabile a quello che si applica in Italia ai boss mafiosi con il 41bis. Il decimo uomo del commando degli attentati del 13 novembre, che hanno provocato 130 vittime, può ricevere posta e visite previa autorizzazione dei magistrati. A sua disposizione ci sono i libri della biblioteca. Può comprare giornali attraverso il suo conto personale. Ha due ore d'aria giornaliere durante le quali scende in cortile, sempre solo, o frequenta una palestra. Non dovrebbe mai essere a contatto con altri detenuti. "C'è comunque una permeabilità" osserva l'agente penitenziario. Nei piani inferiori ci sono altri carcerati con cui può parlare dalla finestra. E dalla sua cella vede il cortile affollato all'ora del passeggio. Quando è stato trasferito il ventisette marzo l'accoglienza non è stata delle migliori. "Qualcuno lo considera un vigliacco perché non si è fatto esplodere" ammette Arame. "Ma c'è anche chi lo ha applaudito".

Quasi metà dei detenuti di Fleury-Mérogis è musulmano. "Molti si sono convertiti dopo essere entrati" continua l'agente penitenziario. Nel 2005 Amedy Coulibaly arrivò in questa prigione come un delinquente qualsiasi. Incontrò Chérif Kouachi e il predicatore Djamel Beghal. All'uscita era un'altra persona, pronto a morire da martire qualche anno dopo. "Allora non c'era ancora l'allarme per il radicalismo in carcere" ricorda l'agente penitenziario. Dopo gli attentati, il governo ha deciso di isolare i detenuti islamici in un'apposita unità: ce ne sono 22 a Fleury-Mérogis che partecipano a programmi di "deradicalizzazione".

Il detenuto più famoso di Francia ha chiesto di poter fare il ramadan quando inizierà a giugno: avrà un unico pasto, servito dopo le 19. Farid Grine è il capo dei cappellani musulmani di Fleury-Mérogis: nove in tutto, rispetto ai ventotto cattolici. Abdeslam ha chiesto più volte di poter incontrare un imam per pregare. "È un suo diritto" spiega Grine che non vuole rivelare cosa si sono detti. Grine è abituato a parlare con i fanatici. Dopo gli attentati di Charlie Hebdo molti detenuti sono venuti da lui dicendo: "Hanno vendicato il Profeta". Il cappellano ha allora citato alcuni versi del Corano in cui si dimostra che Maometto aveva subito lo scherno senza reagire. Nelle sue prediche del venerdì, nella sala multiculto, Grine ribadisce spesso che l'Islam è una religione di pace. Cosa dice a un uomo che ha organizzato una strage in nome di Dio? "Il mio compito è ascoltare. La sua vita, come quelle di tutti, deve essere preservata" risponde l'imam di origine algerina. A dicembre Yassin Salhi, l'uomo che aveva decapitato il suo padrone in una fabbrica vicino Lione, si è suicidato in un braccio di Fleury-Mérogis. Nel supercarcere la priorità è portare l'unico terrorista sopravvissuto agli attentati del 13 novembre vivo al processo, ammesso che Salah possa tentare di fare in prigione quello che non ha fatto sei mesi fa, quando ha rinunciato a morire da martire.

repubblica

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Poliziotto penitenziario ferito alla testa da un detenuto: è in gravi condizioni

2 Condannato a tre anni e due mesi ex Agente penitenziario: vendeva droga e telefonini nel carcere di Aosta

3 Quanto guadagna un poliziotto penitenziario?

4 Ministro Orlando annuncia nuove assunzioni: 48 poliziotti in più nel 2017 e 57 come anticipo 2018

5 Detenuta evade dal cancello principale del carcere di Rebibbia: era appena arrivata

6 Consegnava droga nel carcere di Brescia: arrestato Poliziotto penitenziario ora rinchiuso nel carcere militare

7 Pentito rivela: tutti i detenuti hanno un coltello nel carcere di Reggio Emila

8 DAP autorizza visite dei Radicali in 35 carceri per la prossima settimana

9 Detenuto autorizzato a lavorare all''esterno non rientra in carcere, il Garante: sono sorpresa

10 Invitati per un pranzo con Papa Francesco: due detenuti si danno alla fuga poco prima di arrivare


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 In memoria di Pasquale Di Lorenzo, Sovrintendente di Polizia Penitenziaria ucciso dalla mafia il 13 ottobre 1992

2 Detenuta arriva in carcere ma si nasconde tra la folla ed evade da Rebibbia

3 Dichiarazioni Andrea Orlando: caserme gratuite per la Polizia Penitenziaria e Decreto trasferimenti sedi extra moenia

4 Carceri, SAPPE: “Questo Governo toglie il pacco dono dell’Epifania ai poliziotti penitenziari per pagare l’aumento di stipendio dell’83% ai detenuti che lavorano: vergognoso!”

5 Gennaro De Angelis, Agente di Custodia ucciso dalla camorra il 15 ottobre 1982

6 In memoria di Francesco Di Maggio, Magistrato e Vice Capo DAP deceduto il 7 ottobre 1996

7 Decreto Orlando sulla mobilità del personale: ma perchè il Ministro invece di perder tempo coi videomessaggi non istituisce la direzione generale del Corpo?

8 In memoria di Ignazio De Florio, Agente di Custodia ucciso in un agguato camorristico l''11 ottobre 1983

9 Riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria e dirigenza dei funzionari del Corpo e ispettori-funzionari. Ma i dirigenti penitenziari e gli altri funzionari civili, saranno contenti?

10 Scomparso stamattina a Roma il Professor Lionello Pascone, generale in congedo del Corpo di Polizia Penitenziaria