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Pretende la porta della cella aperta: detenuto sputa sangue e aceto a Poliziotto penitenziario

Polizia Penitenziaria - Pretende la porta della cella aperta: detenuto sputa sangue e aceto a Poliziotto penitenziario


Notizia del 30/01/2014 - GENOVA
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Stava protestando con veemenza perché voleva la porta blindata della sua cella aperta e, nonostante ciò non fosse possibile, non si è fatto scrupoli nello sputare addosso al poliziotto penitenziario di servizio sangue e aceto. Protagonista un detenuto straniero, nato in Nepal, ristretto per il reato di omicidio nella VI^ Sezione del carcere di Genova Marassi.

"Non è certo il primo episodio con cui gli agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di Marassi devono fare i conti ma questa volta si è superato il limite", denuncia Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, che esprime al graduato dei Baschi Azzurri coinvolto "solidarietà e vicinanza". Per quest'ultimo il medico di turno in carcere ha disposto i doverosi accertamenti per scongiurare eventuali infezioni.

"La situazione del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Genova Marassi è diventata insostenibile per il costante sovraffollamento della struttura e per il continuo verificarsi di eventi critici" aggiunge. "Eravamo convinti di avere visto tutto: bocche cucite, tentati suicidi, colluttazioni, risse ed aggressioni. Ora persino sangue e aceto sputati su un poliziotto la cui una colpa è quella di fare servizio in una realtà ogni giorno di più incandescente.

Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per l'esasperante sovraffollamento e per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti per Marassi, una realtà nella quale più del 63% dei detenuti sono stranieri, perché non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana del più grande carcere della Liguria. E deve fare la sua parte, importante, anche il Parlamento, che invece ignora persino l'autorevole messaggio alle Camere del Capo dello Stato dell'8 ottobre scorso sulla situazione carceraria".

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