Ottobre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Ottobre 2017  
  Archivio riviste    
Quasi 500 magistrati in prepensionamento: Giovanni Tamburino compreso ...

Polizia Penitenziaria - Quasi 500 magistrati in prepensionamento: Giovanni Tamburino compreso ...


Notizia del 18/06/2014 - ROMA
Letto (2749 volte)
 Stampa questo articolo


Ben 445 toghe su 9.410 oggi in servizio. Tante, con il decreto Renzi sul taglio dell'età pensionabile, se ne andranno "a casa" in tre anni. Quasi il 5 per cento, numero certamente significativo. È il Gotha della magistratura.

I capi più prestigiosi degli uffici. I vertici più famosi di Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Bari, Palermo. I nomi? Uno più noto dell'altro: Maddalena (Torino), Canzio con Minale, Pomodoro e Bruti Liberati (Milano), Calogero (Venezia), Lucentini e Branca (Bologna), Drago e Tindari Baglione (Firenze), Bonajuto (Napoli), Savino (Bari), Guarnotta (Palermo).

Ma via anche famosi Magistrati di Sorveglianza, l'uscente del Dap Tamburino, il giudice dell'esecuzione di Berlusconi Nobile De Santis, quello del caso Franzoni Maisto. E tanti altri in città più piccole. Poi un colpo alla Suprema Corte che ha fatto gridare alla decapitazione il sempre prudente e ovattato presidente Santacroce.

Lì, i freddi numeri del Csm, che da ieri figurano in bell'ordine nelle tabelle dell'ufficio statistica di palazzo dei Marescialli, dicono che solo quest'anno vanno a casa 42 super toghe con funzioni direttive, parliamo praticamente di quasi tutti i presidenti di sezione, quelli che oggi decidono sentenze che segnano la giurisprudenza in Italia.

Non basta, sempre in Cassazione, ci sono anche 26 giudici col piede sulla porta. E nei prossimi due anni, se il tetto resta a 70 anni senza deroghe per chi non è un capo, vanno in pensione altri 30 magistrati del "palazzaccio". Per la Corte, se le sostituzioni tardano come inevitabilmente tarderanno ad arrivare, potrebbe essere la paralisi. Per gli altri uffici italiani c'è il rischio serio di vederli senza dirigenti per un bel po'. I numeri, innanzitutto.

Oggi, in Italia, i palazzi di giustizia sono "comandati" da 427 magistrati con funzioni direttive e 730 vice. Bene. Con il decreto Renzi - stop all'ingresso in pensione a 75 anni, ci si va a 70, unica deroga per i capi attuali fino al dicembre 2015 - sono costretti a lasciare la toga, tra chi compie 70 anni quest'anno, 142 capi e 68 vice, oltre a 96 giudici con funzioni ordinarie. Ovviamente, bisogna guardare anche a chi compie 70 anni il prossimo anno e quello successivo. Nel 2015 arrivano al tetto della nuova età pensionabile 23 capi e 20 vice (27 gli ordinari). L'anno successivo ecco altri 26 capi, 16 vice, 23 magistrati ordinari.

Che sommati ai primi 308 ci porta alla cifra totale di 445. Di questi solo 210 potranno usufruire della speciale deroga per rimanere in servizio l'anno prossimo. Ma, per la magistratura, non è solo una questione di numeri, ma soprattutto di facce. E di procedure complesse non solo per diventare una toga, ma per essere promosso.

Per questo la categoria è in profondo allarme. La speranza delle toghe è che il decreto, durante la fase di conversione alla Camere, sia cambiato. Il primo referente è il Guardasigilli Andrea Orlando che, durante la fase di discussione sul decreto, si è dimostrato una colomba rispetto ai falchi. Lui ipotizzava quella gradualità nell'entrata in vigore - ogni anno, da qui in avanti, ne aumentava uno dell'età pensionabile - che avrebbe evitato "la brusca decapitazione".

Di questo parlano al Csm, mentre guardano le tabelle fresche degli uffici, i presidenti della commissione per gli incarichi direttivi Roberto Rossi e di quella per le riforme Riccardo Fuzio. Dice il primo: "Il principio è giusto, ma realizzato così pone dei problemi organizzativi che rischiano di paralizzare il Csm e la stessa macchina della giustizia".

