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Milioni di euro di risparmio da pannelli solari nelle carceri, ma il DAP temporeggia

Polizia Penitenziaria - Milioni di euro di risparmio da pannelli solari nelle carceri, ma il DAP temporeggia


Notizia del 10/09/2013 - ROMA
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Spending review: in Italia si risparmierebbero decine di milioni di euro con l'istallazione di impianti forovoltaici nelle carceri.

"La chiusura di alcuni tribunali decisa con il pugno duro da parte del ministro della Giustizia Cancellieri e dal suo predecessore Severino, che tante polemiche ha comportato e comporta presso la pubblica opinione e gli addetti ai lavori, sta a dimostrare come le decisioni di risparmiare denaro pubblico, non sempre ottengono la dovuta attenzione se non suscitano polemiche o scontro politico".

È quanto sottolinea in una nota il Sappe, Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, riferendosi alla riforma della geografia giudiziaria. "Per risparmiare circa 60 milioni è successa quasi una sollevazione popolare - ricorda il Sappe - anche perchè lavoratori, magistrati, avvocati, cittadini alla fine spenderanno molto di più, mentre si potrebbero risparmiare altrettanti milioni sulle bollette elettriche delle carceri solo con l'utilizzo dell'energia fotovoltaica, ma nessuno interessato al problema a partire proprio dal ministro".

"È incredibile che al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria si paghino il tanti dirigenti generali, a partire dai vertici, centinaia di migliaia di euro all'anno senza che nessuno si accorga che si sarebbero potuti risparmiare, in questi anni tantissimi milioni di euro", denuncia il Sappe che ricorda la richiesta rivolta da anni al Dap "di provvedimenti che costringano le Direzioni degli istituti a pianificare l'installazione di pannelli fotovoltaici sugli spazi sotto la loro giurisdizione quali parcheggi esterni ,oppure tetti di caserme, uffici, sezioni detentive". E annuncia che si rivolgerà alla Corte dei Conti "poiché la mancata produzione di energia fotovoltaica presso le carceri continua a procurare spese per decine di milioni di euro che possono tranquillamente essere abbattute".

"Sappiamo anche che dal 2002 è costituita presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria una commissione per lo studio delle energie rinnovabili che negli anni ha partorito solo la sostituzione di commissari vari - osserva il Sappe.
Tra questa inerzia abbiamo notizia dello sforzo di taluni dirigenti di carceri, vedi quello di Lecce, che da anni trasmette progetti di realizzazione di impianti che a tutt'oggi non sono stati ancora autorizzati". Eppure, "le somme risparmiate non sarebbero certo noccioline, considerato per esempio che proprio a Lecce si spendono annualmente circa 800.000 euro per l'energia elettrica, mentre con l'installazione di un impianto fotovoltaico che costerebbe praticamente nulla, si ridurrebbe tale bolletta di circa il 30-40%, qualcosa come 300.000 euro l'anno.

Fatto un calcolo per gli oltre 200 penitenziari nazionali, il risparmio sarebbe sorprendente poiché si parla di decine di milioni di euro". Il Sappe ritiene che "se non si abbatte il mostro della burocrazia che consente ai vari dirigenti dello Stato di percepire tanti soldi senza mai dover rispondere a nessuno del proprio operato, la spending rewiev sarà solo una parola di facciata per compiere operazioni politiche, e non certo per aiutare in concreto conti del nostro Stato. Ora il ministro Cancellieri non può più dire di non sapere di uno dei tanti sperperi che continuano a perpetrarsi nelle carceri italiane - conclude la nota - grazie anche a chi in questi anni, nonostante le grandi responsabilità, sontuosamente retribuite, non ha certo mosso un dito sulla questione non pensando così agli interessi della comunità e quindi dello Stato".

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