Scotti denunciò più volte un allarme attentati ad esponenti delle istituzioni 

  Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
Mafia: Scotti, volevo accelerare sul 41 bis ma fui trattato come venditore di patacche

Notizia del 20/01/2012 - PALERMO

Mafia: Scotti, volevo accelerare sul 41 bis ma fui trattato come venditore di patacche

letto 1846 volte)

 Stampa questo articolo         Condividi

Nel marzo del '92, subito dopo l'omicidio dell'europarlamentare Salvo Lima, ucciso a Palermo da Cosa nostra, l'allora ministro dell'Interno Vincenzo Scotti denunciò più volte un allarme attentati ad esponenti delle istituzioni parlando di un rischio di ''destabilizzazioni delle istituzioni'', ma l'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti lo giudicò un ''venditore di patacche''.

 
A denunciarlo oggi in aula, a distanza di vent'anni, è lo stesso ex ministro Scotti, ascoltato, come testimone, al processo al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano.''Fui giudicato come avventato e impulsivo - racconta in aula il 79enne Scotti - insomma, un venditore di patacche, se vogliamo dirlo in termini effettivi''.

Vincenzo Scotti, nel marzo 1992 parlò dell'allarme attentati a rappresentanti istituzionali davanti alla Commissione Affari costituzionali e Interni di Camera e Senato. In particolare riferì di minacce di morte a Carlo Vizzini e Calogero Mannino, entrambi all'epoca ministri.''Subito dopo l'omicidio di Salvo Lima - spiega interrogato dal pm Antonino Di Matteo - l'allora capo della Polizia e direttore del Dipartimento di Pubblica sicurezza Vincenzo Parisi iniziò a richiamare la mia attenzione su una serie di informative che provenivano dai servizi di sicurezza. Le conclusioni di quelle informative erano estremamente preoccupanti''.

Dopo qualche giorno la ''notizia esplose sui quotidiani - racconta ancora Scotti - e si accese una polemica politica molto forte''. In particolare era stato l'ex premier Giulio Andreotti ad accusare Scotti di eccessivo allarmismo. Anche perché era stato un noto depistatore, Elio Ciolini, a parlare a un magistrato di Bologna di un allarme attentati a esponenti delle istituzioni. ''Alla vigilia delle mie informativa in Parlamento venne fuori il nome di Ciolini. Ma io quelle informative - ribadisce - le ebbi dalle note del capo della Polizia'' e non da Ciolini.Insomma ''nel '92 - afferma Scotti - ho avuto la sensazione di una sottovalutazione del fenomeno mafioso, anche ai vertici istituzionali del nostro Paese".

Scotti denuncia poi l'isolamento politico di cui si sentì vittima poche settimane dopo la strage di Capaci in cui morì il giudice Falcone. Nel giugno del 1992 l'allora ministro dell'Interno con l'allora ministro della Giustizia iniziò a lavorare sul decreto legge che prevedeva il carcere duro per i mafiosi, il cosiddetto '41 bis', ma ''quando accelerai per l'approvazione del decreto fui isolato''. ''Percepii un clima di isolamento politico, se dicessi un'altra cosa dire il falso. Anche i giornali lo scrissero all'epoca''.Nel corso della deposizione, l'ex ministro dell'Interno ha poi parlato di due intrusioni nella sua abitazioneproprio nel periodo oggi preso in esame, cioè dall'inizio del'92 al marzo del '92. ''Avevo trovato disordine a casa tra i miei documenti ma non mancava nulla - racconta Scotti - non avevano sottratto atti, non era un furto era evidente. Accadde per due volte a casa e una volta in ufficio, ma parlandone con l'allora Capo della Polizia Vincenzo Parisi, mi consigliò di non sporgere denuncia senza spiegarmi il motivo''.

Le intrusioni misteriose nell'abitazione di Scotti accaddero prima dell'omicidio di Salvo Lima. ''Non feci denuncia perché mi fidavo delle indicazioni che mi dava il Capo della Polizia!'', ha risposto Scotti al pm Di Matteo che gli chiedeva come mai non abbia sporto denuncia nonostante ricoprisse quell'incarico. Nella lunga deposizione dell'ex ministro dell'Interno ha ricordato che il 29 giugno del 1992 venne sostituito nel suo ruolo di ministro dell'Interno nell'allora governo Andreotti, dopo un rimpasto e diventò ministro degli Esteri: ''Ma mi dimisi ai primi di luglio perché Andreotti ci teneva che seguissi tre importanti incontri internazionali, il G7 a Monaco, un altro vertice a Helsinki e a Vienna''. Scotti ha anche ricordato le difficoltà incontrate nel '92 per la realizzazione della Direzione investigativa antimafia, nata proprio in quel periodo così come per la Direzione nazionale antimafia. ''I contrasti furono molto accesi sulle due innovazioni e si dovette procedere in modo separato'', sottolinea. I Carabinieri, in particolare, non accettavano il decreto legge sulla Dia. ''Ma spiegai al generale dell'Arma che ormai il decreto era legge e quindi doveva accettarlo e così fu''.

Al termine dell'udienza, Vincenzo Scotti con i giornalisti è più diretto: "Nel '92, quando ero ministro dell'Interno, certo che c'era qualche politico che si tirò indietro nella lotta alla mafia. Era chiaro come il sole che qualcuno si tirava indietro". 

www.adnkronos.com

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE SICILIA
Statistiche carceri Regione Sicilia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Attentato in Vaticano sventato dalla Polizia Penitenziaria: detenuto marocchino voleva fare una strage

3 Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza

4 Detenuto si libera dal controllo della Polizia Penitenziaria e muore gettandosi dal quinto piano durante un sopralluogo fuori dal carcere

5 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

6 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

7 Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata

8 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini

9 Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni

10 Detenuto in alta sicurezza aggredisce Poliziotto penitenziario dopo colloquio con i familiari nel carcere di Siracusa


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 La vecchia Zimarra di Regina Coeli a cena intorno al proprio Comandante Francesco Ventura

2 Commozione per la morte di due detenuti, ma la stampa omette di dire che uno aveva stuprato una bambina disabile e l''altro ucciso i genitori adottivi

3 Rosario Di Bella, Sovrintendente Capo della Polizia Penitenziaria è deceduto. Lavorava nel carcere di Imperia

4 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

5 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

6 Focus su: batteri, virus e malattie infettive nella carceri. Poliziotti e detenuti a rischio contagio

7 Bologna: poliziotto penitenziario di 44 anni lotta tra la vita e la morte dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa

8 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario

9 Qualcuno ci aiuti a fermare la strage!

10 Statistiche delle carceri in Italia: i polli di Trilussa e i polli del DAP