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Orlando a Strasburgo per evitare infrazioni e dover pagare tremila risarcimenti

Polizia Penitenziaria - Orlando a Strasburgo per evitare infrazioni e dover pagare tremila risarcimenti


Notizia del 24/03/2014 - ESTERO
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Tremila. È il numero-incubo per il sistema giustizia italiano. Il numero che il ministro Orlando cercherà di cancellare dalle pendenze del nostro Paese e che potrebbe costare caro, molto caro, alle nostre casse e alla nostra credibilità. Tremila sono infatti i risarcimenti legati ad altrettante cause che Strasburgo ha per ora congelato e che riguardano la cattiva situazione carceraria. Se entro il 28 maggio la situazione non dovesse essere affrontata con decisione e i numeri non dovessero cambiare, scatterebbe l’infrazione.

Il ministro Andrea Orlando dovrà convincere l’Europa che l’Italia sta già facendo qualcosa e lo farà da oggi alla Corte dei diritti dell’Uomo dove non presenterà un maxi piano («Di quelli ce ne sono già troppi», ha detto) ma una serie di misure precise. Due settimane fa è arrivato l’ultimo avvertimento dal Consiglio d’Europa e in gioco c’è anche la nostra immagine durante la guida del semestre europeo. Il pacchetto è top secret ma dal ministero qualcosa traspare. Intanto i numeri sono già incoraggianti: nel gennaio 2013, quando la Corte condannò l’Italia per il sovraffollamento, i detenuti erano circa 65.700. Oggi sono 60.800.

Un “merito” del decreto svuota carceri dell’ex governo Letta. Ma da qui a maggio dovrebbe produrre qualche risultato anche la sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato alcuni degli effetti della Fini-Giovanardi, che ha reintrodotto la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, riabbassando le pene per i reati legati alle prime. I numeri qui sono ancora incerti, però ci si aspetta che le porte si riaprano per almeno altri duemila detenuti. L’altro fronte è aumentare la capienza delle carceri grazie all’apertura di nuovi padiglioni. L’aspettativa è che si arrivi a 50 mila posti.
La bozza del piano punta anche sulla possibile cessione di alcune strutture obsolete, per fare cassa e liberare poi risorse per la conversione di alcune strutture in comunità dove allocare detenuti tossicodipendenti in comunità con un regime di pene alternative. Ma per questo servirà un confronto che già si preannuncia in salita con le Regioni.

L’8 gennaio 2013 la Corte europea dei diritti europei ci aveva giudicati responsabili del sovraffollamento carcerario e dava il termine di un anno per porvi rimedio. Poi il governo ha ottenuto un allungamento del termine, che scadrà comunque il 27 maggio. Ed è l’ultima occasione anche per arginare i 3000 ricorsi bloccati un anno fa che puntano a ottenere un risarcimento proprio per la violazione delle “condizioni di umanità”.
Il Dap nella relazione che sta mettendo a punto per Orlando dimostrerebbe che le condizioni di permanenza sono migliorate proprio nelle situazioni più critiche: dove i detenuti si trovavano in spazi inferiori ai tre metri quadri.

I posti letto sono 37 mila e devono bastare per 64 mila persone. C’è chi dorme sui materassi per terra e nei letti a castello a tre piani. Solo tremila persone riescono a essere inserite nei programmi per imparare qualcosa, un mestiere, un hobby, una qualsiasi cosa possa servire “dopo”. Nel mondo che c’è fuori. Antigone è l’associazione che da sempre denuncia gli orrori del nostro sistema carcerario. Nel 57% dei casi gli ex detenuti ritornano, da recidivi. «Il carcere - denuncia l’associazione - è una macchina che alimenta se stessa, crea la propria domanda, indifferente alproprio fallimento».s.d.

L’Italia, nei dati forniti dal monitoraggio che Antigone svolge ogni anno autorizzata dal Dap, si conferma agli ultimi posti in Europa per civilà tnelle carceri: il nostro tasso di affollamento è del 134,4%, distante dalla media Ue del 99,5%. Un dato tra l’altro al ribasso, poichè tiene conto della capienza regolamentare di 47.649, mentre è riconosciuto che i posti effettivi sono circa 37mila. La percentuale “schizza” a oltre il 173%. «Negli istituti - ci dice il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella - il 35% dei detenuti vine da altri paesi, 2 su 5 per aver violato la legge sulle droghe, il 6,4 per fatti veramente irrilevanti».

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