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Quel bacio in carcere non un semplice saluto, ma simbolo di affiliazione

Polizia Penitenziaria - Quel bacio in carcere non un semplice saluto, ma simbolo di affiliazione


Notizia del 24/03/2016 - BRINDISI
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L'annotazione della Polizia Penitenziaria sui brindisini Aldo Cigliola e Luca Ciampi si aggiunge ai pizzini e alle intercettazioni confluite nell'inchiesta The beginners. Il Riesame conferma gli arresti per gli indagati accusati di essere i nuovi volti della Sacra Corona Unita, tra loro anche donne. La difesa: "Nessun legame mafioso, ricorso in Cassazione"“

“Un bacio in carcere tra due brindisini, non un semplice saluto, ma un simbolo di affiliazione nella logica mafiosa della Sacra Corona Unita”: c’è un’annotazione della Polizia Penitenziaria che riguarda Luca Ciampi e Aldo Cigliola, entrambi arrestati dalla Mobile nel blitz The beginners, il 23 febbraio scorso, con l’accusa di essere i volti nuovi dell’articolazione riconducibile alla frangia mesagnese della Scu. Annotazione priva di rilievo secondo i difensori.

Aldo CigliolaLuca Ciampi-2La relazione su Ciampi e Cigliola (nelle foto) spunta dal corposo fascicolo della Dda di Lecce trasmesso al Tribunale del Riesame a cui hanno fatto ricorso gli avvocati che assistono gli imputati. In questa nota dei poliziotti in servizio in carcere, nella struttura in cui entrambi erano in custodia, prima di essere coinvolti nell’ultima inchiesta dell’Antimafia, i due si sarebbero incontrati in uno dei corridoi mentre stavano rientrando in cella e in questa circostanza sarebbero riusciti a salutarsi da vicino.

Non con un cenno della testa o con della mano, ma con un bacio che ricorderebbe i rituali di affiliazione di vecchia data, risalenti cioè ad anni e anni fa, non più attuali stando alle dichiarazioni messe a verbale dagli ultimi pentiti della Sacra Corona Unita. Primo fra tutti Ercole Penna che della frangia mesagnese ha ammesso di essere stato il capo dopo essersi avvicinato da ragazzino: aveva 17 anni, ha scalato i gradi sino ad arrivare al massimo e poi proprio quando sembrava che nessuno potesse mettere in discussione il ruolo, è stato arrestato e a distanza di dieci giorni ha deciso di collaborare, passando dall’altra parte dello Stato.

Se Penna e gli altri pentiti, tra i quali fa ricordato Francesco Gravina alias il Gabibbo, hanno riferito di affiliazioni senza cerimonie non solo perché “vecchie” ma anche per non dare nell’occhio e restare nell’anonimato, i poliziotti hanno avuto modo di verificare il contrario. E lo hanno scritto in una nota di servizio che risale allo scorso anno e che è stata trasmessa ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Lecce i quali, a loro volta, l’hanno aggiunta agli altri elementi posti a base dell’inchiesta tenuta a battesimo con il nome “The beginners”, tra intercettazioni telefoniche, ambientali e lettere sequestrate in carcere.

La conferenza dell'operazione Beginners-2Le trascrizioni delle conversazioni ascoltate durante il periodo delle indagini sono state allegate all’ordinanza di arresto notificata a Cigliola e a Ciampi, più 25 persone, per un totale di 35 indagati (otto sono rimasti a piede libero), così come nel provvedimento di custodia è possibile leggere parte delle missive considerate “pizzini” o “sfoglie” ossia comunicazioni attinenti all’associazione mafiosa.

L’elemento nuovo è appunto costituito dalla relazione di servizio che viene a galla dagli atti trasmessi dalla Dda al Tribunale del Riesame di Lecca a cui hanno fatto ricorso i difensori degli indagati per chiedere l’annullamento della custodia cautelare sostenendo che non ci siano i gravi indizi contestati dalla Procura e condivisi dal gip che ha firmato i provvedimenti di arresto sostenendo l’esistenza di un sodalizio di stampo mafioso a Brindisi.

I componenti dei due clan-2I magistrati della Dda hanno contestato l’associazione mafiosa a 33 brindisini, come si legge nel primo capo di imputazione che riguarda i seguenti indagati: Marco Antico, Luigi Campana, Fabrizio Campioto, Ivano Cannalire, Morris Cervellera, Luca Ciampi, Aldo Cigliola, Salvatore Antonio Del Monte, Davide Di Lena, Franco Dimastrodonato, Marcello Di Mola, Massimo Esperti, Francesco Franchin, Luigi Girardo, Veronica Girardo, Antonio Grassi, Monica Grassi, Alessandro Leto, Tamara Niccoli, Roberto Vito Orlando, Cosimo Papa, Alfonso Polito, Giuseppe Polito, Mario Polito,  Andrea Prutentino, Claudio Pupino, Andrea Reho, Renato Simonetti, Antonio Emanuele Tarantino, Francesco Trane, Vincenzo Trono, Giuseppe Vantaggiato e Giuseppe Vinci.

“Tutti – scrivono i pm- hanno fatto o continuato a fare parte (Aldo Cigliola e Luigi Girardo) dell’associazione di tipo mafioso, comunemente nota con la denominazione di Sacra Corona Unita e in particolare della frangia mesagnese facente capo ad Antonio Vitale, Massimo Pasimeni, Daniele Vicientino e (fino al 9 novembre 2010) Ercole Penna”. Il sodalizio, sempre secondo i pubblici ministeri, avrebbe commesso “una serie indeterminata di reati e in particolare traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, attentati a persone o cose, controllo delle attività criminali, avendo anche ampia disponibilità di armi”.

Al vertice dell’articolazione oggi ci sarebbe Tobia Parisi, “referente di Daniele Vicientino per il territorio di Mesagne”. Parisi avrebbe agito “in monopolio per il tramite della moglie Veronica Girardo nella gestione illecita dei parcheggi e della sicurezza di discoteche di Brindisi e provincia” e avrebbe legittimato Luca Ciampi “affiliato a Vicientino, quale referente per il territorio di Brindisi”.

ladislao massari-2I difensori Giancarlo Camassa, Ladislao Massari (nella foto), Laura Beltrami, Cinzia Cavallo, Giuseppe Guastella, Assuntina Caracciolo, Daniela D’Amuri, Gianvito Lillo, Albino Quarta, hanno sostenuto l’assenza di elementi tali da considerare esistente un’associazione di stampo mafioso, ma il Tribunale in funzione di Riesame ha confermato per intero l’impostazione accusatoria e ha rigettato tutti i ricorsi, di conseguenza l’ordinanza The beginners non è stata scalfita sotto nessun profilo, per nessuno degli indagati: gli arrestati rimangono in carcere.

I difensori, a questo punto,  procederanno con il ricorso in Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni.

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