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Rivelazioni di Cirignotta: evasione Maniero favorita dai Servizi e Di Maggio "coperto" da Scalfaro

Polizia Penitenziaria - Rivelazioni di Cirignotta: evasione Maniero favorita dai Servizi e Di Maggio


Notizia del 07/03/2015 - ROMA
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Con la deposizione di Salvatore Cirignotta, ex funzionario del Dap, e' ripreso il processo per la trattativa Stato-mafia nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Di fronte alla Corte di assise presieduta da Alfredo Montalto il teste, ex magistrato, sta rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo. Cirignotta da aprile 1994 al settembre 1999 ha ricoperto il ruolo di direttore dell'Ufficio detenuti del Dap, dove era gia' stato fino ad aprile 1992, quando il Dipartimento era guidato da Nicolo' Amato. "A richiamarmi al Dap -ha detto Cirignotta- fu Di Maggio. Piu' di una volta ho ricevuto telefonate, a partire dal 1993, e inviti per accettare l'incarico". Il teste ha poi riferito: "All'epoca dell'evasione di Felice Maniero del 1994 dal carcere di Padova temevo che la sua fuga fosse stata agevolata anche da soggetti esterni e forse anche dai servizi segreti". Cirignotta, piu' recentemente, e' stato manager dell'Asp 6 di Palermo e il gup di Palermo Luigi Petrucci lo ha rinviato a giudizio, il 5 febbraio scorso, per turbativa d'asta in relazione a una gara da circa 40 milioni euro per la fornitura di pannoloni. 

Cirignotta, ombra servizi su evasione Maniero

L'ombra dei servizi segreti si addensa anche sulla fuga di Felice Maniero, leader della Mala del Brenta, dal carcere di Padova nel 1994. Una evasione eclatante quella di "faccia d'angelo", studiata a tavolino corrompendo anche una  guardia penitenziaria, che entra nel processo sulla trattativa Stato-mafia con la deposizione di Salvatore Cirignotta, ex magistrato e funzionario del Dap, nonche' manager dell'Asl di Palermo, rinviato nei giorni scorsi a giudizio per turbativa d'asta. Cirignotta, che sta  deponendo nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, era in servizio al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria nel 1994. Il funzionamento del Dap in quegli anni e il mancato rinnovo del carcere duro a oltre 300 mafiosi proverebbe, secondo i pm, una concessione a Cosa nostra nell'ambito della trattativa.    "Fu molto strana quella evasione - ha detto Cirignotta - e il fascicolo, che era molto scarno, mi fu chiesto dal colonnello Ragosa, che poi seppi faceva parte dei servizi. E' una mia congettura, ma penso che i servizi potrebbero avere 'contribuito' all'evasione di Maniero".

Stato-mafia: Cirignotta, Capriotti era un'animella

"Capriotti non contava nulla, era stato messo li' pro forma. A comandare era Di Maggio. Capriotti era un'animella, non conosceva nemmeno le innovazioni legislative sulla detenzione penitenziaria ed era ben felice che ci fosse qualcuno che prendeva le decisioni al posto suo. Infatti, non c'erano contrasti tra di loro". Cosi' Salvatore Cirignotta, ex capo dell'ufficio detenuti del Dap, racconta al processo sulla trattativa Stato-mafia, che si svolge nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo davanti alla corte d'assise, gli anni 1994 e 1995 quando Adalberto Capriotti era a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, mentre il vice era Francesco Di Maggio. "Decideva tutto Di Maggio - ha detto - Quando arrivai al Dap, fu lui a chiedermi una relazione sul 41 bis. Era autoritario, molto energico. Voleva rivoluzionare il Dap". 

Stato-mafia: Cirignotta, Di Maggio contava su Scalfaro

"Di Maggio mi disse: 'Tanto a me mi devono sopportare, perche' io non me ne vado. Sono stato messo qui da Scalfaro e per tutti i sette anni del suo mandato non mi possono fare fuori'". Cosi' Salvatore Cirignotta, ex capo dell'ufficio detenuti del Dap, racconta al processo sulla trattativa Stato-mafia, che si svolge nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo davanti alla corte d'assise, gli anni 1994 e 1995 quando Adalberto Capriotti era a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, mentre il vice era Francesco Di Maggio. "Era sicuro che nessuno lo avrebbe toccato - ha detto Cirignotta, riferendosi a Di Maggio - fino a quando Scalfaro era presidente della Repubblica". (ANSA).

 

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