Aprile 2020
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Aprile 2020  
  Archivio riviste    
Protocollo "Farfalla", accordo tra DAP e servizi segreti: la Cancellieri ammette l'esistenza

Polizia Penitenziaria - Protocollo


Notizia del 12/12/2013 - ROMA
Letto (3895 volte)
 Stampa questo articolo


La farfalla volava basso, si mimetizzava nelle celle di massima sicurezza, volteggiava indisturbata tra i penitenziari di mezza Italia. Si nascondeva nelle barbe finte degli uomini dei servizi a caccia di informazioni nei colloqui riservati con i detenuti sottoposti al regime del 41 bis.
Ma lemme lemme la nebbia fitta comincia a diradarsi e la farfalla a intravedersi.

Il manifesto se ne occupa fin dal 2006 (cfr. Matteo Bartocci, "il carcere delle spie" 31 maggio 2006). Ma ora è uno dei tanti misteri d'Italia che l'audizione della Commissione parlamentare antimafia, che ha avviato ieri a Reggio Calabria la sua attività d'indagine, sta scoperchiando dal pentolone delle trame occulte e dei segreti irrisolti. È stato il guardasigilli in persona, Annamaria Cancellieri, ad ammettere l'esistenza di questo rapporto.

Nome in codice "Farfalla", appunto. Racconta di un patto segreto tra i servizi di intelligence e Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria che in passato, ma chissà forse ancora oggi, ha permesso agli spioni di far visita ai detenuti ('ndranghetisti e mafiosi) al 41 bis. Per raccogliere informazioni? Ancora non è dato sapere. "Soprattutto ci chiediamo se sia ancora operativo" incalza Claudio Fava (Sel), vicepresidente dell'Antimafia. "È una questione pesante a cui, noi come Commissione e il procuratore capo della Dna, Roberti, chiediamo venga data risposta al più presto. Siamo di fronte non al dubbio ma alla certezza che vi sia stato e vi sia un protocollo operativo che all'epoca era stato istituito fra il Sisde e il Dap.

Di questo ha reso testimonianza di fronte all'autorità giudiziaria il numero due del Dap, Sebastiano Ardita, spiegando che di questo protocollo lui sapeva l'esistenza ma non i contenuti. È un protocollo che in sostanza prevede la collaborazione fra la struttura penitenziaria che si occupa dei detenuti al 41 bis e i servizi di sicurezza.

Naturalmente abbiamo la necessità come commissione di sapere cosa contenga questo protocollo, quali fossero le possibilità di accesso alle strutture carcerarie dei nostri servizi di sicurezza. Anche perché supponiamo che il protocollo all'epoca sviluppato dal Sisde sia stato ereditato anche dall'Aisi. Mi è sembrato abbastanza insolito che il ministro della Giustizia non ne fosse a conoscenza. Quanto meno ai tempi in cui il protocollo è stato sviluppato, il Viminale deve essere stato informato e l'informazione deve essere messa a disposizione di chi viene dopo. La ministra ci ha detto che riferirà e noi aspettiamo. Ma la domanda resta.

Quale funzione hanno avuto i servizi in questi anni? Indurre alla collaborazione i detenuti al 41 bis? Intercettare comunicazioni verso l'esterno?". Domande inquietanti, ma che diventano ancor più urgenti alla luce anche del ruolo "non di totale limpidezza", sottolinea Fava, che nella storia d'Italia hanno avuto i servizi. "Pensiamo a quello che è accaduto 20 anni fa, ai silenzi che hanno accompagnato la stagione delle stragi e presumibilmente al ruolo anche di una parte degli apparati", ma soprattutto della possibilità "di una nuova recrudescenza con il rischio di una nuova stagione stragista" come paventato giorni fa dal ministro Alfano.

A lanciare l'allarme, rivela Fava, sono stati i magistrati di Palermo che hanno ventilato l'ipotesi che "la mano e l'intenzione non sia riferibile soltanto a Cosa nostra". Ma nasconda altri interessi non ancora definiti, ma che potrebbero non escludere - secondo Fava - un coinvolgimento della 'ndrangheta e non solo. "La procura di Reggio questa preoccupazione l'ha esposta nitidamente. Vi è un punto di interesse condiviso sicuramente per quanto riguarda interessi passati e vecchi progetti stragisti. Questa collaborazione c'è stata in passato e c'è ragione di temere che si ripeta in futuro.

Questo è anche un contesto inquinato e vischioso in cui è facile che si possa realizzare un progetto che chiama in causa soggetti diversi da quelli delle stesse organizzazioni criminali". Il pericolo, avverte il vicepresidente dell'Antimafia, non è solo legato alla criminalità calabrese. "Si è parlato molto anche di massoneria, come camera di compensazione all'interno della quale si possono incontrare interessi non solo riconducibili alle 'ndrine, ma anche a borghesia d'affari e professioni. Al riparo da sguardi indiscreti possono costruire alleanze e progetti solidi". In questa situazione di confusione sociale e di crisi economica, c'è il rischio che la palude collosa di interessi eversivi si allarghi. Coinvolgendo pezzi deviati dello Stato e criminalità organizzata. Dalla città dei "boia chi molla" di quarant'anni fa, e nel pieno delle giornate dei forconi inclusi proclami para golpisti, il messaggio che arriva è inquietante.

Il Manifesto

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Sospeso lo stipendio a Sissy Trovato. La rabbia del padre: Le istituzioni l’hanno lasciata sola

2 Nuovi sconti per gli appartenenti alle Forze Armate e agli operatori della Giustizia L''iniziativa rivolta a 500 mila persone consente di risparmiare fino a tremila euro l''anno

3 Stipendi comparto Difesa e Forze dell''Ordine, arretrati a maggio, ecco le cifre

4 Riforma Carceri: Orlando getta la spugna

5 Detenuto scatenato a Santa Bona: feriti cinque agenti di Polizia Penitenziaria

6 I Carabinieri Nas alla Dozza. Mensa della penitenziaria nel mirino

7 I giudici litigano tra loro, 28 boss e affiliati escono dal carcere

8 Alfonso Sabella: Ho pensato al suicidio. Condannato a morte dallo Stato

9 Caso Cucchi, carabiniere accusa colleghi: "Dopo botte scaricarono su penitenziaria"

10 Evaso detenuto di Opera, rischio terrorismo islamico. Ricercato in tutta Italia


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 In memoria di Rocco D''Amato, ucciso nella Casa Circondariale di Bologna da un detenuto il 13 maggio 1983

2 Lavoro di Stato

3 Fermate il mal di vivere dei poliziotti penitenziari!

4 Dopo aver depotenziato il regime detentivo, ora si vogliono metter fuori altri detenuti

5 La festa per ricordare che cos’era la Festa del Corpo. Santa Rita della Rosa nel Pugno al posto di San Basilide?

6 Ma la mobilità dei direttori quando la fanno?

7 Poliziotto penitenziario condannato a tre anni di reclusione per stalking: minacciava un collega, la moglie e i figli

8 Il Ministro Orlando dice che la situazione delle carceri è sotto controllo. Non ha dati aggiornati o non vuole spaventare gli italiani?

9 Sorveglianza dinamica …. quando al Dap si rifanno il maquillage senza trucco e parrucco

10 Sindacalismo e Agenti di Custodia. Un’occasione per conoscere la nostra storia (*)