Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
O alla morte o alla galera: ecco a cosa dicono di andare incontro i giovani adulti di Airola

Polizia Penitenziaria - O alla morte o alla galera: ecco a cosa dicono di andare incontro i giovani adulti di Airola


Notizia del 12/09/2016 - BENEVENTO
Letto (1606 volte)
 Stampa questo articolo


"Tu queste cose le devi fare ora che sei giovane. Perché così, se vai in galera per vent'anni, esci e hai tutta la vita davanti". Parola di un camorrista di oggi, quello che non è mai stato bambino. Ma il camorrista di oggi ha la faccia imberbe. Non ha più di 20 anni.
Sono i ragazzi che abbiamo incontrato nel corso delle riprese di Robinù, il film documentario di Michele Santoro appena presentato al Festival del Cinema di Venezia, tra le stanze del carcere minorile di Airola (Benevento) e le celle di Poggioreale a Napoli: ragazzi per cui la detenzione è tornata a essere - a trent'anni da Raffaele Cutolo - una possibilità per acquisire punti nella carriera criminale, uno step fondamentale per acquisire lo status di boss a tutti gli effetti.

"È come fosse un posto di fatica. Oggi stai facendo l'assistente, domani vuoi diventare brigadiere, poi diventi comandante", dice Mariano, uno dei nostri protagonisti, incontrato ad Airola. L'Istituto penale minorile di Airola, in provincia di Benevento, lo chiamano il carcere-scuola. Lunghi corridoi, tante aule che cadenzano le poche celle, la stanza con il biliardino e i tavoli da ping-pong: in tutto 30 ragazzi, dai 17 ai 25 anni, tutti di Napoli e dintorni, sorvegliati da 40 agenti di Polizia Penitenziaria. Tra i corsi di ceramica e qualche ora di lezione, la noia che spesso si respira è tanta. Mariano ha lo sguardo schivo, veloce, di chi ha tutto sotto controllo. I compagni di cella lo salutano con rispetto. Ha l'aria del capo, anche se ha solo 18 anni.

E ci ha accolto facendo tutti gli onori, come fosse casa sua. Il carcere di Airola nei giorni scorsi è diventato il teatro di una rivolta, animata proprio dai ragazzi che abbiamo intervistato in Robinù. Dopo i feriti, le celle sfasciate e i tavoli rotti, sono partite le consuete ispezioni di ordinanza, qualche articolo indignato (sulla stampa locale) e le discussioni tra addetti ai lavori sul fatto se sia giusto o meno far convivere giovani criminali e detenuti minorenni.

E tutto si appresta a tornare come prima. Il carcere minorile di Airola non è nuovo a episodi del genere, così come nessuno degli altri 15 istituti penitenziari minorili italiani, ma lì, come nelle altre carceri campane, sta succedendo qualcosa di nuovo.

Con i numerosi arresti di giovani capi clan di spicco, a seguito delle inchieste degli ultimi anni della magistratura sulla "paranza dei bambini" nel centro storico di Napoli, e sulle faide dei quartieri nella periferia orientale della città, i ragazzi detenuti sono aumentati a dismisura. E vivono il carcere, per quello che abbiamo potuto vedere direttamente, come un'estensione del loro vicolo o quartiere. Non c'è - per loro che stanno "dentro" - distinzione tra il "dentro" e il "fuori". E anche in prigione è svanito il confine tra ragazzi e uomini, tra guaglioni e capi.

Dalle celle i ragazzi provano a comandare, ad affermare la loro superiorità su qualche altro capetto riferibile a un altro gruppo, a un'altra famiglia, a un altro clan, riproducendo appieno le dinamiche criminali che governano la strada, la città. Schegge impazzite che guardano alla detenzione come a un segno di potenza da esibire.

"Il carcere te lo devi saper fare", spiega Michele, detenuto a Poggioreale, 22 anni di cui sei passati spostandosi da un istituto penale minorile a un altro. Uscirà a 40 anni. E, ridendo, dice: "Che fa? Uno come me sa a cosa va incontro. O alla morte o alla galera. E poi con la mente tu sei libero, no?". Vogliono fare tutti i pizzaioli, quando non direttamente i boss.

"Eppure potrebbero diventare artisti, potrebbero diventare medici. Possono diventare calciatori, ma costruire un campetto di calcio dove farli giocare sarebbe già un successo", diceva il vecchio boss Luigi Giuliano, il re di Forcella.

"Un ragazzo di Forcella come me - raccontava - viene guardato con sospetto dalla società, vive nella perenne emarginazione. Forse per questo, per avere una certa rivincita sulla vita e sugli altri, prende un fucile in mano". Sono passati molti anni e in carcere oggi ci sono i Giuliano di terza generazione, i nipoti di quel boss dagli occhi di ghiaccio. Su 503 ragazzi detenuti nelle carceri minorili in Italia, 279 sono italiani. Se su questi 239 - 8 su 10 - sono del Sud, qualcosa vorrà dire.

Il Fatto Quotidiano

STATISTICHE CARCERI REGIONE CAMPANIA
Statistiche carceri Regione Campania







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

2 Blitz della Polizia Penitenziaria: tre arresti per spaccio di droga a Napoli nelle prime ore della mattinata

3 Detenuto cinese violenta la figlia: compagno di cella marocchino lo sodomizza per un mese nel carcere di Prato

4 Poliziotto penitenziario travolto da auto mentre era in moto: è ricoverato in gravi condizioni

5 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

6 La latitanza dorata del detenuto evaso da Rebibbia catturato dal NIC della Polizia Penitenziaria

7 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

8 Ex scuola della Polizia Penitenziaria di Moastir pronta ad accogliere i migranti: quasi ultimati i lavori

9 Detenuto sorpreso ad aggiornare il proprio profilo Facebook dal carcere di Marassi

10 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

2 Celebrazioni 200 anni di storia del Corpo di Polizia Penitenziaria: autorizzata l’emissione della moneta d’argento da 5 euro

3 Catturato dalla Polizia Penitenziaria uno degli evasi dal carcere di Rebibbia: indagini in corso sui complici della latitanza

4 A chi danno fastidio i servizi di polizia stradale della Polizia Penitenziaria?

5 Riordino, organici dirigenziali: tra eccessi e sottodimensionamenti dei dirigenti della Polizia Penitenziaria

6 Foibe, il martirio degli Agenti di Custodia

7 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

8 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

9 Rapporto Eurispes: la Polizia Penitenziaria sgradita a un italiano su due

10 Il Ministro Orlando dichiara cessata l''emergenza sovraffollamento delle carceri, ma i dati lo smentiscono