Burnout della Polizia Penitenziaria

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 2012

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Notizia del 03/02/2012 - PALERMO

Nel carcere di Fossombrone i Carabinieri appresero che Borsellino stava per essere ucciso

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La rivelazione è del colonnello Umberto Sinico, citato come teste a difesa nel processo a carico del generale Mori. I carabinieri avevano riferito al giudice che era in preparazione un attentato

"Lo so, lo so: devo lasciare qualche spiraglio, altrimenti se la prendono con la mia famiglia".
Così Paolo Borsellino avrebbe risposto ai carabinieri che, alla fine di giugno del '92, erano andati a informarlo di avere appreso da un confidente che nell'ambiente carcerario "era voce ricorrente che fosse in fase avanzata un attentato al giudice" poi ucciso il 19 luglio di 20 anni fa in via D'Amelio a Palermo. 

A riferirlo, deponendo come teste della difesa al processo Mori, è stato il colonnello Umberto Sinico. Il magistrato, stando alla deposizione dell'ufficiale, si sarebbe dunque votato consapevolmente al sacrificio lasciando appunto "qualche spiraglio" nella sua sicurezza ed esporsi, in modo da mettere la sua famiglia al riparo da ritorsioni. L'informatore, ha detto Sinico, rispondendo alle domande dell'avvocato Basilio Milio, era Girolamo D'Anna, di Terrasini, "in confidenza" con il maresciallo che comandava la stazione del paese, Antonino Lombardo, poi morto suicida nel marzo del '95.

"A sentire D'Anna, nel carcere di Fossombrone, andammo io - ha detto Sinico - Lombardo e il comandante della compagnia di Carini, Giovanni Baudo, ma Lombardo fu il solo a parlare con D'Anna, che disse dell'esplosivo e dell'idea di attentato. Subito ripartimmo e andammo dal procuratore a riferirglielo e lui ci rispose in quel modo, di saperlo e di dover lasciare qualche spiraglio. 'Procuratore, risposi io, allora cambiamo mestiere'".

Secondo Sinico Girolamo D'Anna era un uomo d'orore "posato", cioè estromesso, perché vicino a Gaetano Badalamenti: "Era persona di grande carisma, veniva interpellato dai vertici della sua parte criminale". Le affermazioni di Sinico escludono del tutto sia che vi fossero contrasti tra Borsellino e la sezione Anticrimine dei carabinieri di Palermo e sia le tesi secondo cui al magistrato fu nascosto dai carabinieri che fosse arrivato l'esplosivo per compiere l'attentato ai suoi danni.

palermo.repubblica.it



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Come eravamo
 Foto dall'album "Agenti di Custodia"

Questa iniziativa ti appartiene
Descrizione: 1 CORSO MONTENOTTE ALLIEVI SOTTUFFICIALI DEL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA A CAIRO MONTENOTTE. PROVENIENTE DAL 18° CORSO PIAVE ALLIEVI AA. CC..
Anno: 1967
Autore: Pietro Mendicino
Album: agenti di custodia,cairo montenotte,top foto,speciali,scuole,uniformi storiche
È partito un progetto ambizioso "La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

Chiediamo a tutti i poliziotti penitenziari e ai loro familiari, di inviarci quella foto che ognuno di noi ha in qualche cassetto e che ritrae un momento di vita dei nostri colleghi.

Le foto non devono essere necessariamente "professionali" o con inqadrature particolari, vanno bene anche quelle di semplice vita quotidiana, perché proprio nella loro spontaneità, siccome hanno ritratto quei momenti semplici e reali, fanno parte della nostra Storia.

Se hai una foto nel tuo computer che riguarda la Polizia Penitenziaria, inviacela attraverso questa pagina oppure scrivendo un'email all'indirizzo: staff@poliziapenitenziaria.it.

Inviaci anche le vecchie foto degli Agenti di Custodia. Insieme alle più recenti, costituiranno una importante documentazione per ricostruire la nostra Storia e per rinsaldare lo spirito del nostro Corpo di Polizia Penitenziaria.

Grazie a tutti voi!


 
 





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