Rossi si è concentrato soprattutto sui capi delle città più importanti e il prospetto che ha sotto mano è desolante. Città come Torino, Milano, Bologna, vedono cadere d'un colpo presidente di corte di appello, procuratore generale, presidente del tribunale, capo della procura. Nel decreto è scritto che la sostituzione deve essere accelerata. Rossi lo ritiene impossibile: "Innanzitutto ho già dovuto bloccare concorsi in attesa che il decreto sia convertito. Poi questo consiglio sta per scadere e dovrà arrivare quello nuovo. E poi, con una norma del genere il contenzioso amministrativo salirà alle stelle".

L'unica speranza è che il decreto "ammazza uffici", com'è ormai stato ribattezzato qui al Consiglio, venga cambiato. Il presidente della Cassazione Giorgio Santacroce, che di diritto fa parte del Csm, ha già avviato un monitoraggio. Una mano importante potrebbe arrivare dal Quirinale, visto che il presidente della Repubblica è il capo del Csm e che al Colle lavorano toghe che conoscono bene sia la Cassazione, come l'ex presidente Ernesto Lupo, oggi consigliere giuridico del capo dello Stato, e Stefano Erbani, ex dell'ufficio studi del Csm. Dove il battage anti-decreto è molto forte.

Si è mosso Fuzio, che ha chiesto e ottenuto di poter esprimere subito un giudizio tecnico sul decreto. Lui è di Unicost, ma lo appoggia tutta la sinistra di Area (Cassano, Borraccetti, Carfì, Vigorito, Rossi)che ieri ha sollecitato una discussione rapidissima del decreto, visti anche i tempi ormai stretti che restano al Consiglio. Da Milano, una toga esperta di organizzazione giudiziaria come Claudio Castelli, per anni in via Arenula e ora al vertice dell'ufficio dei gip, scrive nelle mailing list che "un obiettivo in astratto condivisibile viene perseguito in modo gravemente sbagliato".

Lui vede solo conseguenze negative, le stesse che a Roma enuclea Rossi, "l'improvvisa scopertura degli organici dove già oggi c'è un deficit del 12,4%, un concorso accelerato che non consentirebbe una seria selezione, comunque una pensione che resta un miraggio per le giovani toghe". Per questo, a Roma, Fuzio non dà tregua sul decreto: "Devono cambiarlo, non può restare così, c'è anche il rischio di una ricaduta sui processi in corso". Una frecciata alla politica e a Renzi che, in questa veste, sarebbe un normalizzatore.

La Repubblica

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Dimezzata la Banda musicale della Polizia Penitenziaria: lo prevederebbe decreto collegato alla manovra finanziaria

2 Il boss Michele Zagaria simula suicidio durante videoconferenza: ecco il filmato del TG2

3 Arrestati due Poliziotti penitenziari alla Dozza e altri due indagati: detenuti del carcere di Bologna controllati dalla ''ndrangheta e dai casalesi

4 Roberto Spada trasferito nel carcere di Tolmezzo in alta sicurezza: per il DAP è un detenuto ad elevata pericolosità

5 Gravissime affermazioni di Consolo sulla lotta alla mafia: Movimento 5 Stelle contro lo smantellamento di fatto del GOM e del 41-bis

6 E'' morto il mafioso Salvatore Riina

7 Detenuti navigavano su internet con la connessione del Comune: sessanta Agenti di Polizia Penitenziaria hanno setacciato l''istituto di Airola

8 La fidanzata: porti la divisa in modo indegno. Poliziotto penitenziario consegnava telefoni e droga in carcere a Bologna

9 Arrestato Poliziotto penitenziario del carcere minorile del Beccaria: spacciava droga e affittava cellulari ai detenuti

10 Bambino neonato utilizzato durante i colloqui in carcere per consegnare droga e telefonino al padre detenuto


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Il fallimento dell''amministrazione penitenziaria che si vuol far pagare alla Polizia Penitenziaria

2 Le grandi manovre per depotenziare la Polizia Penitenziaria: un gioco a somma zero che porterà alla sconfitta di tutti

3 Congedo programmato e malattia

4 Impedire l’accesso e l’utilizzo dei telefonini in carcere è possibile. Perché il DAP non agisce?

5 Cari provveditori: la matematica non è un opinione

6 Cacciati dalla sede centrale torneranno a lavorare in periferia, ma nel frattempo ...

7 Concorso vice ispettori di Polizia Penitenziaria. Interrogazione parlamentare sui ritardi del DAP

8 La legge è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale

9 Interpellanza parlamentare M5S: chi sta smantellando il 41-bis e perché?

10 I richiami e le ipocrisie dell’Europa sulle carceri italiane