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Pili, Polizia Penitenziaria al lavoro per svuotare le carceri sarde già chiuse: destinate ai migranti

Polizia Penitenziaria - Pili, Polizia Penitenziaria al lavoro per svuotare le carceri sarde già chiuse: destinate ai migranti


Notizia del 22/04/2016 - CARBONIA-IGLESIAS
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“È scattato da poche ore il piano del ministero dell’Interno per riempire di migranti le carceri sarde chiuse nei mesi scorsi. Il primo contingente di circa 200 migranti è destinato subito nel carcere di Iglesias. Per tutto il giorno di ieri e di oggi il personale inviato dal carcere di Uta è impegnato a svuotare da cima a fondo la struttura. Nel frattempo negli uffici della prefettura è giunto un dispaccio ulteriore del ministero dell’interno: in arrivo dalla Sicilia 750 migranti". 

È quanto denuncia il deputato di Unidos Mauro Pili con un’interrogazione urgente al Ministro dell’Interno.

Con una spregiudicatezza senza precedenti e senza alcun tipo di remora il ministero dell'interno, attraverso la prefettura di Cagliari, ha fatto scattare l'operazione che prevede di riempire il carcere di Iglesias di migranti. La decisione che doveva stare riservata é stata messa a punto tra i vertici del ministero della giustizia con quelli dell'interno e già da ieri l’operazione è stata avviata in gran segreto. Già ieri una squadra di agenti ha iniziato lo sgombero di ogni ultimo suppellettile dalla struttura di Iglesias e le operazioni proseguiranno anche nella giornata di oggi. Nel contempo da fonti interne viene dato per imminente, sia negli ambienti delle forze dell'ordine che della stessa prefettura, l'invio in Sardegna di almeno nuovi 750 migranti”.

“La decisione di utilizzare il carcere di Iglesias era stata già presa quasi un anno fa quando denunciai quella scelta scellerata mentre ora viene messa in atto con il silenzio di tutti. É gravissimo il silenzio dell'amministrazione comunale di Iglesias e ancora più grave quello della regione. Il ministero dell'interno, nonostante l'emergenza in Sardegna stia raggiungendo soglie non più sostenibili, sia sul piano della qualità dell’accoglienza che quello sanitario, continua a destinare all’isola un contingente di migranti ormai ingestibile. Non è un caso che i reparti di infettivi del sud Sardegna siano ormai pieni e la situazione sanitaria sia in piena emergenza come riportano i report sanitari delle strutture. Ed è gravissimo – denuncia Pili - il tentativo di mantenere il silenzio su questa situazione solo per non disturbare il manovratore”.

“La prefettura – secondo fonti attendibili, continua Pili - avrebbe dato disposizioni anche per utilizzare in tal senso anche il carcere minorile di Quartucciu. Il piano nuovi sbarchi in Sardegna sarà attuato con il metodo dell’emergenza, niente di concordato ma dinanzi alle navi cariche di profughi e migranti nessuno potrà dire più niente. Il tutto passa attraverso una vertice in prefettura dopo che il ministero ha deciso di inviare in Sardegna 750 nuovi migranti. Una prefettura incapace di reagire nonostante le tantissime situazioni di disagio nella gestione sia sul piano logistico che igienico sanitario della situazione. La comunicazione di utilizzare le carceri era stata già formalizzata con nota già divulgata nei mesi scorsi, ma da ieri si fa sul serio”.

“L’operazione Iglesias scattata ieri – denuncia Pili - è stata avviata all’insaputa di tutti. Una squadra di agenti penitenziari è stata di punto in bianco mandata nella casa circondariale di Iglesias in località Sa Stoia. Il carcere era stato vergognosamente chiuso quasi un anno fa con la scusa del freddo e da allora non è stato mai riaperto. Gli agenti hanno finito di caricare tutto quello che era di proprietà dell’amministrazione penitenziaria. Registri, suppellettili, attrezzature informatiche e poche altre cose. La disposizione data al responsabile della squadra era tassativa: portar via tutto quello che riguarda la gestione del personale e dei detenuti. Il carcere deve passare di gestione. Dalla giustizia passa al Ministero dell’Interno. Nel carcere di Iglesias, secondo il piano ministeriale, si pensa di stivare non meno di migranti, utilizzando anche la caserma agenti. Una decisione anche per il luogo prescelto un carcere, che la dice tutta sul grado di accoglienza che viene messa in campo. Siamo alla violazione di ogni regola di buon senso e di responsabilità. Un piano che va bloccato per evitare che la situazione degeneri proprio per la mala gestione di un’accoglienza raffazzonata e inadeguata sotto ogni punto di vista”.

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