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Rapporto carceri, Sappe: Antigone prenda coraggio e inizi a parlare del lavoro della Polizia Penitenziaria

Polizia Penitenziaria - Rapporto carceri, Sappe: Antigone prenda coraggio e inizi a parlare del lavoro della Polizia Penitenziaria


Notizia del 17/03/2015 - ROMA
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“L’undicesimo Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone è un documento sicuramente interessante che però omette le condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari. Se ci si vuole impegnare nell’indicare nuovi percorsi detentivi nell’ottica di una non più rinviabile riforma dell’esecuzione penale, impegno rispetto al quale il Sappe è impegnato da tempo, non si può omettere che ogni giorno, nelle celle dei penitenziari italiani, i poliziotti penitenziari nella prima linea delle sezioni detentive hanno a che fare con almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, tre tentati suicidi sventati dalla Polizia Penitenziaria, dieci colluttazioni e tre ferimenti”.

Lo ha detto Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, commentando la presentazione oggi a Roma del XI Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione a cura dell’Associazione Antigone. “La situazione nelle carceri italiane – ha proseguito Capece - resta ad alta tensione, nonostante talune rassicuranti dichiarazioni che non sono conformi alla realtà”.

Nel 2014 – continua il segretario generale - ci sono stati nelle carceri italiane 6.919 detenuti coinvolti in atti di autolesionismo, 933 hanno tentato il suicidio e sono stati salvati dai poliziotti penitenziari, 966 ferimenti e 3.575 colluttazioni. Tutti episodi in aumento da quando c’è la vigilanza dinamica nelle carceri e che avrebbero dovuto trovare spazio nel documento presentato oggi dall’Associazione Antigone, che altrimenti rischia di produrre un documento in parte omissivo circa la realtà detentiva in carcere. Certo il dato oggettivo che emerge anche dal IX Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione è che il carcere, così come è strutturato e concepito oggi, non funziona.

Lo sanno bene i poliziotti che stanno nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore al giorno". Il Sappe rende conto infine che “è la Toscana la regione d’Italia con il numero più alto di autolesionismo in carcere (1.047 episodi) e di tentati suicidio sventati (112), mentre per quanto riguarda le colluttazioni spicca la Campania (521 casi). L’Emilia Romagna la regione con più ferimenti in cella (150). Lombardia e Campania le realtà nelle quali ci sono stati più suicidi in carcere (sei casi)”.

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