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Nessuno tocchi la Polizia Penitenziaria, Sappe: i Radicali hanno un approccio al carcere casuale, occasionale e soprattutto strabico

Polizia Penitenziaria - Nessuno tocchi la Polizia Penitenziaria, Sappe: i Radicali hanno un approccio al carcere casuale, occasionale e soprattutto strabico


Notizia del 18/07/2017 - ROMA
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Gli organi di informazione danno notizia che ciò che resta del Partito Radicalee Nessuno Tocchi Caino, associazione di cui per altro fanno parte anche persone che hanno maltrattato ed ucciso Abele, si sono premurate di esprimere solidarietà e sostegno al Capo del Dap Santi Consolo, facendo riferimento alla conferenza stampa di mercoledì scorso al Senato della Repubblica nel corso della quale è stata illustrata una interrogazione parlamentare su alcune criticità che caratterizzano l’Amministrazione Penitenziaria.

Ci verrebbe da dire: “Nessuno tocchi” la Polizia Penitenziaria! e spieghiamo perché.

L’interrogazione parlamentare a firma Di Maggio ed altri 11 Senatori, illustrata nel corso di una conferenza stampa a cui il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE era stato invitato, presente anche l’Associazione Vittime del Dovere Onlus, mette in evidenza alcune palesi ed evidenti criticità che caratterizzano il nostro sistema penitenziario e con le quali quotidianamente si confrontano le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Credo si debba cambiare l’approccio, quando si affrontano i temi del carcere. Non ci si deve ostinare a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto.

Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria.

E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE (che è da sempre il primo e più rappresentativo Sindacato delle donne e degli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria: se ne facciano una ragione, i “vertici” di Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino – nei cui “vertici” sono presenti anche persone condannate per omicidi vari e banda armata –sic!- ora convertite alla non violenza… – nonchè gli ex parlamentari Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Maurizio Turco e la politica Antonella Casu…) per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie.

Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria e dalla Giustizia Minorile e di Comunità. Statisticamente, ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento: 56.919 al 30 giugno scorso, quasi tremila in più rispetto alla stessa data del 2016.  Il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 8.000 Agenti… E non è un caso se, da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto, gli eventi critici nelle carceri sono decuplicati.

Dispiacerà a qualcuno, forse, metterlo in evidenza: ma è così.

Davvero non comprendiamo come si possa aver avuto il coraggio, nella recente legge di modifica della legge penale e penitenziaria, di estendere ancora di più la vigilanza dinamica nelle carceri, che vorrà dire più caos e violenza nei penitenziari. Non ci si ostini a vedere le carceri (quelle che pure continua a visitare non si sa bene come, perché, a che titolo ed in virtù di cosa l’ex parlamentare Rita Bernardini, non essendo tra le persone autorizzate ai sensi dell’articolo 67 dell’Ordinamento penitenziario) con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno.

Aggressioni, colluttazioni, tentati suicidi, atti di autolesionismo, sono all’ordine del giorno, nelle nostre carceri. Spessissimo vedono feriti e contusi i poliziotti penitenziari, impegnati nella prima linea delle Sezioni detentive delle carceri a garantire l’ordine e la sicurezza e a favorire – con professionalità, abnegazione e umanità – ogni percorso utile di rieducazione dei detenuti.

Su due cose, infine, vorremmo tranquillizzare i “vertici” di Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino, gli ex parlamentari Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Maurizio Turco e la politica Antonella Casu.

La prima è che anche a seguito delle costanti e continue sollecitazioni del SAPPE, il prossimo 25 luglio incontreremo il Governo per il rinnovo contrattuale del Comparto Sicurezza e Difesa, fermo da molti anni.

La seconda, più importante, è che l’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto – lavoro svolto quotidianamente, lo ripeto, con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Donne e uomini che stanno nella prima linea delle carceri 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, e, giusto per citare due numeri, negli ultimi 20 anni, hanno salvato la vita a più di 21.000 i detenuti che hanno tentato il suicidio in cella ed hanno impedito che quasi 168mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze.

Dati che forse sfuggono ai “vertici” di Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino, agli ex parlamentari Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Maurizio Turco e alla politica Antonella Casu, che evidentemente hanno un approccio col carcere casuale e occasionale.

Ma sono dati che più di mille parole testimoniano le criticità e le problematiche quotidiane con cui hanno a che fare le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Persone alle quali va, ancora una volta, il ringraziamento di tutto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

 

I Radicali difendono Santi Consolo: nessuno ce lo tocchi, ha fatto tanto per migliorare le carceri

 

Santi Consolo totalmente inadeguato al suo ruolo e carceri fuori controllo: conferenza stampa al Senato

 

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