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Manca l'aria in tribunale, udienze rinviate

Polizia Penitenziaria - Manca l'aria in tribunale, udienze rinviate


Notizia del 31/10/2013 - CATANIA
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CATANIA - In Tribunale non s'era mai visto. Un giudice che sospende l'udienza ed emette un'ordinanza nella quale rinvia tutti i processi in calendario per un «problema di vivibilità dell'aula». E' accaduto ieri mattina nella terza aula dell'ex pretura in via Crispi. Il gip Santino Mirabella ha rinviato tutti i processi che avrebbe dovuto trattare, una ventina, per l'impossibilità di «lavorare in maniera dignitosa in un buco senza ricambio d'aria».

Nell'aula terza, infatti, le uniche prese d'aria sono degli «oblò» sul soffitto che ieri erano chiusi e, secondo il calendario, non è più tempo di aria condizionata. «Io qui rappresento l'istituzione - ha detto ieri il gip in aula - e le istituzioni si devono rappresentare in maniera dignitosa all'utenza. Non possiamo stare qui ammassati come in un carro bestiame. Non possono i testi aspettare, per ore, ed uscire sudati ed in alcuni casi accusando dei malori. Spesso mi è capitato di chiamarli e di sentirmi dire "se n'è andato perchè si è sentito male"».

Un malore, la settimana scorsa lo ha accusato lo stesso giudice Mirabella che è svenuto in aula mentre celebrava un processo ed è stato portato via in barella. «Il problema - ha aggiunto - non è personale. L'unica presa d'aria che c'è in quest'aula sono i bocchettoni, oggi chiusi. Certo, la situazione è quella che è, e lo sappiamo noi operatori di giustizia impegnati quotidianamente in queste aule. Ma qui il problema è che ci perdiamo la faccia, tutti, di fronte agli utenti. Come si può accogliere un cittadino in un posto iniquo da tutti i punti di vista? Siamo costretti a fare udienze in aule piccole, dove ci sono spesso 60/70 persone, senza finestre, senza aria condizionata con detenuti accompagnati (in manette) dagli agenti della Polizia Penitenziaria, spesso costretti a stare gomito a gomito con i testi del processo. Ho segnalato queste cose al presidente del Tribunale e ho apprezzato moltissimo la sua buona volontà, ma non si può più lavorare in queste condizioni».

Al grido di dolore del giudice Mirabella si sono uniti, ieri in udienza anche gli avvocati. Per tutti l'avvocato Fabrizio Seminara che si è espresso sulla stessa lunghezza d'onda sottolinenando l'assenza di ricambio d'aria e per i difensori, anche il problema di posti a sedere e l'impossibilità a portare con sè le "carte", perché non c'è dove mettere materialmente i faldoni.

Tutti problemi che il presidente del Tribunale, Bruno Di Marco, cui è stata inviata copia dell'ordinanza preventiva (trasmessa anche al presidente della Corte d'appello, al procuratore della Repubblica, al dirigente dell'Asp di Catania, al sindaco Bianco e all'assessore alle Manutenzioni, al presidente del Consiglio dell'Ordine e al ministero della Giustizia), conosce bene.

«Riconosco che le condizioni delle aule non sono il massimo - ha dichiarato il presidente Di Marco - sia per l'utenza sia per chi ci lavora, ma è così da sempre. Stamattina (ieri ndr), nonostante io avessi già ordinato di far aprire i bocchettoni venerdì scorso, ho chiesto nuovamente agli operai del Comune (cui spetta la manutenzione dell'edificio dell'ex pretura ndr) di aprirli e un funzionario del Comune è venuto da me ad assicurarmi che era stato fatto. Certo, in un momento in cui le risorse non sono sufficienti, tanto per usare un eufemismo, non ho chiesto il ripristino dell'aria condizionata che, tra l'altro, non si può ripristinare per legge. Se poi abbiamo avuto un ottobre con temperature estive non è colpa di nessuno... ».

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