Lug/Ago 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Lug/Ago 2017  
  Archivio riviste    
Parlano i Carabinieri: "Cucchi, si stava cercando dì scaricare la responsabilità sulla Polizia Penitenziaria"

Polizia Penitenziaria - Parlano i Carabinieri:


Notizia del 15/12/2015 - ROMA
Letto (4183 volte)
 Stampa questo articolo


L’inferno per Stefano Cucchi si materializza tra le due e le tre e 40 di mattina del 16 ottobre 2009. È in questo lasso di tempo, 100 minuti, che il giovane subisce secondo gli inquirenti un "violentissimo pestaggio" da parte dei carabinieri.

Probabilmente prima alla stazione Casilina, quando si oppone al foto-segnalamento, poi alla stazione Appia, sempre per mano di tre militari, Francesco Tedesco, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Sono cinque i tasselli chiave dell’indagine che ha permesso al pm Giovani Musarò e agli agenti della Squadra mobile di ricostruire orari, luoghi e presunti responsabili: tre testimonianze (rese da un compagno di cella di Cucchi e di due carabinieri); la falsificazione di alcuni documenti sull’arresto del 31enne e le intercettazioni dei tre militari accusati del pestaggio.

La prima traccia che porta gli inquirenti sulla strada giusta, il 18 novembre 2014, è il racconto di Luigi Lainà, detenuto con Stefano a Regina Coeli: "Cucchi mi disse che era stato picchiato dai carabinieri nella prima caserma in cui era transitato". Un faro si accende sugli uomini dell’Arma. Ma quali? Cucchi, tra il 15 e il 16 ottobre 2009, ha a che fare con diversi militari. Un passo avanti arriva il 30 giugno 2015, quando due carabinieri di Tor Vergata raccontano al pm tutto quello che sanno: "Mandolini (il comandante della stazione Appia, ndr) fece il nome dell’arrestato. Cucchi, e aggiunse che si stava cercando dì scaricare la responsabilità sulla Polizia Penitenziaria".

A luglio, le intercettazioni fanno il resto, con la moglie di uno dei militari sospettati che accusa al telefono: "A picchiarlo vi siete divertiti".

L’ultimo "colpo" della procura risale al 16 novembre scorso, neanche un mese fa, quando a piazzale Clodio arrivano i documenti sull’arresto di Stefano. Sul registro dei foto-segnalamenti, un rigo è cancellato maldestramente con il bianchetto: sotto al nome di Misic Zoran si intravede quello di Stefano Cucchi. Una falsificazione deliberata, pensano gli inquirenti, per cancellare del tutto le tracce del passaggio di Cucchi dalla stazione Casilina, dove sarebbe avvenuto il primo pestaggio.

 

Lo scaricabarile

Vuotano il sacco due militari della stazione, Riccardo Casamassima e Maria Rosati. Raccontano agli inquirenti ciò che l'allora comandante dell'Appia, maresciallo Mandolini a ottobre del 2009, riferì a loro e al comandante della stazione di Tor Vergata: "Il Mandolini mettendosi una mano sulla fronte mi disse: "È successo un casino, i ragazzi hanno massacrato di botte un arrestato". Poi si diresse verso l'ufficio del comandante della stazione, il maresciallo Enrico Mastronardi. All'interno dell'ufficio c'era anche il carabiniere Maria Rosati la quale ebbe modo di ascoltare qualche cosa in più. In particolare, come riferitomi dalla Rosati, Mandolini fece il nome dell'arrestato (Cucchi) e aggiunse che stavano cercando di scaricare la responsabilità sugli agenti della polizia penitenziaria".

Il compagno di cella. Luigi Lainà, detenuto con Cucchi nell'ottobre del 2009, confida: "Dissi a Cucchi che se era stata la penitenziaria a ridurlo in quelle condizioni, noi avremmo fatto un casino. Cucchi mi rispose che era stato picchiato dai carabinieri all'interno della prima caserma da cui era transitato nella notte dell'arresto. Aggiunse che era stato picchiato da due carabinieri in borghese, mentre un terzo, in divisa, diceva agli altri due di smetterla".

"Andiamo a fare le rapine". La procura intercetta i tre carabinieri indagati per il caso Cucchi. Di Bernardo e D'Alessandro temono di essere destituiti dall'Arma e ipotizzano nuovi impieghi: "Se ci congedano ci apriamo un bar" dice Di Bernardo a D'Alessandro. Quest'ultimo risponde: "Se mi congedano te lo giuro sui figli miei, e non sto giocando, mi metto a fare le rapine". Di Bernardo chiede di nuovo al collega: "Ma se ti buttano fuori che lavoro fai?". "Ti ho detto che vado a fare le rapine. Magari agli orafi".

 

La Repubblica - 14 dicembre 2015

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Sissy Trovato Mazza torna a casa: l''Agente penitenziaria colpita alla testa da un proiettile nell''ascensore dell''ospedale di Venezia è fuori pericolo

2 Aumentano gli stipendi per i detenuti, tredicesima e quattordicesima. La protesta del Sappe: Poliziotti con stipendi bloccati da dieci anni

3 Arrestato poliziotto penitenziario in aspettativa. Rubava bancali di legno per rivenderli a 4 euro

4 Il caso dell''Agente Lepore deceduta in ospedale: a processo il medico per firme false e omicidio colposo

5 Arrestato Agente penitenziario in servizio a Rebibbia: aveva droga e telefonini da smerciare in carcere

6 Espulso dall''Italia il detenuto marocchino Rachid Assarag che accusò i Poliziotti penitenziari di maltrattamenti

7 Agente penitenziario si getta nel fiume Volturno e salva un uomo che voleva suicidarsi

8 Orlando incontra i Radicali: decreti attuativi della riforma penitenziaria pronti entro fine mese

9 Donna con mandato di cattura si presenta in carcere per il colloquio con il marito: arrestata dalla Polizia Penitenziaria

10 Entro dicembre riapre la sezione 41-bis nel carcere di Cuneo


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Poliziotto Penitenziario si suicida: in servizio all''NTP di Palermo Pagliarelli si è tolto la vita con la pistola d''ordinanza

2 Appena 48 ore dopo un altro Agente Penitenziario si spara un colpo alla testa: Finanziere chiama i soccorsi, ma il collega muore nel tragitto

3 1990: ultima Festa del Corpo Agenti di Custodia. Il video della spettacolare cerimonia.

4 Direttore e Comandante si schierano con i Sindacati: Andrea Orlando rinuncia alla visita al carcere di Bologna

5 35 anni di servizio da sfigato e, alla fine, una pensione da sfigato

6 In memoria di Francesco Rucci, Brigadiere degli Agenti di Custodia ucciso da terroristi di Prima linea il 18 settembre 1981

7 Filippo Facci su Libero fotografa alla perfezione la situazione attuale della Polizia Penitenziaria

8 10, 100, 1000 Direttrice e Comandante di Bologna: Andrea stai sereno ...

9 In memoria di Antimo Graziano, Brigadiere degli Agenti di Custodia ucciso dalla camorra il 14 settembre 1982

10 Perché la Polizia Penitenziaria sarà in piazza a manifestare il 19 settembre 2017. Donato Capece (SAPPE) lo spiega al Ministro della Giustizia Andrea Orlando"