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Ordinanza storica Magistratura sorveglianza: al detenuto serve più spazio, il DAP esegua

Polizia Penitenziaria - Ordinanza storica Magistratura sorveglianza: al detenuto serve più spazio, il DAP esegua


Notizia del 22/06/2013 - LECCE
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Sovraffollamento carceri: ordinanza storica del Magistrato di sorveglianza di Lecce che obbliga il DAP a concedere più spazio ad un detenuto.

E' la prima volta che succede in Italia: il giudice del Tribunale di sorveglianza Maria Gustapane ha accolto il ricorso di un carcerato di Lizzanello che condivideva la cella con altri tre detenuti e ha ordinato all'amministrazione penitenziaria di concedere a un detenuto condizioni migliori; quelle che gli spetterebbero per legge.

L'avvocato Alessandro Stomeo - riferimento per la tutela dei diritti del detenuto -, che ha portato avanti questa battaglia, è comprensibilmente soddisfatto: "Al di là del divieto di tortura o dell'articolo 27 della Costituzione, il problema è molto più spicciolo: esistono delle norme interne, l'articolo 6 dell'ordinamento penitenziario e il decreto ministeriale del 5 luglio del 1975, che prevedono delle misure minime per le strutture che ospitano il detenuto".

Misure che il dirigente della Asl Lecce Alberto Fedele ha definito "non conformi" a quelle delle normative di riferimento. Ora, lo sviluppo della vicenda potrebbe avere un effetto a catena di ampie proporzioni.
Il detenuto va spostato in una cella idonea; ma quale, considerato che a Lecce ogni cella ospita in media tre detenuti?

Quali potrebbero essere le conseguenze di questa ordinanza? "Se dopo questa decisione, il reclamo dovessero farlo in centinaia, - ha commentato Stomeo - una delle opzioni che l'amministrazione penitenziaria potrebbe contemplare è quella di lasciare aperte le porte delle celle per molte più ore al giorno, permettendo così ai detenuti di avere molto più spazio a loro disposizione".

Inoltre, l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza ha effetto coercitivo - secondo una recente sentenza della Corte costituzionale - quindi, per non commettere un reato, l'amministrazione del carcere di Borgo San Nicola dovrà eseguirla nell'immediato. Il futuro dei detenuti leccesi, e non solo, è ancora molto incerto, ma questa sembra un'ottima occasione per cominciare a cambiarlo.

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