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Piazza Armerina: detenuto aggredisce Poliziotto penitenziario che gli aveva elevato rapporto disciplinare

Polizia Penitenziaria - Piazza Armerina: detenuto aggredisce Poliziotto penitenziario che gli aveva elevato rapporto disciplinare


Notizia del 04/03/2013 - ENNA
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"Ancora tensioni delle carceri italiane. Giovedì un carcerato catanese ristretto a Piazza Armerina ha colpito violentemente un poliziotto dopo che questi gli aveva elevato rapporto disciplinare per il suo comportamento scorretto in carcere. Il Basco Azzurro, cui va la nostra piena solidarietà, è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Questa ennesima aggressione ci preoccupa, anche perchè gli eventi critici nelle carceri – aggressioni, atti di autolesionismo – sono purtroppo all’ordine del giorno e la tensione resta alta, a tutto discapito del nostro lavoro.

La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di educatori, di psicologi e di Personale medico specializzato, il pesante sovraffollamento dei carceri italiani (oltre 66mila detenuti in carceri che ne potrebbero ospitare 43mila,con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite tenuto anche conto che più del 40% di chi è detenuto è in attesa di un giudizio definitivo) sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi. Spesso, come a Piazza Armerina, il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Le tensioni in carcere crescono non più di giorno in giorno, ma di ora in ora: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture ed impedire l’implosione del sistema”.

E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, in relazione a quanto avvenuto nel carcere di Piazza Armerina.

“La carenza di personale di Polizia Penitenziaria, il costante sovraffollamento delle carceri con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di coloro che in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e devono essere posti tra le priorità di intervento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo”, prosegue. “Rispetto a tutto questo, il DAP a guida Tamburino & Pagano pensa alle favole, alla vigilanza dinamica ed all’autogestione dei detenuti: ma le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante.

Quel che non serve per risolvere questa umiliante situazione di sovraffollamento e tensioni è la delegittimazione del ruolo di sicurezza affidato alla Polizia Penitenziaria, come invece previsto proprio dal Capo Dap Giovanni Tamburino con una scelta (che il Vice Capo Luigi Pagano continua a tentar di presentare in giro come una positiva ‘rivoluzione normale’ delle carceri...) che favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilità favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria mantenendo in capo ai Baschi Azzurri il reato penale della ‘colpa del custode’ (articolo 387 del Codice penale).

Di fatto, da quando è operativa questa disposizione del DAP, abbiamo constatato un aumento di aggressioni, di suicidi, dei tentati suicidi sventati per fortuna sventati dai poliziotti penitenziari, delle evasioni e di quelle tentate, delle risse e degli atti di autolesionismo. Se gli agenti non possono controllare stabilmente le celle le responsabilità non possono essere le loro ma di chi quella nota circolare ha firmato, il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino, e di chi la spaccia per ‘rivoluzione normale’ delle carceri, il Vice Capo Luigi Pagano. Per questo ci auguriamo che il nuovo Governo porterà alla guida dell’Amministrazione Penitenziaria un nuovo Capo Dipartimento ed un nuovo Vice nell’ottica di una profonda ed organica ristrutturazione di tutta l’Istituzione”.

Sappeinforma

 

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