Dicembre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Dicembre 2017  
  Archivio riviste    
Riina parla in carcere: "Cosa Nostra intercettava Borsellino"

Polizia Penitenziaria - Riina parla in carcere:


Notizia del 22/07/2014 - PALERMO
Letto (2072 volte)
 Stampa questo articolo


"Cosa Nostra teneva sotto controllo il telefono del giudice Paolo Borsellino o dei suoi familiari". A pochi giorni dall'anniversario della strage di via D'Amelio, dove il 19 luglio 1992 rimasero uccisi l'allora procuratore aggiunto antimafia a Palermo e la sua scorta, Totò Riina dal carcere torna a parlare della vicenda con un altro detenuto, in una conversazione intercettata. "Sapevamo che doveva andare là perché lui gli ha detto: domani mamma vengo", racconta il boss, riferendo le parole dette dal magistrato alla madre.

"Ma mannaggia - prosegue Riina parlando durante l'ora d'aria con il detenuto Alberto Lorusso - Ma vai a capire che razza di fortuna. Alle cinque mi sono andato a mettere li'". "Quello senza volerlo - spiega il capomafia corleonese - le ha telefonato". "Troppo bello: sapevo che ci doveva andare alle cinque. Piglia, corri e mettigli un altro sacco", continua Riina facendo intendere, secondo gli inquirenti, che dopo avere sentito la conversazione tra Borsellino e la madre - dialogo intercettato dalla mafia - si affrettò a imbottire la 126 usata come autobomba con un altro sacco di esplosivo. "Minchia come mi è riuscito", aggiunge. Pesanti, poi, i giudizi espressi dal capomafia sulla sorella del magistrato ucciso, Rita: "Una disgraziata - dice a Lorusso - la vedi inviperita nel telegiornale, non ha digerito la morte di questo suo fratello che ci ha suonato il campanello a sua madre".

Il boss detenuto racconta di avere cercato di uccidere Borsellino per anni. "Una vita ci ho combattuto - dice - una vita... Là a Marsala (dove il magistrato aveva lavorato, ndr)". "Ma chi glielo dice a lui di andare a suonare?" si chiede Riina. "Ma lui perché non si fa dare le chiavi da sua madre e apre", aggiunge confermando che a innescare l'esplosione sarebbe stato il telecomando piazzato nel citofono dello stabile della madre del magistrato in via D'Amelio. "Minchia - racconta - lui va a suonare a sua madre dove gli abbiamo messo la bomba. Lui va a suonare e si spara la bomba lui stesso. E' troppo forte questa".

Secondo gli inquirenti, Cosa nostra avrebbe predisposto un meccanismo costituito da un primo telecomando che avrebbe attivato la trasmittente, poi suonando al citofono il magistrato stesso avrebbe inviato alla ricevente, piazzata nell'autobomba, l'impulso che avrebbe innescato l'esplosione. Una tecnica analoga, secondo gli inquirenti, a quella usata per l'attentato al rapido 904 per cui Riina è stato recentemente rinviato a giudizio come mandante. Questo genere di innesco sarebbe stato usato dai mafiosi quando pericoloso o impossibile per loro restare nelle vicinanze del luogo dell'esplosione.

quotidiano 

STATISTICHE CARCERI REGIONE SICILIA
Statistiche carceri Regione Sicilia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Si è tolto la vita impiccandosi il Poliziotto penitenziario accusato dalla figlia di averla violentata

2 Forze dell’Ordine, arriva il Taser. Ecco il modello scelto per la sperimentazione

3 Colloqui disinvolti nel carcere di Padova: ai boss veniva consentito anche di incontrare persone sotto inchiesta del proprio clan

4 Pagarono 50 euro al medico per falsi certificati: licenziati due Poliziotti penitenziari già sospesi

5 Arrestato ex Agente penitenziario dai Carabinieri: in casa teneva pistole, munizioni e paletta della Polizia Penitenziaria

6 Migliorano le condizioni degli allievi a Cairo Montenotte. Il sindaco: bollite l''acqua

7 Protesta nazionale dei Poliziotti penitenziari francesi: aggressioni continue, poco interesse da parte del Governo

8 Enrico Sbriglia: a Padova ci sono scandali perché qui si indaga. Nelle altre carceri c''è omertà e copertura

9 Movimento cinque stelle: il decreto di riforma dell''ordinamento penitenziario serve a smantellare il 4-bis, un regalo ai detenuti pericolosi

10 Ergastolano ordinava estorsioni e pestaggi dal carcere di Bologna: utilizzava il telefono del compagno di cella che era in semilibertà


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 La resa e lo scioglimento della Polizia Penitenziaria: una scelta che avrà pesanti ricadute per lo Stato

2 Amministrazione di cartone o cartoni animati dell’Ammistrazione?

3 Visite medico-fiscali: il Re, il Giullare e i cetrioli che volano

4 Dopo dieci anni di blocco contrattuale, un rinnovo da sfigati ... un misero caffè al giorno

5 Se San Basilide volesse farci una grazia, accetteremmo volentieri il passaggio agli Interni

6 In ricordo del Sovrintendente Capo Italo Giovanni Corleone

7 Giuseppe Lorusso, Agente del Corpo degli Agenti di Custodia, ucciso dai terroristi di Prima Linea il 19 gennaio 1979 a Torino

8 Una riforma necessaria: dalla sentenza Torreggiani ad oggi

9 Lotta alle mafie: le parole di chi non ha omesso il carcere e la Polizia Penitenziaria

10 Il servizio di tutoring e la beneficienza all''amministrazione